Il futuro Verde del pianeta
In: Ambiente
19 ott 2010Arriva finalmente in Italia, nell’ambito di un tour internazionale, 2050. Il pianeta ha bisogno di te, la mostra del Science Museum di Londra che sviluppa, con il supporto delle più moderne tecnologie, un tema di assoluta attualità nell’Anno Mondiale della Biodiversità delle Nazioni Unite: la sostenibilità della vita sul nostro pianeta. E lo affronta con una sfida, una proiezione al futuro, ad un ipotetico ma raggiungibile 2050, dove la sostenibilità è frutto dei grandi progetti ma anche dei comportamenti di ciascun individuo.
La mostra è articolata in quattro sezioni, che esplorano e approfondiscono gli ambiti fondamentali su cui agire per migliorare il mondo di domani: l’alimentazione (“cibo e acqua”), dalle risorse disponibili alle nuove possibilità tecnologiche, tra cui OGM e biotecnologie; il “tempo libero”, per comprendere come gli stili di vita (dal gioco alle vacanze alle comunicazioni) determinino uno specifico impatto ambientale; i trasporti (“mobilità”) che sono in continua evoluzione verso nuovi mezzi e modalità, tra cui i nuovi carburanti; gli edifici (“abitare”) che, oltre a proteggerci dagli elementi naturali, conferiscono un senso di identità e di comunità.
Il viaggio attraverso queste sezioni sarà accompagnato da personaggi virtuali che arrivano direttamente dal 2050 e che rappresentano in maniera stimolante diverse modalità di approccio alla sfida per il futuro del Pianeta. Il percorso si snoda attraverso un tour digitale tecnologicamente all’avanguardia, con un percorso hands on studiato appositamente per i bambini, come un grande gioco interattivo: una personal-card assegnata ad ogni visitatore ne registrerà durante il percorso le abitudini quotidiane per arrivare a indicare, alla fine della mostra, se il suo comportamento sia virtuoso o meno in termini di sostenibilità ambientale.
In: Ambiente
12 ago 2010Un bell’esempio di giornalismo 2.0 da Repubblica
La Cina leader mondiale della spazzatura spaziale
Non sono bottiglie di plastica o vecchie lattine arrugginite abbandonate per la strada. I rifiuti di cui la Cina e’ primo produttore mondiale sono parti di veicoli spaziali, satelliti dismessi o residui di razzi: una vera e propria montagna di spazzatura spaziale. A certificare questo poco invidiabile primato e’ stata l’Agenzia Spaziale Federale Russa Roscosmos, secondo la quale al secondo e terzo posto si collocherebbero rispettivamente Stati Uniti e Russia.
Le tre principali ”potenze spaziali” sarebbero responsabili di circa il 93% dei rifiuti abbandonati nello spazio vicino alla Terra. Secondo le stime riportate in una nota ufficiale della Roscosmos il 40% dei rifiuti sarebbe prodotto dalla Cina, mentre gli Stati uniti ne avrebbero prodotto il 27,5% e la Russia il 25,5. Il restante 7% sarebbe stato generato dall’insieme di tutti gli altri Paesi che, negli anni, hanno preso parte alle diverse spedizioni e missioni spaziali.
Per questo gli scienziati russi hanno proposto la creazione di un sistema di spazio aereo internazionale per monitorare il ”Near-Earth space environment”, cioe’ l’inquinamento ”orbitante” attorno alla terra. Secondo le stime della Nasa infatti la ”spazzatura” sarebbe composta da un totale di circa 15.550 detriti, prodotti da diverse nazioni tra cui anche la Francia, il Giappone e l’India, indicati come ”Grandi inquinatori dell’ambiente spaziale vicino alla Terra”
Si rinnova l’appuntamento di Ravenna
Sono aperte le iscrizioni per Ravenna2010, evento a chilometri zero. che si svolge interamente nel centro storico pedonale di Ravenna all’interno di dodici sale attrezzate, in piazza del Popolo e nelle principali vie del centro ravennate, sui temi della sostenibilità ambientale e sulle buone pratiche in tema di rifiuti, acqua, energia dal 29 settembre al 1 ottobre 2010.
La tre giorni ravennate , giunta alla terza edizione, si sta confermando come una delle manifestazioni più originali nel panorama italiano, basata su un format che miscela sapientemente contenuti dall’alto valore tecnico e scientifico all’interno di un palcoscenico particolare come il centro storico della città, con un originale sviluppo dal basso” dell’iniziativa, che prevede il coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti attraverso la regia di labelab, il laboratorio per la gestione dei rifiuti, dell’acqua, dell’energia, operante dal 2001 nel settore dei servizi pubblici locali con un team di 50 professionisti nazionali ed internazionali con esperienza decennale nel settore.
In: Energia
29 lug 2010Una ricerca della Duke University
Oggi negli Stati Uniti la produzione di energia solare costa meno di quella nucleare. Lo afferma un articolo pubblicato il 26 luglio sul New York Times, che riprende uno studio di John Blackburn, docente di economia della Duke University. Se si confrontano i prezzi attuali del fotovoltaico con quelli delle future centrali previste nel Nord Carolina, il vantaggio del solare è evidente, afferma Blackburn. «Il solare fotovoltaico ha raggiunto le altre alternative a basso costo rispetto al nucleare», spiega Blackburn, nel suo articolo Solar and Nuclear Costs – The Historic Crossover, pubblicato sul sito dell’ateneo. «Il sorpasso è avvenuto da quando il solare costa meno di 16 centesimi di dollaro a kilowattora» (12,3 centesimi di euro/kWh). Senza contare che il nucleare necessita di pesanti investimenti pubblici e il trasferimento del rischio finanziario sulle spalle dei consumatori di energia e dei cittadini che pagano le tasse.
In: Ambiente
14 lug 2010Dobbiamo imparare a riciclare il cibo
«Il cibo si butta perché se non si coglie la differenza tra obiettivo e scopo: l’ obiettivo può essere una cena con gli amici, ma il cibo resta un dono, serve a nutrire. Dall’ agricoltura fino al frigorifero si possono fare delle scelte per ridurre gli sprechi». Marco Lucchini, direttore della fondazione Banco Alimentare, che da oltre 20 anni recupera gli scarti perché siano ridistribuiti, ricorda che «gli avanzi non esauriscono il ciclo vitale del cibo». Cosa può fare il singolo per evitare gli sprechi? «Trasformare le materie primeè un segno di innovazione, anche con mezzo pomodoro o del pane secco può inventare nuove ricette. Una strada ben nota alla tradizione italiana che oggi va proseguita e arricchita. I prodotti ortofrutticoli possono essere tagliati, cotti, surgelati, per evitare che finiscano nel cestino.
In: Energia
15 giu 2010Cresce l’energia eolica in Italia
L’Italia appare uno dei paesi più promettenti per lo sviluppo dell’energia eolica. I dati pubblicati dall’Ewea (European Wind Energy Association) posizionano infatti il nostro paese al terzo posto per nuova capacità installata nel 2009. In Italia la potenzialità èaumentata l’anno scorso di 1114 MW, un 11% di quella europea.Anche se ben lontano dai due mercati leader, quello spagnolo che da solo l’anno scorso ha promosso l’installazione di 2459 MW, equello tedesco con 1917 MW, il nostro mercato viene considerato tra quelli maturi e in forte crescita. A Parlare sono le cifre.Nel 1999 in Italia la capacità totale di energia eolica era di282,55 MW, nel 2004 di 1265,78. Poi,in un crescend oininterrotto, è arrivata nel 2009 a 4844,80 MW. Abbastanza buone appaiono anche le prospettive per il futuro, nonostante si preveda il sorpasso da parte di altri paesi. Una stima fatta sempre dall’Ewea valuta che la capacità eolica complessiva europea dal 2009 al 2020 arriverà a 230 GW. Di questo quantitativo noi non ne produrremo che 11,8 GW.
In: Ambiente
4 giu 2010Una mossa contro l’inquinamento da device informatici
A 30 mesi dall’avvio del Sistema Nazionale di gestione dei RAEE il provvedimento attua semplificazioni per i negozi, introduce vantaggi per i consumatori e consente potenzialità di crescita e di sviluppo della raccolta di RAEE in Italia.
Il Decreto RAEE, pubblicato il 29 luglio 2005, entrato in vigore il 13 agosto 2005 e diventato attuativo nel novembre 2007, oltre a sancire la raccolta differenziata di tutte le tipologie di Raee (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), ha introdotto anche il principio del ritiro “uno contro uno”, oggi diventato finalmente realtà con il Decreto n.65 dell’8 Marzo 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.102 del 4 maggio ed in edicola oggi. Secondo tale principio, in occasione di un nuovo acquisto di un’apparecchiatura elettrica od elettronica destinata ad un nucleo domestico, il distributore avrà l’obbligo di ritirare gratuitamente l’apparecchiatura a fine vita – purché sia equivalente alla prima – e di predisporne il trasporto presso i centri di raccolta autorizzati.
Dal 19 i distributori avranno 30 giorni per iscriversi nell’apposita sezione dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali ed organizzare il ritiro; dal 18 giugno il consumatore potrà quindi conferire gratuitamente il vecchio apparecchio elettronico anche presso il punto di vendita (o al momento della consegna a domicilio), a fronte dell’acquisto di un nuovo analogo prodotto.

L’Austria ricava il 60 per cento della propria energia da fonti alternative, la Francia soddisfa l’80 per cento dei propri fabbisogni energetici col nucleare. Quale strategia si rivelerà la più adatta a sostituire l’economia del petrolio nell’arco del secolo che ci separa dall’esaurimento dei giacimenti di greggio? Quale risorsa consentirà uno sviluppo sostenibile al pianeta?
A queste fatidiche domande cerca di dare risposta Aldo Bonasera, ricercatore dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) autore di Quale energia per il futuro? Tutela ambientale e risorse passando in rassegna le principali modalità di produzione dell’energia, analizzandone pregi, difetti e soprattutto potenzialità di sviluppo: dai combustibili fossili – petrolio, gas e carbone – alle rinnovabili – idroelettrico, geotermico, solare, eolico e mareale – passando per il nucleare per fissione e senza trascurare la fusione nucleare, inesauribile e pulita, attualmente in fase di sperimentazione in vari laboratori del mondo.