Bar di una stazione.
Al bancone chiedo un caffè espresso. Prendo una bustina di zucchero dal cestino appoggiato sul classico tristissimo centrino, la apro e ne verso il contenuto pregustando già il dolce sapore che invaderà il palato.
Mentre quei piccoli granelli bianchi cadono e si inabissano nel profondo scuro della tazzina, rifletto sull’origine del misterioso alimento dolcificante: il termine arabo sukkar, le rotte commerciali importanti tanto quanto le vie del sale, la barbabietola e la canna da zucchero, le coltivazioni brasiliane su larga sca…..Alt!!! Fermi tutti!!! Rewind.
Barbabietola e canna da zucchero…..mmmm….qui c’è qualcosa che non quadra.
Ripesco improvvisamente dalla memoria un’immagine di un documentario in cui si mostra il succo grezzo estratto da questi vegetali. Ho un sussulto quando ricordo che è marrone, non proprio il classico marrone, comunque assolutamente non bianco! Ed io sto versando nella tazzina, e quindi nel mio corpo, zucchero di un colore che più bianco non si può.
Da dove diavolo deriva questa assenza di colore?
Non mi lascio prendere dal panico e divento Paolo Jones e i predatori dello zucchero perduto.
Riguardo il cestino delle confezioni. Ci sono anche delle altre bustine, ignorate da me fino ad allora, con sopra scritto “zucchero integrale di canna”. Ne prendo una per curiosità. La apro un po’ titubante. Escono tanti piccoli cristalli di zucchero marrone bruno.
Comincio ad alterarmi. Maledetti. Nessuno me lo aveva mai detto. Penso già ad un complotto e ad una rivoluzione su scala galattica, perchè mondiale sarebbe troppo riduttiva.
Questo avveniva circa quattro anni fa, non ricordo il giorno.Da allora ho cambiato drasticamente abitudini e mi vieto tassativamente, quando ciò è possibile, sia l’uso di zucchero greggio sia di quello bianco raffinato.Infatti, se si vanno a scoprire le fasi di lavorazione dello zucchero greggio (o grezzo), non è che si possa stare completamente rilassati: insieme a semplici trattamenti fisici come bollitura, raffreddamento e centrifugazione, ci sono anche simpatiche aggiunte di latte di calce, insufflazioni di anidride carbonica e piacevoli bagni di acido solforico.
A questo punto, lo zucchero ha già perso gran parte dei minerali e dei preziosi componenti che aveva in origine, come potassio, calcio, fosforo, magnesio, sostanze proteiche e vitamine.
Ma sono operazioni necessarie, così dicono gli addetti ai lavori e così spero io.
Il meglio, o il peggio, deve però ancora venire.
Se si vuole il bianco, infatti, si deve leggere oltre.
C’è la seconda fase della lavorazione: lo zucchero grezzo viene filtrato e decolorato con il carbone animale, un particolare tipo di carbone molto poroso che si ricava dalla distillazione secca di ossa sgrassate o di sangue. Non è tutto, cari amici: per eliminare gli ultimi riflessi giallognoli e per stabilizzare il bel colore bianco viene utilizzato il colorante blu oltremare o il blu indantrene, proveniente dal catrame e quindi fortemente cancerogeno.
Quindi, ricapitolando, niente zucchero greggio e niente zucchero bianco, per intenderci quello classico da tavola, semolato o in zollette.
E allora, che cosa si può usare?
Bisogna stare attenti e non confondere lo zucchero grezzo con quello “integrale di canna” (ricordate cosa c’era scritto sulla bustina della stazione?), dal caratteristico colore scuro e dal sapore particolare, ottenuto da una lavorazione completamente artigianale.
Una domanda che mi sorge spontanea è la seguente: quanti di voi che hanno appena letto queste righe erano a conoscenza di tutto ciò?
Infine, spulciando qui e leggendo là, ho scoperto anche che il fine di rendere lo zucchero completamente bianco e’ quello di presentarlo piu’ bello alla vista del consumatore.
Cioè, in parole povere, il colore bianco è migliore ed accattivante.
Una dolce strategia di marketing.
Nulla più.
Post scriptum.
Non mi sono dilungato sugli effetti fisiologici dello zucchero, sempre raffinato, una volta ingerito e metabolizzato perché l’elenco sarebbe stato troppo lungo: crisi ipoglicemica, stress ormonale, gonfiore, pesantezza, acidificazione del sangue, indebolimento immunitario, ecc….. Sia ben chiaro inoltre che non vi sto consigliando di consumare lo zucchero integrale a secchiate, ma solo di fare più attenzione a quello che sceglierete in futuro.
Paolo Degiovanni
“lo zucchero grezzo viene filtrato e decolorato con carbone animale.”
Cos’è il carbone animale?
Carbone animale o carbone d’ossa o nero animale: si ricava dalla distillazione secca di ossa sgrassate o di sangue. È molto poroso e adatto sia come decolorante sia come adsorbente in terapia.
Dovevo ancora inserirlo nell’articolo perchè ho problemi a postarlo con le spaziatura giuste però bravo, me l’hai fatto notare anzitempo….
sto male.
Che poi il caffè senza zucchero è mooolto più buono… per non parlare della cioccolata!
Ecco, ora mi spiego quella mia predilizione per lo zucchero di canna.
Intuito.
Eh.
Bello e interessante il tuo articolo
:)
Immaginavo che dietro a tutto quel candore ci fossero chissà quali candeggianti…grazie per avermi spiegato quali; continuerò a usare lo zucchero scuro, perchè il caffè senza zucchero ancora non riesco a mandarlo giù!
Mai sentito parlare di una pianta chiamata Stevia?