Trovato in vari “nodi” del Web 2.0 questo comunicato dell’Università di Yale riguardo una ricerca sulla resistenza alle spiegazioni scientifiche in età puerile ed in età adulta, pubblicato anche su Science. L’università di Yale fa parte della famosa Ivy League, la “Lega dell’Edera”, titolo che accomuna le otto più prestigiose ed elitarie università private degli Stati Uniti d’America e che ha annoverato trasversalmente come ex-studenti i Democratici Bill ed Hillary Clinton, John Kerry e i repubblicani George W. Bush, Dick Cheney.
La resistenza alle spiegazioni scientifiche nei bambini dipende da quel che sanno al riguardo e da quanto sono influenzati dalle persone vicine che magari contraddicono il loro contenuto. Tale resistenza continuerà in età adulta se le affermazioni scientifiche sono ulteriormente avversate e se l’alternativa non scientifica ha solide radici nel senso comune ed è portata avanti da persone che godono di una certà credibilità.
“Questa resistenza ha importanti ricadute sociali poichè un pubblico scientificamente ignorante non è preparato nel valutare politiche concernenti il riscaldamento globale, le vaccinazioni, gli organismi geneticamente modificati, la ricerca sulle cellule staminali e la clonazione” afferma Paul Bloom, professore di psicologia e principale autore dell’articolo. “Inoltre, lo stesso tipo di discorso è valido non solo per la scienza, ma anche per le convinzioni morali e politiche.”
La coautrice Deena Skolnick Weisberg sostiene che attualmente c’è resistenza a conoscenze consolidate della neuroscienza e della biologia evoluzionistica perchè questi concetti entrano in contrasto con credenze intuitive come la natura immateriale dell’anima e l’esistenza di un disegno creazionista della specie umana e non.
I bambini, per esempio, credono comunemente che la mente sia sostanzialmente separata dal cervello, e che questo non sia coinvolto in alcune attività mentali come le emozioni e il processo decisionale. Inoltre essi risultano essere attratti dalle spiegazioni creazioniste sull’origine delle specie e possono trovare i resoconti evoluzionisti confusi ed implausibili.
Altre popolari credenze non scientifiche includerebbero la convinzione che interventi medici scientificamente indimostrati nella loro efficacia sarebbero risolutivi; l’esistenza di esperienze mistiche di uscita dal corpo; l’esistenza di spettri e fate; la legittimità scientifica dell’astrologia e degli indovini.
Che dire? le conclusioni di questa ricerca a me personalmente sono risultate ovvie, ma vederle pubblicate sul sito di Yale, università frequentata da importanti personaggi pubblici sopracitati, alcuni dei quali professantisi ferventi religiosi, ha comunque destato in me una certa impressione. Come saperle pubblicate recentemente su Science come una nuova scoperta.
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