anna.jpgAnna Cerasoli è un’insegnante di matematica che scrive. Scrive di matematica. E scrive per ragazzi. Inventa storie nei quali la matematica è centralissima e nei quali i personaggi si arrabattano e arrovellano finché capiscono le cose. Proprio come si fa in matematica. I suoi libri sono: “Diamo i numeri”, “Mr Quadrato”, “La sorpresa dei numeri”, “I magnifici dieci”., Tutti pubblicati da Sperling&Kupfer. Come ha iniziato a scrivere? A che pubblico si rivolge? Per caso, ha dei feed-back sui suoi libri? Sa come vengono accolti dai lettori? Cosa si aspetta di trasmettere?
I primi libri che ho scritto erano manuali scolastici, con un preciso programma damagnifici-copertina.jpg rispettare e un congruo numero di esercizi alla fine di ogni capitolo. Una mattina di autunno di sette o otto anni fa, mentre i miei studenti erano alle prese con un compito in classe, ho pensato che fosse divertente scrivere di matematica in piena libertà. Mettendoci un po’ di storia, qualche aneddoto, curiosità e principalmente problemi reali, problemi veri. In quel periodo, mio figlio aveva otto anni e mi faceva spesso domande che avevano a che fare con la matematica. Così ho immaginato un ragazzino della sua età, curioso e impertinente, che ha la fortuna di vivere con un nonno simpatico ed ex professore di matematica. Era trascorsa appena un’ora e avevo già buttato giù le prime due pagine… E così è nato il primo dei tre volumetti: “I magnifici dieci”. Il libro ha avuto molto successo anche perché, pur con semplicità, da’ una buona panoramica della matematica di base. Incoraggiata da ciò ho scritto gli altri due.

sorpresa-copertina.jpgMi rivolgo a ragazzi di scuola media o biennio, ma ho scoperto che i libri sono letti anche da adulti i quali mi scrivono per dirmi, con soddisfazione, che hanno fatto pace con la matematica, fugando lo spauracchio dei tempi della scuola. D’altra parte ci sono maestre che li leggono in classe, quarta e quinta, scegliendo i capitoli più adatti. Questi libretti, infatti, hanno diversi piani di lettura. Si può rimanere in superficie e cogliere solo i concetti di base, oppure vedere più profonde implicazioni e gustare gli aspetti unificanti del metodo matematico.

Molti lettori mi scrivono. Nella quasi totalità dei casi mi ringraziano per aver detto in maniera semplice e con esempi concreti quello che a loro, nella scuola, era sembrato complicato e astratto. I tre libri sono stati tradotti in molte lingue, tra cui il cinese, il giapponese, il coreano, lo spagnolo… e anche da queste realtà ho riscontri molto gratificanti. Mi auguro di suscitare un po’ di curiosità nei confronti di questa materia, di sdrammatizzare i momenti di incomprensione e di errore che quasi sempre paralizzano chi si accosta ad essa, di mostrare in quante occasioni quotidiane la conoscenza della matematica ci aiuti a capire la realtà.

Come abbiamo detto, Anna Cerasoli è prima di tutto un’insegnante. Un’insegnante critica che ci tiene che la matematica sia davvero parte della cultura dei ragazzi, come la letteratura e la storia. Non in una posizione subordinata. Come vede l’insegnamento della matematica?

Molto male. Fatte le debite eccezioni, la matematica insegnata nelle scuole è quasi semprecopertina-mrquadrato.jpg basata sul calcolo più che sul ragionamento e sulla creatività. È slegata dalla realtà e dalle altre materie. Mira alla trasmissione di strumenti teorici che quasi mai vengono poi applicati nella risoluzione di problemi. Questo fa perdere allo studente il senso di ciò che è costretto a imparare. Inoltre è antiquata perché non tiene conto della enorme rivoluzione che gli strumenti informatici hanno apportato, sia ai contenuti della materia (molti temi sono ormai inutili, mentre altri acquistano grande importanza…), sia nelle forme di insegnamento/apprendimento. Non faccio fatica, così, a capire il disamore degli studenti!