L’Università Bocconi è da sempre attentissima alla matematica e alla sua storia e vanta un centro di ricerca come Pristem che volge attività scientifiche ed editoriali. È ad esempio l’editore scientifico della “Lettera matematica”, della quale Angelo Guerraggio, è uno dei direttori. Ma anche di “Alice e Bob” una rivista nuova che parla agli studenti delle scuole superiori. La storia e le storie sono una delle cifre caratteristiche tanto della Lettera quanto di A&B. Che ruolo ha la storia nel presentare la matematica? In particolare, come
la vedono gli studenti? Quali sono le caratteristiche di A&B?
Il Pristem è un Centro di ricerca della “Bocconi”. Cominciamo a essere “vecchi” … abbiamo cominciato nel 1987. Attualmente pubblichiamo quattro riviste. La prima, più antica è il timestrale “Lettera Matematica Pristem” che è giunta al n. 64. Ne sono condirettore con Renato Betti e Settimo Termini. Poi è arrivata “Pristem Storia. Note di Matematica, storia e cultura”, semestrale, attenta in particolare alla storia della matematica (quella moderna, di Otto e Novecento). A queste due pubblicazioni, da quest’anno si sono aggiunte “Alice & Bob” e la recentissima “Scienza e Società” – è appena uscito il primo numero (doppio)- diretta da Pietro Greco.
“Alice & Bob” è specificamente rivolta al mondo delle scuole medie superiori. È una rivista di divulgazione della Matematica. La sua ambizione sarebbe quella di presentare questa disciplina in una luce un po’ diversa dal solito. Contribuire a mostrare che la matematica può risultare anche interessante e anche – perché no ? – divertente. Contribuire anche a presentare concetti e tecniche matematiche che si sono affacciate più recentemente sulla scena e che possono risultare quanto mai utili per affrontare (e risolvere) vecchie e nuove situazioni problematiche.
In tutte le nostre pubblicazioni e i nostri libri, la storia della matematica gioca un ruolo importante. Non per diventare – necessariamente e tutti – storici della matematica. Ma proprio per insegnare e imparare matematica. La storia del pensiero matematico dimostra che il passato, anche quello relativamente recente, è stato in parte diverso dal presente. Che a volte si sono contrapposte diverse idee e diverse ispirazioni. Che il futuro non è predeterminato dal presente e che, per costruirlo, possono tornare utili alcune idee nel passato momentaneamente accantonate. La storia, anche della matematica, ci dice insomma che un futuro diverso è possibile. Invita quindi a un apprendimento e a un insegnamento non meccanico e a discutere – anche per la matematica – quale sarebbe il futuro che più ci piace.
l centro Pristem inoltre cura anche l’edizione italiana dei “Giochi matematici” che, a differenza di altre olimpiadi o gare, sono aperti a tutti i cittadini che vogliano partecipare. Dietro a questa scelta si legge, in filigrana, un dialogo tra matematica e società. Dal suo osservatorio, come vede questo rapporto? E’ un dialogo positivo o ci sono ancora elementi di tensione? E i giochi che ruolo “giocano”?
Le principali gare matematiche organizzate dal Pristem sono due : i “Giochi d’autunno” e i “Campionati Internazionali di Giochi Matematici”. I primi si svolgono a scuola, nelle scuole medie inferiori e superiori, in una mattina solitamente di novembre. I secondi sono invece maggiormente strutturati : attraverso le semifinali (che si svolgono in un centinaio di città italiane) e la finale nazionale, che si tiene in “Bocconi” nel mese di maggio, si seleziona la squadra “azzurra” che difende i “colori italiani” nella finale internazionale di Parigi, ogni anno, a fine agosto. Effettivamente, i nostri “giochi” hanno delle caratteristiche abbastanza precise. Non sono pensati tanto per scovare i “migliori cervelli” che poi si iscriveranno a Matematica , in qualche prestigiosa Università, quanto piuttosto per avvicinare il maggior numero di studenti – anche quelli tradizionalmente e scolasticamente più lontani da un interesse verso la disciplina – in modo accattivante. Diciamo che i nostri “Giochi” hanno un duplice obiettivo : recuperare al pensiero e alla pratica matematica gli studenti non ancora coinvolti all’insegnamento consueto e, nel contempo, individuare e premiare le menti più brillanti. Non tanto come conoscenza di formule complicatissime, quanto come capacità di risolvere fantasiosamente situazioni che si presentano come complesse. Le caratteristiche dei nostri “giochi”, trasferite sul fronte “scienza e società”, dicono che il nostro principale obiettivo non è l’aumento delle matricole nei corsi di laurea scientifici o che tutti i ragazzi diventino dei matematici. L’obiettivo è piuttosto che tutti – chi farà matematica o ingegneria o anche medicina piuttosto che filosofia o anche chi non andrà all’Università – abbia un buon ricordo e un buon rapporto con la matematica. Che, in generale, da adulto, non si vanti più di non aver mai “capito niente di matematica” o non abbia un atteggiamento di paura nei confronti di un diagramma o di una semplice formula.
One Response
Paolo Bee
November 1st, 2007 at 12:09 am
1Veramente un bellissimo blog!
I miei complimenti
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