The Bad Astronomer ha un sito con un blog, e in un post sostiene che la NASA dovrebbe essere più cool.
Il Nostro ai tempi di una sua collaborazione professionale con il suddetto ente ha provato a “bussare alle porte” per convincere i boss a modernizzare la propria immagine pubblica, tentando di renderli consapevoli della loro distanza dalla fascia giovanile della popolazione. Nello specifico ha proposto di rendere più gradevoli (sexy up è l’espressione usata nel testo originale) le missioni sulla Luna ad esempio teleguidando una Rover in un parco scientifico o realizzando giochi dove i ragazzi potessero creare la propria colonia sul nostro satellite, ma invano.
Un sacco di persone sotto i 35 non sono “connessi” alla NASA - dice ancora il Nostro - L’agenzia è gestita da persone della mia età o più attempate, persone ancora ispirate dalla missione Apollo, storia antica (corsivo nel testo) per i più giovani, ma gli amministratori non comprendono questa situazione.
Anni fa ha organizzato un meeting nei quartieri generali della NASA per discutere della visibilità raggiunta dalla missione lunare, ma solo 1 persona si presentò, la quale interrogata sulle probabilità di un allora poco sponsorizzato ritorno sulla luna rispose che bastava tornare là per suscitare l’interesse naturale della collettività .
“I LOL’ed. My first reaction to that was: what generation does this guy live in”. (Ho riso. La mia prima reazione è stata: in che generazione vive il ragazzo?)
“Di sicuro non nella Generazione Y, ma la NASA impiega persone sui 20 e sui 30 che usano Twitter, Facebook e (rabbrividendo) MySpace, che sanno meglio dei loro capi come comunicare ai giuovani.”
Quattro di esse hanno realizzato una presentazione su come la NASA può rivolgersi alla Generazione Y nel Ventunesimo Secolo. Si chiama Gen Y Perspectives.
Anche perchè è propria questa generazione che pagherà ancora la maggior parte delle uscite fiscali per lo storico atterraggio lunare.
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