ritratto2.JPGMaria D’Aquino è un’attrice teatrale oltre che la direttrice artistica del progetto Teatro in Matematica al Teatro Arsenale a Milano. Il Teatro Arsenale, da qualche anno, porta avanti il progetto “teatro in matematica” con spettacoli sulla matematica, ovviamente. Di cosa si tratta? Come risponde il pubblico? Che spettacoli proponete? E cosa ci dici dei volumetti che ne traete e che la Clup pubblica?

Nel 2002, al Teatro Arsenale di Milano, nel quale sono condirettrice e attrice, assieme alla regista Valentina Colorni, al drammaturgo Riccardo Mini e al professor Alberto Colorni, docente di Ricerca Operativa al Politecnico di Milano, abbiamo dato il via a un’ iniziativa originale, unica nel suo genere. Usiamo il linguaggio del palcoscenico per sviscerare e rivelare argomenti scientifici: in scena, la matematica perde la dimensione di scienza austera e accessibile solo a pochi iniziati; emerge con forza la bellezza e il fascino che le sono propri e diventa materia esplorabile e comprensibile a tutti.

fotomate5.JPGIl principio base è quello di utilizzare le competenze e i linguaggi della scienza e del teatro per ‘riscoprire’ l’antica inscindibile connessione tra cultura scientifica e cultura umanistica, per rendere ‘vivente’ l’uso del metodo scientifico nella lettura e nell’interpretazione della realtà, per ‘rivelare’ il mistero e il fascino dell’intersezione tra arte e scienza. Elementi centrali del progetto sono la creazione e la diffusione di spettacoli, incontri, workshop, pubblicazioni, focalizzati sull’esplorazione di argomenti scientifici, e sulla loro rivelazione attraverso diversi linguaggi teatrali, che ne scardinino l’apparente inacessibilità e mettano in risalto le applicazioni alla vita di tutti i giorni delle grandi e piccole scoperte.

A tutto questo il pubblico risponde sorprendentemente bene, tenuto conto che ogni volta che in teatro si fanno proposte legate alla nuova drammaturgia, alle commistioni di linguaggi ecc., generalmente si crea una esigua ‘nicchia’ di interessati, ma il grande pubblico rimane scettico e fa molta fatica ad avvicinarsi. Con il Teatro in Matematica siamo invece riusciti a coinvolgere una larga fascia di pubblico molto eterogeneo, ma soprattutto giovane, rendendo un grande servizio alla drammaturgia contemporanea e alla divulgazione scientifica. Gli spettacoli prodotti finora sono cinque e, data l’enorme richiesta vengono replicati ogni anno nella stagione teatrale del Teatro Arsenale di Milano e ovunque ce li richiedano. Cinque titoli, cinque argomenti ‘matematici’ diversi (i numeri primi, le geometrie euclidee e non, le probabilità, la teoria dei grafi e la teoria dei giochi), cinque linguaggi teatrali differenti, tante trame, tante storie diverse, tanti personaggi, accomunati da un unico intento: sviscerare scenicamente il tema matematico, accompagnando lo spettatore ad addentrarsi in un mondo che forse prima aveva ritenuto ‘ostile’, con la speranza di somministragli qualche ‘goccia’ di conoscenza in più, ma soprattutto la voglia e la curiosità di saperne di più. Ovviamente l’inarrestabile macchina ‘teatralmatematica’ milanese è già al lavoro per i prossimi spettacoli.

E nel 2006, con Guido Crespi della Libreria Universitaria Clup del Politecnico di Milano, il progetto è diventato anche l’idea di una collana dedicata al Teatro in Matematica: uno strumento in più per approfondire la nostra avventura, corredato anche da divertenti cdRom con immagini degli spettacoli, interviste ecc. La collana, che sta riscuotendo un certo successo, comprende tre volumi (Parallelismi, Grafi, Il dilemma del prigioniero) e sono in arrivo gli altri.

Quello che trovo interessante della vostra proposta è l’attenzione che avete al controllo scientifico. Non penso che sia così frequente che chi fa teatro e scienza si avvalga davvero di consulenti quotati e
scientificamente rigorosi. Ci racconti com’è il rapporto tra due mondi così lontani? Quali le difficoltà? E quali i risultati positivi che secondo te altrimenti non avreste raggiunto?

fotomatem6.JPGE chi l’ha detto che sono due mondi così lontani? E non l’ho certo scoperto io. Se si ha un minimo di dimestichezza con i processi creativi (e a chi non sarà mai capitato almeno una volta nella vita?) non si ha difficoltà a riconoscere gli infiniti parallelismi che esistono tra diverse forme di linguaggio e, dallo scoprirli a volerne esplorare e rivelare le connessioni, il passo è breve. Invece di addentrarmi a descriverne alcuni, che sarebbe un ‘operazione un po’ lunga e forse anche un po’ noiosa, consiglio un esperimento: leggere Apologia di un matematico di Hardy e Lezioni americane di Calvino, che insieme alla Divina Commedia, alla Bibbia (o libro sacro di turno a seconda delle proprie credenze e se non si è credenti, un libro sacro ci vuole comunque) e forse anche a Shakespeare, tutti dovrebbero tenere sul comodino. Poi provare a porsi la domanda: ma teatro, o più in generale arte, e scienza viaggiano su due binari separati?

Le difficoltà che s’incontrano in un cammino teatrale come il nostro sono le stesse che s’incontrano tutte le volte che ci si accinga a creare ex novo un testo teatrale e a farlo aderire a una compagnia, al desiderio di rivelare qualcosa con alcune persone, ad arrivare a un allestimento che restituisca una visione e che coinvolga il pubblico. Nel nostro caso a ciò si aggiunge la ricerca della ‘teatrabilità’ dell’argomento, che poi è il primo passo. A volte appare immediatamente chiara, evidente e la scrittura, la regia, l’interpretazione, che ne seguono sono abbastanza consequenziali. Altre volte si pigliano degli ‘abbagli’ e allora bisogna riscrivere, smontare, afferrare l’argomento da un’altra parte o addirittura rinunciare. È un processo lungo e che richiede il massimo stato di allerta di tutte le competenze in gioco, senza che nessuna prevalga sull’altra. Senza questa collaborazione, questo confronto continuo di ruoli e contenuti, anche conflittuale a volte, senza l’apporto di tutte le forze in campo, non si sarebbero mai raggiunti dei buoni risultati, che peraltro possono ancora crescere e migliorare. Ma questo è anche il gioco del teatro.