89.jpgMirella Manaresi è professoressa di geometria al Dipartimento di matematica dell’Università di Bologna, dove fa ricerca in geometria algebrica. È la promotrice della serie di incontri Professione matematico che vuole far sì che i giovani che amano la matematica si sentano liberi di studiarla senza avere paura per il loro futuro lavorativo. Ma i suoi interessi spaziano su “matematica, arte, tecnologia, cinema”, come s’intitola un libro da lei curato con Michele Emmer e pubblicato dalla Springer nel 2002 (la versione ampliata in inglese è del 2003). Cosa c’entra la matematica con l’arte, con la letteratura, col cinema? Quali sono i legami tra loro? Possono l’arte, la letteratura, il cinema aiutare la matematica a progredire?

Se pensiamo alla matematica come allo studio dei concetti che consentono di cogliere le leggi della natura, ma anche di stabilire l’armonia delle proporzioni o le leggi della prospettiva, o il rapporto tra le armoniche musicali, ci accorgiamo che di matematica si nutre ogni forma di cultura, come pure tutte le altre scienze e la tecnologia e che la nostra vita quotidiana è profondamente legata alle acquisizioni della matematica. Nonostante ciò l’accezione comune vede nel matematico una figura isolata dal mondo, dedita ad attività profonde ma di scarso impatto, se non a tempi lunghi, sulla vita delle persone. Ciò ha spesso creato un’immotivata diffidenza verso gli studi matematici, quasi fossero una scelta asociale. La narrativa, il cinema, il teatro, che sono lo specchio di come gli uomini vengono percepiti, per lungo tempo hanno ignorato i matematici che non fossero docenti di matematica e di questi ultimi è stata per lo più sottolineata la difficoltà nel comunicare con gli altri. In alternativa a ciò il cinema ha utilizzato i matematici per dare vita a personaggi strani quali killer o detective. Negli ultimi anni si può cogliere qualche segnale di cambiamento: i matematici sono stati ritratti dal cinema nello svolgimento del proprio lavoro, non necessariamente di insegnanti, e questo forse ci dice che sta cambiando il modo in cui i matematici vengono percepiti.

Non penso che l’arte, la letteratura, il cinema possano “aiutare la matematica a progredire”, ma certamente possono contribuire a suscitare interesse per la matematica, a modificare l’errato ma diffuso convincimento che la scelta di dedicarsi a studi così astratti come la matematica abbia un che di anomalo. Ad esempio, grazie al successo del film A beautiful mind del 2001 il grande pubblico ha scoperto che la matematica è strumento importante per l’economia. Questa cosa a mio avviso non era nota a gran parte dell’opinione pubblica, nonostante il legame tra matematica ed economia fosse molto forte sin dai tempi di Luca Pacioli e si sia rafforzato nel tempo, tanto che negli ultimi trentacinque anni diversi matematici hanno vinto il Nobel per l’Economia.

All’Università di Bologna, lei organizza una rassegna di “matematica e cinema”. Ce ne parla? Che tipo di pubblico interviene? Qual è l’interesse? Quali le motivazioni? Ritiene che iniziative come la vostra possano anche avvicinare giovani a studi matematici all’università?

Insieme ad alcuni colleghi del mio Dipartimento ho organizzato la rassegna Matematica e Cinema nel 2000 in occasione di Bologna 2000 Citta Europea della Cultura e dell’Anno Mondiale della Matematica. Con questa rassegna si è voluto parlare di matematica e del lavoro dei matematici traendo spunto da come sono rappresentati nel cinema. Ogni proiezione era seguita da un incontro-dibattito generalmente con un matematico che approfondiva gli spunti forniti dal film. La rassegna si rivolgeva a studenti e docenti di scuola secondaria e di università, ma più in generale a tutti coloro che avevano curiosità per la matematica. Ebbe un successo enorme quanto inatteso e questo ci ha spinto a organizzare la rassegna Matematica e Cinema II (così come la rassegna Matematica e teatro) nel 2004, nell’ambito del progetto europeo Mathematics in Europe, di cui sono stata coordinatore. Anche questa seconda rassegna ha avuto grande successo: ogni lunedì per otto settimane il Cinema Perla di Bologna è stato riempito da circa 500 giovani e meno giovani che hanno seguito con interesse anche film non proprio leggeri, ed è stato bello condividere alcune riflessioni sulla matematica con gli ospiti e con il pubblico della rassegna, traendo spunto dai film. Una sezione di Matematica e Cultura in Europa e del DVD allegato sono dedicate alla rassegna.

Le due rassegne bolognesi hanno ispirato altre sedi (Roma, Trieste, Piacenza), che hanno organizzato analoghi cicli, e anche questo può considerarsi un risultato positivo. Su proposta di un docente dell’Istituto, il Liceo Scientifico di Forlì sta organizzando presso la scuola la proiezione di tre film della rassegna del 2004 e a commentare i film saranno quattro studenti di matematica bolognesi ex studenti dello stesso Liceo.