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	<title>Scienza 2.0</title>
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		<title>Abbiamo bisogno dei giornalisti scientifici?</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 18:25:28 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Science 2.0]]></category>
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E&#8217; questo il titolo di un altro post indovinate di chi? Ma sempre di questo blog! Si vede che è il mio preferito.
L&#8217;autrice stavolta parte dalla sua considerazione della &#8220;spesso travagliata relazione tra i Science bloggers e i giornalisti scientifici&#8221; e della ricorrente affermazione secondo la quale &#8220;il blogging renderà obsoleto il giornalismo scientifico&#8221;. E [...]]]></description>
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<p>E&#8217; questo il titolo di un altro <a href="http://backreaction.blogspot.com/2009/02/do-we-need-science-journalists.html" target="_blank">post</a> indovinate di chi? Ma sempre di questo <a href="http://backreaction.blogspot.com/" target="_blank">blog</a>! Si vede che è il mio preferito.</p>
<p>L&#8217;autrice stavolta parte dalla sua considerazione della <em>&#8220;spesso travagliata relazione tra i</em> Science bloggers <em>e i giornalisti scientifici&#8221; </em>e della ricorrente affermazione secondo la quale <em>&#8220;il </em>blogging <em>renderà obsoleto il giornalismo scientifico&#8221;. </em>E cita l&#8217;articolo <a id="a097091" href="http://scienceblogs.com/clock/2008/12/the_shock_value_of_science_blo.php"><em>The Shock Value of Science Blogs</em></a> di tale biologo <a href="http://scienceblogs.com/clock/about.php" target="_blank">Bora Zivkovic</a>, che apprendo da <a href="http://jdupuis.blogspot.com/2008/03/interview-with-bora-zivkovic-crazy.html" target="_blank">qua</a> essere<em> Online Community Manager for the open access journal <a href="http://www.plosone.org/">PLoS ONE</a></em> oltre che autore del citato blog. Inoltre è stato organizzatore di due <em><a href="http://www.scienceblogging.com/">science blogging conferences</a></em> ed editore di <a href="http://www.lulu.com/browse/search.php?search_forum=-1&amp;search_cat=2&amp;show_results=topics&amp;return_chars=200&amp;search_keywords=&amp;keys=&amp;fSearch=zivkovic&amp;fSearchFamily=0&amp;fSubmitSearch.x=0&amp;fSubmitSearch.y=0">due antologie</a> che raccolgono il meglio dei <em>science blogs</em>.</p>
<p>Sabine, l&#8217;autrice, riporta questo passo dell&#8217;articolo di Zivkovic:</p>
<p><em>&#8220;Il lavoro di tradurre dallo Scientese all&#8217;Inglese (o qualsiasi altro linguaggio) è stato svolto tradizionalmente da giornalisti scientifici professionisti. Sfortunatamente, molti di questi (giù il cappello alle rare ed eccellenti eccezioni) sono assolutamente inadatti al compito. Hanno appreso gli strumenti giornalistici ma non hanno un&#8217;adeguata preparazione scientifica. Pensano di averla, ma in realtà sanno solo come usare gli strumenti retorici per apparirne in possesso </em>[un pò come Ferrara e Paolo Guzzanti per la politica, Nota Mia Spontanea Anche Se Probabilmente Inutile e Pretenziosa Ma Non Troppo]<em>. Fortunatamente per tutti, il Web permette agli scienziati di parlare direttamente al pubblico, bypassando, marginalizzando e spingendo all&#8217;estinzione l&#8217;intera categoria dei &#8220;giornalisti&#8221; scientifici</em> [virgolette sue] <em>perchè dopo tutto molti scienziati sono eccellenti comunicatori. E quelli che lo sono via via stanno iniziando ad utilizzare i blog come piattaforma per la loro divulgazione&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Nel giornalismo scientifico</em> <em>già esistono persone con competenza reale &#8211; gli scienziati stessi &#8211; che adesso hanno gli strumenti ed i mezzi utili a bypassarti ed a renderti obsoleto [te giornalista scientifico] perché tu non puoi fornire più un valore aggiunto&#8221;.</em></p>
<p>Sabine poi riporta quest&#8217;altro passo dove Zivkovic<em> bashes</em>, inveisce su tale <a href="http://sciwrite.org/glj/" target="_blank">George Johnson</a> e su tale <a href="http://www.johnhorgan.org/" target="_blank">John Horgan</a>. Il primo di quest&#8217;ultimi dichiara che due dei suoi articoli hanno ricevuto <em>nomination </em>per un premio nientepopodimeno che della Royal Society mentre altri tre hanno vinto il premio  <em><a href="http://www.aaas.org/aboutaaas/awards/sja/winners.shtml">AAAS Science Journalism Award</a></em> della <em>American Association for the Advancement of Science, </em>oltre ad aver collaborato con Scientific American. Anche Horgan dice di aver scritto su Scientific American e di aver vinto il <em>2005 Templeton-Cambridge Journalism Fellowship in Science and Religion </em>[! mio]<em>; the American Psychiatric Association Certificate of Commendation for Outstanding Reporting on Psychiatric Issues (1997); the Science Journalism Award of the American Association for the Advancement of Science (1992 and 1994); and the National Association of Science Writers Science-in-Society Award (1993). </em>Tra i suoi libri: <em>The End of Science: Facing the Limits of Science in the Twilight of the Scientific Age </em>(La fine della Scienza: affrontare i limiti della Scienza nel crepuscolo dell&#8217;Era Scientifica) [!!] e <em>Where Was God on September 11? </em>(Dov&#8217;era Dio l&#8217;11 settembre?) scritto assieme al reverendo Frank Geer [!!!]. Comincio a capire Zivkovic che di essi afferma:</p>
<p><em>&#8220;Forse se rimuoviamo quei due mezzi uomini e mettiamo di fronte scienziati ed il pubblico a parlarsi direttamente avremo i due gruppi parlarsi apertamente, onestamente, in un linguaggio informale che non venga percepito come </em>non-threatening [sinistro, minaccioso]<em> dalle parti ed entrambi impareranno l&#8217;uno dall&#8217;altro. Le persone che scrivono articoli incompetenti ed eccessivamente enfatici, quelle persone che noi blogger amiamo demistificare (essendone capaci poichè noi abbiamo le competenze) stanno rendendo la comunicazione scientifica </em>muddled and wrong [farraginosa e sbagliata? Devo dire che ho trovato difficoltoso tradurre questo periodo di Zivkovic, Nota Mia]. <em>Per favore fatevi da parte&#8221;. </em></p>
<p>Seguono le considerazioni della stessa autrice</p>
<p><em>&#8220;Primo, per quanto ne sappia molti scienziati non sono particolarmente dei buoni scrittori compresa me </em>[falsa modestia di Sabine, Nota Mia], <em>e dato che preferisco un pezzo di buona scrittura spero che prevarrà il giornalismo professionale. Avere acquisito le necessarie competenze e l&#8217;educazione appropriata sicuramente aiuta in questo campo. Non so quali siano gli standard di Bora, ma trovo la vasta maggioranza dei blog scientifici non particolarmente scritti bene (TU </em>[Bora] <em>ovviamente appartieni alla minoranza dei scrittori brillanti)&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Secondo, la divulgazione degli scienziati stessi riguardo la propria produzione scientifica è sempre a rischio di </em>bias, <em>faziosità, e un importante compito dei giornalisti risulterebbe essere quindi quello di fornire un giudizio terzo. Questo potrebbe non sempre andare a favore degli scienziati. Ad esempio John Horgan è conosciuto per la sua visione cinica su alcuni settori della scienza e non è sorprendente che alcuni scienziati non siano contenti di questo. Ma tale critica assolve alla importante funzione di disconnettere le argomentazioni dalle persone che le hanno originate, come succede per gli editoriali sui giornali, che non sono generalmente scritti da politici di professione&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Non sto affermando che il giornalismo scientifico attualmente stia svolgendo molto bene questo compito</em> [...]<em>, ma ha il suo posto e penso che ne abbiamo bisogno</em>.<em> I blog scientifici possono certamente contribuire a comunicare la scienza, provvedendo dettagli che i giornalisti non forniscono &#8211; dettagli riguardo la ricerca o la vita di un ricercatore. Ma lasciare il giornalismo scientifico completamente in mano ai blogger non è una buona idea&#8221;.</em></p>
<p>Che dire? Alcuni potrebbero sostenere che la funzione di controllo è già svolta dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Revisione_paritaria" target="_blank"><em>peer review</em></a>, il giudizio dei pari. Per quanto mi riguarda non so se io possegga le appropriate competenze giornalistiche. Riguardo quelle scientifiche forse vado meglio nelle scienze &#8220;sociali&#8221; (anche se molti storcono la bocca nel dibattito metodologico) poichè sono laureato in sociologia. Per le scienze &#8220;naturali&#8221; mi affido al fatto che ho &#8220;maturato la maturità scientifica&#8221; (bel gioco di parole) e forse non è abbastanza. Comunque come si può appurare negli ultimi miei post, questi hanno sicuramente una connotazione più epistemologica, legata alla sociologia della scienza più che strettamente divulgativa.</p>
<p>Sono destinato all&#8217;estinzione!?!!?!?</p>
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		<title>Research and Teaching</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 18:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scienza2punto0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Science 2.0]]></category>
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<category>Academia</category><category>Random Thoughts</category><category>Sociology of Science</category>
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Sempre da Backreaction, evidentemente uno dei mei top blog, ne sono diventato un traduttore ufficioso, questo post sul rapporto tra il fare ricerca e il fare didattica.
&#8220;Forse sono stata particolarmente sfortunata con i miei insegnanti, ma le lezioni ricevute nel migliore dei casi erano inutili, nel peggiore demotivanti, se non debilitanti. La qualità migliorava considerevolmente [...]]]></description>
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<p>Sempre da <a href="http://backreaction.blogspot.com/" target="_blank">Backreaction</a>, evidentemente uno dei mei top blog, ne sono diventato un traduttore ufficioso, questo <a href="http://backreaction.blogspot.com/2008/07/research-and-teaching.html" target="_blank">post</a> sul rapporto tra il fare ricerca e il fare didattica.</p>
<p><em>&#8220;Forse sono stata particolarmente sfortunata con i miei insegnanti, ma le lezioni ricevute nel migliore dei casi erano inutili, nel peggiore demotivanti, se non debilitanti. La qualità migliorava considerevolmente quando il professore stava usufruendo di un </em>travel grant<em> di qualcun altro per andare in vacanza e la lezione rimaneva a carico di uno dei suoi assistenti. Io riesco ad apprendere bene dai libri, così per me non era un problema, ma ancora uno doveva stare seduto tutte quelle ore mentre qualcuno borbottava alla lavagna o si confondeva riguardo i propri appunti&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Così mi chiedevo perché certe persone sono costrette ad insegnare quando apparentemente non ne hanno né le capacità né la voglia, mentre altri che vorrebbero farlo hanno vita dura nell&#8217;ottenere una cattedra. L&#8217;idea che i professori che insegnano riguardo la ricerca devono essere loro stessi ricercatori ha una lunga tradizione in Germania [l'autrice è tedesca, ma lavora in Canada, Nota Mia], e penso che sia un requisito necessario. Ma devono essere anche attivi nella ricerca mentre sono impegnati nella didattica? In pratica mi sembra che l&#8217;insegnamento è spesso visto come un dovere oneroso mentre la ricerca è la cosa &#8220;giusta&#8221; &#8211; è ciò che fa guadagnare la stima dei colleghi, e possibilmente inviti in posti belli o per interviste giornalistiche. D&#8217;altro canto, chi è interessato principalmente nella didattica e hanno esperienza nella ricerca, ma non è tra i più celebrati, trova difficoltà ad insegnare&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;E&#8217; una cosa sensata? Mi fa venire in mente le seguenti domande:</em></p>
<p>A) <em>Perchè non ci sono più posizioni di ricerca pure</em> <em>nelle università? Pensateci, ci sono persone nel sistema accademico che possono essere grandi ricercatori ma sono un completo fallimento con gli studenti. Sono quelle persone che sono completi eremiti o totalmente nerd, e che efficientemente irradiano un&#8217;aura di va-fuori-dal-mio-ufficio. Niente che li renda necessariamente cattivi ricercatori, ma dov&#8217;è il posto per questi?&#8221;</em></p>
<p>B) <em>Sarebbe possibile diversificare gli incarichi di ricerca attraverso un addestramento addizionale in discipline secondarie come ad esempio didattica, presentazione pubblica dei risultati,</em> group management? <em>Queste sono tutte attitudini che il ricercatore deve acquisire in qualche modo oggi. Il vantaggio di ciò consisterebbe in una migliore preparazione degli insegnanti, i &#8220;compiti&#8221; sarebbero assegnati meglio, anche il reclutamento del personale verrebbe effettuato meglio.</em></p>
<p><em>Infatti io penso che il trend andrà in questa direzione. I ricercatori oggi sono attesi ad essere &#8220;a tutto tondo&#8221;, abili a fare tutto con minor tempo a disposizione, sotto maggiore pressione. Non funziona bene. Le Università e gli Istituti, come le aziende private, offrono una crescente quantità di seminari di addestramento per migliorare le suddette capacità. Penso che sia lo sviluppo naturale in una divisione del lavoro che il sistema accademico avrà da incorporare ad un certo punto in ordine di rimanere funzionale&#8221;.<br />
</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<title>Interdisciplinarietà (?): Sessuologia, Geopolitica, Creazionismo</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 23:45:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scienza2punto0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Science 2.0]]></category>

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Nientepopodimeno che sul Messaggero quest&#8217;articolo:
ROMA (4 ottobre) «Cercasi sosia di Sarah Palin per film per soli adulti». E&#8217; iniziato tutto così. Da un annuncio sul famoso sito americano Craigsist subito dopo la convention repubblicana.  Il committente è Larry Flynt, re del porno, fondatore della rivista Hustler, difensore dei diritti civili e da sempre poco incline a [...]]]></description>
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<p>Nientepopodimeno che sul <a href="http://www.ilmessaggero.it/home_page.php" target="_blank">Messaggero</a> quest&#8217;<a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=32230&amp;sez=HOME_NELMONDO" target="_blank">articolo</a>:</p>
<p><span class="testoArticoloG"><em>ROMA (4 ottobre) «Cercasi sosia di Sarah Palin per film per soli adulti». E&#8217; iniziato tutto così. Da un annuncio sul famoso sito americano Craigsist subito dopo la convention repubblicana.  Il committente è Larry Flynt, re del porno, fondatore della rivista Hustler, difensore dei diritti civili e da sempre poco incline a fare i complimenti al partito di Bush.</em></span></p>
<p><em>Nel 2005 nel libro &#8221;</em>Sex, Lies and Politics: The Naked Truth&#8221; <em>aveva criticato la violazione della carta dei diritti da parte dell&#8217;amministrazione Bush. Il portavoce di Flynt, David Carrillo ha confermato al </em><a href="http://www.nydailynews.com/gossip/2008/10/02/2008-10-02_larry_flynt_is_hustling_up_an_alaskin_fl.html" target="_blank">Nydailynews</a><em> che la<br />
pellicola è stata girata ma non ne ha rivelato il titolo.</em></p>
<p><em><strong>Tremila dollari.</strong> Secondo </em><a href="http://www.hustlerworld.com/" target="_blank">HustlerWorld</a> <em>il film si chiamerà </em>Nailin’ Paylin<em> (&#8220;inchiodando la Paylin&#8221;) e racconterà delle avventure della giovane Palin-sosia, interpretata da </em><a href="http://www.tmz.com/2008/10/03/nailin-palin/" target="_blank">Lisa Ann</a><em> (procace trentaseienne, tremila dollari per impersonare la candidata alla vicepresidenza Usa in dieci giorni di riprese), al college. Tra le scene di sesso, quella clou è un momento di rapporto lesbico a tre tra la falsa Sarah Palin, una falsa Hillary Clinton (impersonata dalla 49enne Nina Hartley, che Fòynt ha convinto a tornare sulle scene) e una falsa Condoleezza Rice. Tra i protagonisti maschili anche un russo, chiaro riferimento alle dichiarazioni della Palin di essere un&#8217;esperta di Russia dal momento che dall&#8217;Alaska si vedono le coste della Siberia. E, come spiega un portavoce di Hustler, la falsa Sarah «verrà inchiodata dai russi che entrano a casa sua bussando dalla porta posteriore». Un&#8217;altra scena, un </em>flashback<em>, vede la Palin in azione al college «con un professore creazionista, mentre gli spiega una teoria del &#8216;big bang&#8217; impossibile da negare». </em>[...]</p>
<p>Da segnalare nell&#8217;articolo anche la rivelazione geostrategica della Palin: <span class="testoArticoloG">Obama «amico di terroristi». Osama-Obama, capito? Mi dicono che l&#8217;ha segnalato anche Gasparri. Niente di nuovo, non potrebbe essere altrimenti. Palin, Gasparri.</span></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=i1ZcgZjFyzU">BONUS MUSIC</a></p>
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		<title>Al capezzale della Big Science (?)</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 23:13:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scienza2punto0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Science 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nel precedente post si faceva riferimento a questo ed ero arrivato alla parte in cui l&#8217;autrice proponeva suggerimenti riguardo le principali problematiche del mondo accademico e della ricerca contemporanei, in particolare riguardo quello che sembra il crepuscolo della Big Science e dell’importanza della ‘transformative research’ [ricerca che ha la capacità di rivoluzionare i campi esistenti, [...]]]></description>
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<p>Nel <a href="http://agora.torinovalley.com/scienza2punto0/2008/09/24/italianglish-infernet-e-dittatura/" target="_blank">precedente post</a> si faceva riferimento a <a href="http://backreaction.blogspot.com/2008/07/we-have-only-ourselves-to-judge-on-each.html" target="_blank">questo</a> ed ero arrivato alla parte in cui l&#8217;autrice proponeva <strong>suggerimenti riguardo le principali problematiche del mondo accademico e della ricerca contemporanei</strong>, in particolare riguardo quello che sembra <strong>il crepuscolo della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Big_science" target="_blank"><em>Big Science</em></a></strong> e dell’importanza della<em> <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Transformative_research">‘transformative research’</a> </em>[ricerca che ha la capacità di rivoluzionare i campi esistenti, creare nuove specializzazioni, portare a cambiamenti di paradigma scientifici, supportare la scoperta e dare vita a nuove tecnologie avanzate].</p>
<p><em><strong>Non legare troppo i ricercatori ad argomenti specifici, </strong>ma lasciare ad essi la scelta. Gli scienziati dovrebbero essere assunti e promossi in base alla loro abilità e creatività, punto. Nessun altro fattore dovrebbe giocare alcun ruolo e lasciateli fare ciò che vogliono. Ciò è specialmente vero per i giovani ricercatori. La cooperazione con i ricercatori </em>senior <em>accade naturalmente perchè è fruttuosa per entrambe le parti, ma non dovrebbe essere imposta.</em></p>
<p><em><strong>Supportare i ricercatori per un periodo di tempo appropriato. </strong>Nella ricerca si è passati sensibilmente ad incarichi a breve termine. Dal 1973 al 2005 negli Stati Uniti le posizioni postdottorato sono cresciute dal 13% al 27% (</em>numbers: NSF<em>). Le persone che hanno incarichi a breve termine e sotto pressione nel produrre risultati (articoli/brevetti) esiteranno ad iniziare progetti che rischiano di sforare i tempi previsti. Ciò inibisce ogni progresso in argomenti che richiedono più tempo. Si abbia più fiducia. Se un ricercatore ha fatto bene, finanziatelo e lasciategli fare ciò che vuole. In alcuni campi nella scienza (come la fisica teorica), scrivere una proposta di ricerca richiede molti anni.</em></p>
<p><em><strong>Non esagerare con le scorciatoie. </strong>Sotto la pressione del tempo le persone tendono a considerare facili criteri di giudizio sugli altri e sui loro progetti, come il </em>citation index<em>, il numero degli articoli, coautori preminenti o i finanziamenti ottenuti. In tutte le istanze dovrebbero essere gli stessi ricercatori a giudicare sul lavoro dei colleghi. Ciò richiede che gli scienziati abbiano sufficente tempo per svolgere questa funzione. Il tempo è un fattore essenziale, ma troppo scarso nel contesto odierno della ricerca. [...]</em></p>
<p><em><strong>Contrastare la specializzazione: </strong>Nel sistema attuale è quasi impossibile per un ricercatore cambiare campo senza incorrere in ripercussioni severe per la propria carriera. Una delle spiegazioni a questo è che i ricercatori sono impiegati in progetti specifici e per questi nessuno sarebbe stato assunto senza esperienze precedenti nel campo. Un altro problema è che i finanziamenti usualmente richiedono precedenti pubblicazioni al fine di dimostare la propria competenza nel campo in considerazione. Si è già realizzato da decadi che il progresso spesso è frutto dello scambio interdisciplinare. E&#8217; abbastanza ironico che molti finanziamenti vanno nelle cosiddette nuove inter-discipline mentre la semplice possibilità per i ricercatori di cambiare campi (o addirittura sotto-campi!) è ostacolata. La soluzione ancora: abbiate fiducia nelle persone che hanno provato di poter fare buona rcerca e lasciateli semplicemente seguire il loro interesse.</em></p>
<p><em><strong>Favorire la comunicazione e la discussione interna: </strong>La Scienza vive di critica e dialogo. Sfortunatamente ora non ci sono incentivi per i ricercatori nell&#8217;investire tempo nel ricevere e comunicare una visione sui propri o altrui campi di ricerca. E&#8217; sostanzialmente [considerata] una perdita di tempo poichè per ottenere una posizione serve diventare esperti di nicchia dove si è gli unici ad agire. Si dia credito a persone e/od istituzioni sensibili a questa necessità e inclini a creare un&#8217;atmosfera nella quale l&#8217;importanza della discussione è riconosciuta ed apprezzata.</em></p>
<p><em><strong>Non favorire la promozione pubblicitaria: </strong>Pubblicizzare il proprio prodotto, in questo caso un&#8217;idea od un programma di ricerca, è una strategia usata per vendere dei beni di consumo. Il fine è semplicemente influenzare i potenziali compratori. Ciò è totalmente inappropriato per le idee scientifiche che devono essere criticamente valutate, lo è per gli articoli così come per le proposte di ricerca. Nessuno dovrebbe essere penalizzato per aver detto apertamente quali possano essere gli svantaggi del proprio programma di ricerca o perchè questo non viene presentato con una eccessiva enfasi ottimistica. Nè le discussioni o determinate pubblicazioni devono essere sottovalutati se le promesse non sono gonfiate o si dimentica di elencare eventuali problemi perchè questi sono &#8220;ben conosciuti&#8221;. Ciò infatti causa spesso significativi attriti nel campo della comunicazione con i giornalisti scientifici.</em></p>
<p>La <a href="http://www.universetoday.com/2008/06/30/aldrin-warns-that-nasa-will-fall-behind-russia-and-china-in-space-exploration/" target="_blank">&#8220;profezia&#8221;</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Buzz_Aldrin" target="_blank">Aldrin</a> è ancora lì. Come si dice, chi vivrà vedrà.</p>
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		<title>Italianglish, Infernet e&#8230; Ditta(tura?)</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 00:08:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scienza2punto0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Science 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[capitalismo famiglia dittatura internet big science pub]]></category>
<category>capitalismo famiglia dittatura internet big science public understanding sociologia epistemologia ricerca innovazione aldrin</category>
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		<description><![CDATA[
Premessa
&#8220;La ditta è il nome commerciale dell&#8217;imprenditore e lo individua come soggetto di diritto nell&#8217;esercizio di un&#8217;attività d&#8217;impresa. A norma dell&#8217;articolo 2563 del codice civile il nome prescelto per questo segno distintivo può coincidere con il nome civile dell&#8217;imprenditore o può essere liberamente scelto da quest&#8217;ultimo.&#8221; 
Quindi spesso il nome della ditta coincide con il [...]]]></description>
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<p><a href="http://www.canisciolti.info/articoli_dettaglio.php?id=12723" target="_blank">Premessa</a></p>
<p><i>&#8220;La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ditta" target="_blank"><b>ditta</b></a> è il nome commerciale dell&#8217;imprenditore e lo individua come soggetto di diritto nell&#8217;esercizio di un&#8217;attività d&#8217;impresa. A norma dell&#8217;articolo 2563 del codice civile il nome prescelto per questo segno distintivo può coincidere con il nome civile dell&#8217;imprenditore o può essere liberamente scelto da quest&#8217;ultimo.&#8221; </i></p>
<p>Quindi spesso il nome della ditta coincide con il cognome dell&#8217;imprenditore. E questo specialmente in Italia, patria del <a href="http://venus.unive.it/pelizzon/capitalismo-familiare.pdf" target="_blank">capitalismo familiare</a>.</p>
<p><i>&#8220;Probabilmente l’Italia si trova esattamente a questo stadio della sua storia. Dopo aver sfruttato il punto di forza dell’impresa familiare, nella fase di crescita postbellica, in cui la maggior parte di queste imprese si trovava allo stadio nascente, ora si trova ad affrontarne in pieno il &#8220;tallone di Achille&#8221;, cioè l’incapacità di superare una soglia dimensionale critica, che è quella finanziabile e gestibile da una famiglia. Questa è probabilmente una causa non secondaria del rallentamento della crescita economica in Italia negli ultimi due decenni.&#8221;</i></p>
<p style="text-align: center"><img style="vertical-align: middle" src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:_483REtBcZjzEM:http://www.settimanasportiva.it/data/news/Nicheli%2520Guido.jpg" alt="" width="136" height="109"></p>
<p>Ma altri dicono che il problema non è dimensionale, non è di <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2008/marzo/03/Cosi_proteggeremo_tessile_ce_0_080303029.shtml" target="_blank">settore</a> ove operano le imprese italiane (ed europee), ma è costituito dalla &#8220;concorrenza sleale&#8221; degli operatori stranieri. Eminenti <b>liberal liberisti </b>(provate a googlarli, ma chi sono? quelli che si oppongono ai monarchici???) <a href="http://www.radioradicale.it/io-protezionista-allora-anche-obama-e-mccain" target="_blank">invocano il protezionismo</a>.</p>
<p>Ma l&#8217;Agenda di Lisbona? <a href="http://europa.eu/abc/12lessons/lesson_8/index_it.htm" target="_blank">Lettera morta</a>?</p>
<p><i>&#8220;Il Consiglio europeo della primavera 2006 ha riconosciuto che il bilancio del processo lanciato a Lisbona sei anni prima non è entusiasmante. Esso ha quindi deciso di affrontare il problema del tasso elevato di disoccupazione che caratterizza ancora molti Stati membri e di ricentrare le priorità dell&#8217;UE sulla crescita e sull&#8217;occupazione. Per accrescere la produttività delle sue economie e rafforzare la coesione sociale, l&#8217;Europa deve continuare a puntare principalmente sul miglioramento dei risultati economici, sull&#8217;innovazione e sulla valorizzazione delle competenze del suo capitale umano.</i></p>
<p><i>Su iniziativa del Presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, gli Stati membri dell&#8217;UE hanno pertanto deciso di:</i></p>
<ul>
<li><i>potenziare gli investimenti destinati alla ricerca e all&#8217;innovazione;</i></li>
<li><i>accrescere il ruolo di coordinamento della Commissione europea presso gli Stati membri, grazie soprattutto alla diffusione delle buone pratiche in Europa;</i></li>
<li><i>accelerare le riforme dei mercati finanziari e dei sistemi di sicurezza sociale e la liberalizzazione delle telecomunicazioni e del settore energetico.&#8221;</i></li>
</ul>
<p>Quindi facendo due calcoli, poichè non ci sembra avere avuto notizia di un potenziamento degli investimenti destinati alla ricerca e all&#8217;innovazione, ma bensì di un depotenziamento, hanno deciso di ridurre la disoccupazione potenziando il tessile? Ho capito bene? O dobbiamo tornare a <a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1897.html" target="_blank">zappare</a>?</p>
<p style="text-align: center"><img class="aligncenter" src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:aihpB4yAbrbgGM:http://www.ornellabergese.it/Opere/Dipinti/LO%2520ZAPPATORE%2520olio%2520su%2520tela%252040%2520x50.jpg" alt="" width="94" height="134"></p>
<p style="text-align: left">La terra è bassa ma dà soddisfazioni&#8230;anche personaggi illustri vi si son dedicati&#8230;voi saputoni&#8230;</p>
<p style="text-align: left">Ma comunque si può sempre fare MAL COMUNE MEZZO GAUDIO. Nel breve periodo. Forse nel lungo saremo tutti morti come diceva Keynes. O smilzi con la zappa.</p>
<p style="text-align: left">E infatti la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Big_science" target="_blank"><i>Big Science</i></a>, l&#8217;innovazione e la ricerca, non sono certamente in crisi solo qua in Italia, ma pure oltreoceano dove la si dava sempre in forma. <a href="http://backreaction.blogspot.com/2008/07/we-have-only-ourselves-to-judge-on-each.html" target="_blank">Qui</a> si dice che:</p>
<p style="text-align: left"><i>[...] Se un&#8217;impresa mette sul mercato una caramella sapremo molto presto se la gente l&#8217;apprezza o meno. Nella ricerca scientifica il valore di un&#8217;idea (o di un programma di ricerca) sta nel fatto se essa porterà ad un progresso. Il progresso può essere necessariamente non solo un&#8217;applicazione ma anche semplicemente crescita di conoscenza e comprensione. Sviluppare un&#8217;idea e giudicarne il valore è un processo complicato che richiede tempo e lo stesso giudizio è uno dei principali</i> <i>compiti degli scienziati. Può richiedere decenni sapere se un programma di ricerca è stato pienamente sviluppato e capire se l&#8217;idea ha molto valore. Nel mondo accademico si discute ancora di cose scritte secoli fa. [...]</i></p>
<p style="text-align: left"><i>Non c&#8217;è altro modo di giudicare sulle potenzialità di una direzione di ricerca che il giudizio degli altri scienziati. E questa è la più grande differenza tra l&#8217;economia di mercato e la ricerca scientifica: giudicare sul valore di una ricerca richiede un&#8217;educazione nel campo e una conoscenza esperta. Gli scienziati sono venditori e compratori allo stesso tempo.</i> <i>Determinano l&#8217;offerta e creano la domanda. Fino a che un&#8217;idea è sufficientemente sviluppata e testata sperimentalmente abbiamo solo noi stessi [gli scienziati] per giudicare. </i></p>
<p style="text-align: left"><i>Per questo il sistema accademico è estremamente fragile e incline ad essere sostanzialmente distorto quando sotto pressione esterna che influenza gli interessi dei ricercatori. E&#8217; per questo che tradizionalmente la torre d&#8217;avorio era stata pensata per proteggere gli scienziati.</i></p>
<p style="text-align: center"><img style="vertical-align: middle" src="http://www.neverendingstory.com/images/Image050.jpg" alt="" width="420" height="345"></p>
<p style="text-align: left"><i>La torre d&#8217;avorio è adesso una parola usata abbastanza cinicamente per descrivere l&#8217;accademico distaccato che non sa quello che la gente fa nella vita reale. Ma l&#8217;intenzione di questo distacco era per rendere gli scienziati indipendenti dall&#8217;influenza finanziaria, politica e sociale. Questa indipendenza è cruciale, e non è facile da ottenere. Un giudizio obiettivo e razionale è essenziale alla scienza e non è semplice nè ad un livello personale che ad un livello pubblico. L&#8217;unico modo affinchè i micro-interessi dei ricercatori possano essere obiettivi e loro stessi il più possibile ben informati in modo da portare ad un risultato desiderato è assicurare ai ricercatori un giudizio indipendente, non condizionato dai </i><i>finanziamenti e da </i><i>ciò che la moda e i media dicono. [...]<br />
</i></p>
<p style="text-align: left"><b>Peer pressure:</b><i><b> </b></i><i>Gli scienziati cercano attenzione e apprezzamento da parte dei colleghi, ciò apre la porta a problemi sociali da considerare e che necessitano di essere gestiti fornendo [altri] incentivi o assicurando un management più appropriato. Specialmente nei campi più specialistici c&#8217;è la tendenza a </i><span><span class="sg"><span class="se1"><span class="trn"><i>valutare male i possibili difetti del proprio campo di ricerca, e di evitare le critiche degli</i> </span></span></span></span>out-group members (<i><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Groupthink" target="_blank">questo è un fenomeno ben noto in sociologia</a>).</i> <i>Inoltre gli scienziati possono esitare a lavorare su problematiche che potrebbero danneggiare la loro reputazione, preferendo ambiti che i loro pari considerano interessanti e creando così delle mode, con il rischio che molto tempo venga impiegato nel migliorare i contatti sociali invece di essere investito nella ricerca stessa.</i></p>
<p style="text-align: left"><b>Public attention:</b><i><b> </b>Gli scienziati sono parte della società in cui vivono e sono influenzati da ciò che è discusso dalla gente. Non è sorprendente che i ricercatori lavorino su problematiche che danno attenzione e che sono apprezzate dal pubblico, e ciò non è necessariamente negativo. Tuttavia questo delega spesso troppa influenza ai mass media e ai giornalisti. In un post recente ho menzionato una ricerca attestante che il 46% di tutti gli scienziati considerano i contatti con i media importanti per la loro carriera.</i></p>
<p style="text-align: left">Alla faccia del <a href="http://massimianobucchi.nova100.ilsole24ore.com/2008/07/un-quarto-di-se.html" target="_blank"><i>public understanding of science</i></a>, qualcuno direbbe, ma non troppo.</p>
<p style="text-align: left"><i>I punti sopracitati spingono gli scienziati a sviluppare strategie che garantiscono la possibilità di sopravvivere all&#8217;interno del sistema accademico. Ciò è specialmente vero in ambienti dove la pressione competitiva è alta e la selezione molto veloce. [...]</i> <i>[Ciò] produce la tendenza a scartare o ad ignorare nuovi approcci. Questo non è un problema derivante dall&#8217;azione delle agenzie di finanziamento che nella mia impressione sembrano essere consapevoli dell&#8217;importanza della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Transformative_research">&#8216;transformative research&#8217;</a> [ricerca che ha la capacità di rivoluzionare i campi esistenti, creare nuove specializzazioni, portare a cambiamenti di paradigma scientifici, supportare la scoperta e dare vita a nuove tecnologie avanzate], ma sembra invece dipendere dai ricercatori che sono preoccupati di sprecare tempo e/o denaro in approcci che non produceranno risultati per molti anni. I 5-10 anni nei quali un programma di ricerca necessita pieno supporto per essere completamente sviluppato non sono spesso disponibili.</i></p>
<p style="text-align: left">L&#8217;<a href="http://backreaction.blogspot.com/2001_01_01_backreaction_archive.html#sh" target="_blank">autrice</a> poi prova a suggerire dei rimedi per migliorare la situazione sopra illustrata, ma credo che ne parlerò nel prossimo post. Sperando che siano effettivi <a href="http://www.universetoday.com/2008/06/30/aldrin-warns-that-nasa-will-fall-behind-russia-and-china-in-space-exploration/" target="_blank">ci sono altre persone che sono preoccupate</a>. E se lo dice <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Buzz_Aldrin" target="_blank">Aldrin</a>&#8230;</p>
<p style="text-align: center">BONUS VIDEO</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://it.youtube.com/watch?v=lrWYDrkFFXk">Nicheli-Brega</a></p>
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		<title>Laboratori Virtuali e Mondi Virtuali</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 23:31:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scienza2punto0</dc:creator>
				<category><![CDATA[VirtualScience 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Princeton Sociologia Astronomia]]></category>
		<category><![CDATA[qwaq forum second life avatar]]></category>

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Nelle note di riferimento dell&#8217;articolo citato nel precedente post di M. Yu. Khlopov si trova quest&#8217;altro interessante articolo di Piet Hut, Professore di Studi Interdisciplinari all&#8217;Institute for Advanced Study di Princeton, studi che esplorano modi differenti di vedere il mondo, coinvolgenti una gamma di discipline che prevede fisica, astrofisica, geologia e paleontologia, inteligenza artificiale, psicologia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Chitika|Premium - WordPress Plugin --><div class="chitika-adspace above"><script type="text/javascript"><!--
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<p>Nelle note di riferimento dell&#8217;<a href="http://arxiv.org/PS_cache/arxiv/pdf/0801/0801.0376v1.pdf" target="_blank">articolo citato</a> nel precedente <a href="http://agora.torinovalley.com/scienza2punto0/2008/06/18/istituti-di-ricerca-virtuali/" target="_blank">post</a> di M. Yu. Khlopov si trova <a href="http://arxiv.org/abs/0712.1655" target="_blank">quest&#8217;altro interessante articolo</a> di <a href="http://www.ids.ias.edu/~piet/" target="_blank">Piet Hut</a>, Professore di <a href="http://www.ids.ias.edu/" target="_blank">Studi Interdisciplinari</a> all&#8217;Institute for Advanced Study di Princeton, studi che esplorano modi differenti di vedere il mondo, coinvolgenti una gamma di discipline che prevede fisica, astrofisica, geologia e paleontologia, inteligenza artificiale, psicologia cognitiva e filosofia. Il Prof. Hut &#8220;tagga&#8221; il suo articolo con la parola chiave &#8220;Sociologia dell&#8217;Astronomia&#8221;.</p>
<p><em>Poichè non possiamo mettere le stelle in un laboratorio, gli astrofisici hanno dovuto aspettare l&#8217;invenzione dei computer proma di divenire scienziati di laboratorio</em>. <em>Da ormai mezzo secolo stiamo conducendo esperimenti nei nostri laboratori virtuali. Tuttavia siamo rimasti dietro una tastiera, con lo schermo del monitor a separarci dal mondo che stavamo simulando. Recentemente  la tecnologia <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Computer_grafica_3D" target="_blank">3D</a> online, sviluppata dapprima per i giochi e adesso sviluppata per i mondi virtuali come </em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Second_life" target="_blank">Second life</a><em>, sta iniziando a rendere possibile per gli astrofisici l&#8217;accesso ai loro laboratori virtuali, nella forma di avatar. Ciò ha molti vantaggi, dalle nuove possibilità di esplorare i risultati delle simulazioni alla presenza condivisa in un laboratorio virtuale con collaboratori remoti in continenti differenti. Riporterò le mie esperienze con l&#8217;uso dei</em> <a href="http://www.qwaq.com" target="_blank">Qwaq Forums</a><em>, un mondo virtuale sviluppato da una nuova compagnia. </em></p>
<p><em>[...] Un anno fa,</em> <em>avevo solo una vaga familiarità con i mondi virtuali, avevo letto degli articoli su </em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Second_life" target="_blank">Second life</a> <em>che mi sembrarono abbastanza interessanti, ma non avevo una chiara idea di come potesse essere veramente questo mondo. Tutto questo è cambiato quando fui invitato a tenere una conferenza sull&#8217;astronomia in </em><a href="http://videoranch.com/" target="_blank">Videoranch</a><em>, un altro mondo virtuale più piccolo. Mi sono reso conto di quant&#8217;è differente questo tipo di mezzo di comunicazione dagli altri provati prima, fosse il telefono o l&#8217;email, l&#8217;</em>&#8216;istant messaging <em>o i </em>shared screens. <em>C&#8217;era un senso di stare in mezzo agli altri più grande e coinvolgente di quanto aspettassi. Ho velocemente capito il grande potenziale di questi mondi per la collaborazione remota nei progetti di ricerca.</em></p>
<p><em>Da allora, ho esplorato molti ambienti virtuali con lo scopo di usarli come strumenti di collaborazione in astrofisica come in altri progetti interdisciplinari nei quali ho un ruolo di organizzatore. Complessivamente le mie esperienze sono state incoraggianti e mi aspetto che questi mondi virtuali diventino il media scelto per la collaborazione remota nei tempi dovuti, eventualmente rimuovendo il bisogno della maggioranza di tutti i viaggi a lunga distanza.  La domanda principale mi sembra essere non se, ma quando questo accadrà. Tento di indovinare che accadrà in 5 o 10 anni, ma posso sbagliarmi: la tecnologia si sta evolvendo rapidamente e le cose possono cambiare addirittura più rapidamente.</em></p>
<p><em>In ogni caso predico che fra 10 anni ci stupiremo per come la vita potesse essere prima del nostro uso delle realtà virtuali, così come adesso ci stupiamo di come potesse essere prima del</em> World Wide Web <em>o di come ci stupivamo 10 anni fa immaginandola senza e-mail</em>. [...]</p>
<p><img src="http://www.qwaq.com/images/screenshot-partners-technical_consultants.jpg" alt="" width="315" height="118" /></p>
<p><img src="http://www.qwaq.com/images/screenshot-partners-content_developers.jpg" alt="" width="315" height="118" /></p>
<p><img src="http://www.qwaq.com/images/screenshot-partners-meeting_facilitators.jpg" alt="" width="315" height="118" /></p>
<p><em>Dopo aver esplorato alcuni </em> <em>differenti mondi virtuali ho scelto </em><a href="http://www.qwaq.com" target="_blank">Qwaq Forums</a> <em>per il mio iniziale esperimento di uso degli spazi virtuali come strumenti di collaborazione. </em>Qwaq <em>è una </em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Startup_(economia)">start-up</a> <em>che fornisce uffici virtuali e altre stanze chiamate forum. Là si possono mettere, visualizzare i contenuti di vari documenti su panelli murali. Che siano </em>pdf, <em>immagini </em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/JPEG">jpeg</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Powerpoint">powerpoint </a><em>o</em> <em>presentazioni</em> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Openoffice">openoffice</a> <em>o persino filmati, si può semplicemente trascinarli col mouse dal tuo desktop e posizionarli su un muro della stanza virtuale. Così il documento diviene visibile per tutti gli altri utenti presenti nell&#8217;ambiente virtuale. Le stanze continuano ad esistere nelle varie sessioni: quando gli utenti visitano successivamente la stessa stanza i documenti sono ancora là per essere consultati. [...]</em></p>
<p><em>Quando ho avviato le due [mie] organizzazioni in Qwaq, [...] nel Maggio 2007</em>, <em>non sapevo che aspettarmi precisamente, </em> <em>data la novità dei mondi virtuali usati come strumento collaborativo per le indagini accademiche. Ma comunque, avevo una immagine grezza di ciò che potesse accadere</em>:</p>
<p><em>- un inizio promettente per il mio gruppo di astronomia, uno più lento per il mio gruppo interdisciplinare;</em></p>
<p><em>- i mondi virtuali come un mezzo per facilitare collaborazioni esistenti</em></p>
<p><em>- un&#8217;enfasi sull&#8217;utilizzo degli strumenti: web browsers, oggetti 3D , ecc.</em></p>
<p><em>Con mia grande sorpresa, tutte queste 3 aspettative si sono rivelate errate. E&#8217; accaduto invece che:</em></p>
<p><em>- il mio gruppo interdisciplinare è decollato prima</em></p>
<p>- <em>creato nuove collaborazioni</em></p>
<p>-<em> la presenza nel mondo virtuale 3D era molto più importante degli strumenti specifici</em>.</p>
<p><em>[...]</em></p>
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		<title>RE: Previsioni</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 00:16:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scienza2punto0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Science 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[previsioni statitiche taleb futurologia teoria giochi s]]></category>

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		<description><![CDATA[
In questo post l&#8217;astrofisico e cosmologo Amedeo Balbi sostiene che la metodologia di scienze sociali come economia, storia e sociologia sia alla stessa stregua della psicostoria di Isaac Asimov, la quale si baserebbe sensibilmente sulla Teoria dei Giochi. Non conosco bene la Teoria dei Giochi, ma posso assicurare che essa non è l&#8217;unico riferimento metodologico [...]]]></description>
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<p>In questo <a href="http://www.keplero.org/2008/07/previsioni.html" target="_blank">post</a> l&#8217;astrofisico e cosmologo Amedeo Balbi sostiene che la metodologia di scienze sociali come economia, storia e sociologia sia alla stessa stregua della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Psicostoria" target="_blank"><strong>psicostoria</strong></a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Isaac_Asimov">Isaac Asimov</a>, la quale si baserebbe sensibilmente sulla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_dei_giochi">Teoria dei Giochi</a>. Non conosco bene la Teoria dei Giochi, ma posso assicurare che essa non è l&#8217;unico riferimento metodologico delle scienze sociali. Nel piano di studi sociologico ad esempio è previsto un comune (a tutte le facoltà) esame di statistica prevedente lo studio dei classici <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indicatore_statistico" target="_blank">indici statistici</a></strong>:</p>
<dl>
<dt><strong><a title="Indice di posizione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_posizione">indice di posizione</a></strong></dt>
<dt> </dt>
<dd><a title="Media (statistica)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Media_%28statistica%29"></a></dd>
<dt><strong><a title="Indice di dispersione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_dispersione">indice di dispersione</a></strong></dt>
<dt> </dt>
<dd><a title="Varianza" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Varianza"></a></dd>
<dt><strong><a title="Indice di concentrazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_concentrazione">indice di concentrazione</a></strong></dt>
<dt> </dt>
<dd><a title="Indice di concentrazione di Gini" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_concentrazione_di_Gini"></a></dd>
<dt><strong><a class="mw-redirect" title="Indice di correlazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_correlazione">indice di correlazione</a></strong></dt>
<dt> </dt>
<dt> </dt>
<dt>oltre che di elementi del <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Campionamento_statistico" target="_blank">campionamento statistico</a></strong>, e della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Statistica_multivariata" target="_blank"><strong>statistica multivariata</strong></a>. Il software più comunemete usato è lo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/SPSS" target="_blank"><strong>SPSS</strong></a>.</dt>
<dt> </dt>
<dt>Sicuramente sussiste il problema del legame empirico tra le variabili costruite e le grandezze reali, così come della rigorosa misurazione di quest&#8217;ultime, problema questo però comune a tutte le scienze, così come quello del rischio di incappare in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Correlazione_spuria" target="_blank">correlazioni spurie</a>, ma questo rientra nella normale procedura di interpretazione del ricercatore e quindi dipende molto dalle capacità individuali, competenze e conoscenze di quest&#8217;ultimo.</dt>
<dt> </dt>
<dt>Ma d&#8217;altra parte stiamo parlando di previsioni <strong>statistiche </strong>e non <strong>deterministiche</strong>, le scienze sociali non fanno eccezione rispetto alle scienze naturali ed è quindi sottintesa l&#8217;eventualità del popperiano <strong>cigno nero</strong>. Quindi se come è detto nel blog di Balbi<em> &#8220;gli autori di fantascienza, per natura sensibili alle avvisaglie di mutamenti tecnologici, riescono spesso a vedere più lontano di umanisti e filosofi&#8221;</em> penso seguendo una sorta di istinto immaginativo che denota comunque una certa capacità correlativa, a rigor di logica non vedo perchè gli studiosi delle scienze sociali non possano far lo stesso unendo al sopracitato istinto interpretativo una maggiore rigorosità statistica ottenibile grazie agli strumenti di misurazione a disposizione, discutibili certo, ma forse anche migliorabili.</dt>
<dt> </dt>
<dt>Che ne so, le indagini dell&#8217;Istat o di simili istituti non faranno una fotografia del Belpaese, ma in qualche trend previsto possiamo riconoscere di starci dentro. Penso qualcuno ne beccano. </dt>
<dt> </dt>
<dt>Ribadisco sono previsioni <strong>statistiche </strong>e non <strong>deterministiche</strong>, una sorta di bozza di mappe del futuro, nient&#8217;altro. </dt>
<dt> </dt>
<dt>Se poi c&#8217;è qualcuno che ci tiene ad essere chiamato &#8220;futurologo&#8221;, &#8220;guru&#8221; o quant&#8217;altro e dice di prevedere alla virgola il futuro&#8230;il problema è suo&#8230; </dt>
<dt> </dt>
<dt>P. S. Proverò a leggere il libro di Taleb, magari poi cambierò opinione sull&#8217;argomento. </dt>
<dt> </dt>
<dd><a title="Covarianza" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Covarianza"></a></dd>
</dl>
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		<title>Istituti di Ricerca Virtuali</title>
		<link>http://agora.torinovalley.com/scienza2punto0/2008/06/18/istituti-di-ricerca-virtuali/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 21:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scienza2punto0</dc:creator>
				<category><![CDATA[VirtualScience 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[istituto ricerca virtuale fisica astroparticelle virtua]]></category>

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		<description><![CDATA[
In questo interessante post si parla dell&#8217;Istituto Virtuale di Fisica delle Astroparticelle, proposta elaborata qualche mese fa dal cosmologo russo Maxim Yu Khlopov. Qui si puo&#8217; leggere il relativo articolo in inglese, mentre io proverò a tradurne stralci in italiano SOLO PER VOI MIEI CARI AMICI (quei pochi).
Gli studi in Fisica delle Astroparticelle sono attivamente [...]]]></description>
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<p>In questo interessante <a href="http://anisotropie.blogspot.com/2008/06/istituti-di-ricerca-virtuali.html" target="_blank">post</a> si parla dell&#8217;<strong>Istituto Virtuale</strong> di Fisica delle Astroparticelle, proposta elaborata qualche mese fa dal cosmologo russo <a href="http://www.apc.univ-paris7.fr/%7Ekhlopov/">Maxim Yu Khlopov</a>. <a href="http://arxiv.org/abs/0801.0376">Qui</a> si puo&#8217; leggere il relativo articolo in inglese, mentre io proverò a tradurne stralci in italiano SOLO PER VOI MIEI CARI AMICI (quei pochi).</p>
<p><em>Gli studi in Fisica delle Astroparticelle sono attivamente sviluppati in tutto il mondo. E&#8217; chiaro che l&#8217;efficacia del lavoro dipende fortemente dal tasso di scambio delle informazioni e dal coordinamento globale di ques&#8217;attività. Un forum internazionale, sia esso virtuale, che comprenda tutti i gruppi e coordini i loro sforzi darebbe una spinta significativa a questa cooperazione. Questo è particolarmente importante per gruppi scientifici isolati e scienziati che vivono in piccoli stati che possono contribuire molto a questo lavoro [...]</em></p>
<p><em>Gli studi in Fisica delle Astroparticelle collegano astrofisica, cosmologia e fisica delle particelle e coinvolgono centinaia di gruppi scientifici organizzati in network regionali e centri nazionali. [...] L&#8217;analisi teorica di questi risultati avranno un impatto sulla conoscenza fondamentale sia della struttura microscopica del mondo che dell&#8217;Universo e sia riguardo le leggi fisiche fondamental della Natura ancora sconosciute. [...]<br />
</em></p>
<p><em>Un buon esempio di tale tipo di struttura creata nel 2002 è l&#8217;</em><a href="http://www.ivoa.net/" target="_blank">International Virtual Observatory</a>. <em>Il quale ha dimostrato l&#8217;efficacia del lavoro e la cooperazione fruttuosa di molte organizzazioni di tutto il mondo. [...]</em></p>
<p><em>Verranno sperimentati</em></p>
<p><em>•</em><em>Seminari virtuali dove i ricercatori potranno partecipare usando software di videoconferenza (adobe, EVO, marratech, ecc.)<br />
• L&#8217;Istituto considererebbe il coinvolgimento di giovani fisici nella sua attività come l&#8217;aspetto più importante del lavoro. Aprirebbe la possibilità per persone giovani di trovare una guida scientifica e anche argomenti di studio con un apposito supervisore.  A questo scopo il sito fornirebbe lezioni virtuali per giovani scienziati di tutto il mondo.<br />
• Spazi collaborativi (ad es. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wiki" target="_blank">WIKI</a>) saranno creati dove lo scambio di lavoro su specifici compiti comporteranno il coinvolgimento di più co-autori.<br />
•  Saranno disponibili </em><em>anche </em><em>spazi pubblici</em><em> dove verranno presentati i risultati principali del dominio di competenza.<br />
• Database di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/.ppt" target="_blank">presentazioni .ppt</a> delle conferenze più importanti suli vari argomenti affrontati. </em></p>
<p><em>La struttura organizzativa di partenza dell&#8217;Istituto sarebbe minimale. Includerebbe un Direttore Scientifico ed un </em>Technical Manager<em> per l&#8217;amministrazione del web. Il suo contenuo scientifico sarà supervisionato da un Comitato Scientifico Internazionale, e la sua amministrazione da un Consiglio di Amministrazione formato dai finanziatori. Ci saranno Sezioni Scientifiche per ogni settore disciplinare con i propri supervisori e moderatori del corrispondente topic del forum. Ogni Sezione deve avere una lista di insegnanti e supervisori atti all&#8217;insegnamento nell&#8217;istituto Virtuale. [...]</em></p>
<p><em>Il linguaggio di comunicazione sarà l&#8217;inglese</em> <em>ma è scontato che il sito ospiterà altri contenuti multi-lingua (Francese, Italiano, Spagnolo, Tedesco, Russo). [...]</em></p>
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		<title>Una Visione degli Studenti Oggi</title>
		<link>http://agora.torinovalley.com/scienza2punto0/2008/05/28/una-visione-degli-studenti-oggi/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 May 2008 16:28:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scienza2punto0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Science 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[studenti antropologia culturale etnografia digitale]]></category>

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		<description><![CDATA[
Una Visione degli Studenti Oggi di Micheal Welsch e gli studenti di Introduzione all&#8217;Antropologia Culturale ed Etnografia Digitale, 2007, Kansas State University.
[kml_flashembed movie="http://it.youtube.com/v/dGCJ46vyR9o" width="425" height="350" wmode="transparent" /]
&#8220;Al giorno d&#8217;oggi il bambino rimane attonito quando entra nell&#8217;ambiente da diciannovesimo secolo che caratterizza ancora l&#8217;establishment scolastico, dove l&#8217;informazione è scarsa ma ordinata e strutturata per schemi, argomenti [...]]]></description>
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<p><em>Una Visione degli Studenti Oggi </em>di <a href="http://it.youtube.com/user/mwesch" target="_blank">Micheal Welsch</a> e gli studenti di Introduzione all&#8217;Antropologia Culturale ed Etnografia Digitale, 2007, Kansas State University.</p>
<p><code>[kml_flashembed movie="http://it.youtube.com/v/dGCJ46vyR9o" width="425" height="350" wmode="transparent" /]</code></p>
<p><em>&#8220;Al giorno d&#8217;oggi il bambino rimane attonito quando entra nell&#8217;ambiente da diciannovesimo secolo che caratterizza ancora l&#8217;</em><em>establishment scolastico, dove l&#8217;informazione è scarsa ma ordinata e strutturata per schemi, argomenti frammentati e ordinati in classi&#8221;</em>. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marshall_McLuhan" target="_blank">Marshall McLuhan</a>, 1967.</p>
<p>Se questi muri potessero parlare</p>
<p>cosa direbbero?</p>
<p>Se gli studenti imparano cosa fanno</p>
<p>cosa stanno apprendendo seduti qua?</p>
<p>L&#8217;informazione è qua [sulla lavagna]</p>
<p>Naturalmente muri e banchi non possono parlare</p>
<p>ma gli studenti possono.</p>
<p><em>Una visione degli studenti oggi</em></p>
<p>Cosa è essere studenti oggi?</p>
<p>200 studenti hanno fatto 367 modifiche a questo documento</p>
<p>e hanno fatto un sondaggio tra di loro</p>
<p>per consegnarvi questo messaggio:</p>
<p>la dimensione media delle classi è di 115 persone;</p>
<p>il 18% dei miei docenti conoscono il mio nome;</p>
<p>io completo il 49% delle letture assegnatemi,</p>
<p>solo il 26% sono rilevanti per la mia vita.</p>
<p>Io compro testi per centinaia di dollari che mai apro.</p>
<p>Il mio vicino di banco ha pagato il suo corso ma non viene mai.</p>
<p>Io leggerò 8 libri quest&#8217;anno, 2300 pagine web, 1281 profili di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Facebook" target="_blank">Facebook</a>.</p>
<p>Io scriverò 42 pagine per corso questo semestre e oltre 500 pagine di <em>e-mail</em>.</p>
<p>Dormo 7 ore a notte.</p>
<p>Guardo la tv per un&#8217;ora e mezza ogni notte.</p>
<p>Sto <em>online </em>3 ore e mezzo al giorno.</p>
<p>Ascolto 2 ore e mezza di musica al giorno.</p>
<p>Io sto 2 ore al cellulare.</p>
<p>Io sto 3 ore in classe,</p>
<p>2 ore per mangiare.</p>
<p>Io lavoro per 2 ore al giorno</p>
<p>studio per 2 ore</p>
<p>in totale fanno 26,5 ore al giorno. [25,5?]</p>
<p>Io sono un <em>multi-tasker </em>(devo esserlo).</p>
<p>Dopo la laurea avrò accumulato un debito di 20 mila dollari!</p>
<p>Sono una dei fortunati</p>
<p>oltre 1 miliardo di persone vivono con meno di un dollaro al giorno.</p>
<p>Questo <em>laptop </em>costa più di quanto guadagnano molte persone in un anno.</p>
<p>Quando finirò i miei studi probabilmente avrò un impiego</p>
<p>che ancora non esiste oggi.</p>
<p>Compilare questo [probabilmente mostra una specie di superenalotto americano] non mi aiuterà ad andare là o a fare i conti con [segue un'esposizione di luoghi e problemi]</p>
<p>Io non ho creato i problemi</p>
<p>ma sono i MIEI problemi.</p>
<p>Qualcuno ha suggerito che la tecnologia può salvarci&#8230;</p>
<p>Qualcuno ha suggerito che SOLO la tecnologia può salvarci&#8230;</p>
<p>Io sto su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Facebook" target="_blank">Facebook</a> durante la maggior tempo dei miei corsi</p>
<p>Io porto il mio laptop in classe, ma non per lavorare sulle attività del corso.</p>
<p><strong>&#8220;L&#8217;inventore del sistema merita di essere ritenuto come tra i maggiori artefici dell&#8217;avanzamento della scienza e della conoscenza, se non il più grande benefattore dell&#8217;umanità&#8221; </strong>(Josiah F. Bumstead<strong>, </strong>1841, sui benefici della lavagna)</p>
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		<item>
		<title>Le Scienze Sociali Dovrebbero Imparare dalla Fisica?</title>
		<link>http://agora.torinovalley.com/scienza2punto0/2008/05/01/le-scienze-sociali-dovrebbero-imparare-dalla-fisica/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 23:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scienza2punto0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Science 2.0]]></category>
<category>methodenstreit scienze sociali fisica ricerca modelli formula Taagepera Renato Mannheimer durata coalizione governo Din Don</category>
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		<description><![CDATA[
Rein Taagepera, Professore Emeritus all&#8217;Università di Tartu e all&#8217;Università della California, Irvine, sostiene qua che le scienze sociali contemporanee stanno deragliando progressivamente dagli standard della ricerca seria.
Taagepera ha conseguito un Dottorato in Fisica nel 1965 all&#8217;Università del Delaware, Stati Uniti, prima di aggiungere al suo curriculum nel 1969 un Master in Relazioni Internazionali frequentato nel [...]]]></description>
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<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rein_Taagepera">Rein Taagepera</a>, Professore Emeritus all&#8217;Università di Tartu e all&#8217;Università della California, Irvine, sostiene <a href="http://www.ut.ee/385657">qua</a> che <strong>le scienze sociali contemporanee stanno deragliando progressivamente dagli standard della ricerca seria.</strong></p>
<p>Taagepera ha conseguito un Dottorato in Fisica nel 1965 all&#8217;Università del Delaware, Stati Uniti, prima di aggiungere al suo curriculum nel 1969 un Master in Relazioni Internazionali frequentato nel medesimo istituto e dedicarsi <em>in toto </em>alle scienze politiche trasferendosi in California.</p>
<p>&#8220;Le Scienze Sociali devono chiedersi non solo come le cose stanno, ma anche come dovrebbero essere logicamente. Per esempio, quanti partiti possono ottenere seggi in una <em>25-mandate constituency</em>? [penso che voglia intendere un'assemblea rappresentativa eletta tramite il voto in 25 circoscrizioni elettorali, ma non sono sicuro, se un politologo è all'ascolto mi aiuti...] La risposta comune sarebbe: Non lo so, fammi raccogliere dei dati prima. La mia risposta sarebbe: non mi servono dati, posso usare la mia testa e dire che è tra 1 e 25 e calcolando la <em>geometric </em>[nel testo, ma penso si riferisca alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Media_(statistica)#Media_geometrica">media geometrica</a>] posso tentare con buone possibilità di dire che la risposta è approssimativamente 5. Ho adottato questa metodologia dalla fisica&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ho sviluppato modelli che ci permettono  di predire con molta maggiore precisione il numero dei partiti che sarà eletto in un corpo rappresentativo e l&#8217;aspettativa di vita di una coalizione di governo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Si sa da molto tempo che il numero dei seggi in una costituente rappresenta un fattore determinante per il numero dei partiti in un&#8217;Assemblea Rappresentativa. Il secondo fattore è costituito dalla dimensione del corpo rappresentativo. Tenendo conto di questi due fattori, ho sviluppato una formula con la quale prevedere quanti partiti prenderanno almeno un seggio&#8221;.</p>
<p>&#8220;Con l&#8217;aiuto del secondo modello è possibile stabilire l&#8217;aspettativa di vita di una coalizione di governo. E&#8217; noto che maggiore è il numero dei partiti formanti la coalizione, minore sarà la durata del suo governo [ma questa mi sembra un'esperienza di senso comune, soprattutto dalle nostre parti, oltre che abbastanza intuitivo]. Ma sapere questo non è sufficiente. Il fatto che gli oggetti cadano verso il basso era già di dominio pubblico prima dell&#8217;avvento di Galileo. La domanda è a che velocità cadono&#8221;.</p>
<p>&#8220;Per esempio questa formula rende possibile dare suggerimenti sulla dimensione da scegliere per un&#8217;Assemble Rappresentativa ed una Costituente per assicurare che i governi durino per un certo periodo di tempo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Con queste formule ho portato la ricerca nell&#8217;ambito dei sistemi elettorali da essere studi che meramente descrivono dei <em>trends </em>a studi che effettuano predizioni più precise. Queste stime possono comunque risultare false e quindi noi siamo sempre pronti a migliorare il modello. In ogni caso adesso siamo in grado di vedere il futuro più chiaramente che prima&#8221;.</p>
<p>L&#8217;intervistatore chiede se gli scienziati sociali debbano sviluppare una migliore conoscenza delle scienze &#8220;dure&#8221;.</p>
<p>&#8220;Se dipendesse da me farei frequentare a tutti gi studenti di scienze sociali un corso biennale in fisica, in modo che essi possano ottenere un&#8217;appropriata comprensione del metodo scientifico. Solo allora li riterrei preparati per affrontare lo studio dei problemi sociali&#8221;.</p>
<p>&#8220;Le scienze sociali contemporanee sono tutte troppo spesso una caricatura di una ricerca seria. Quando gli scienziati sociali decisero di diventare scientifici si sono tramutati in filosofi della scienza chiedendosi cos&#8217;è il metodo scientifico. Questo è insufficiente &#8211; si ha bisogno di praticare la scienza in ordine di ottenere un appropriata conoscenza di come il metodo funziona&#8221;.</p>
<p>&#8220;I filosofi della scienza stanno facendo la cosa giusta ma questo corrisponderebbe a lasciar spiegare a dei fisici con le loro formule perchè una bicicletta sta su quando si muove e invece cade quando progressivamente  perde velocità e si arresta. Questo può essere intellettualmente interessante ma non ti insegnerà ad andare in bicicletta. Per fare questo devi montare in sella e pedalare&#8221;. [Ma i fisici non fanno proprio quello? Spiegare anche fenomeni comuni in modo analitico, rigoroso e formalizzare il tutto con delle formule? A farti montare in sella e pedalare ci pensa tuo padre o lo zio Pino. Non ho capito bene questo paragone, forse voleva ribadire che anche i filosofi della scienza necessitano di praticare il metodo dei fisici stessi per comprenderlo davvero fino in fondo e per poter esprimere un giudizio attendibile al riguardo. Ovviamente Nota Mia].</p>
<p>&#8220;Mi occuperò di un corso riguardo la creazione di modelli logici e userò il denaro dello <a href="http://athena.statsvet.uu.se/prize/">Skytte Prize</a> [premio accademico per le scienze politiche da lui vinto] per sviluppare questa linea di ricerca. Per me rappresenta un&#8217;opportunità unica in quanto adesso mi stanno prendendo sul serio&#8221; (sorride).</p>
<p>Risoluzione del <a href="http://www.federica.unina.it/sociologia/metodologia-e-tecnica-della-ricerca-sociale/i-paradigmi-fondativi-ii-interpretativismo/"><em>methodenstreit</em></a> o ciclico eterno ritorno?</p>
<p>P. S.  Non vedo l&#8217;ora di testare i modelli del Prof. Taagepera alle prossime elezioni, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Mannheimer">Renato Mannheimer</a> sei avvisato&#8230;</p>
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