07 mag
Posted by: admin in: conoscenza, homo sapiens, multimedia, segnalazioni
Antonio Scurati su La Stampa
Il villaggio di Novello si trova sulle medie colline di vigne della Langa occidentale, una zona remota che nel resto della regione viene definita «laggiù». Terra ricca e feconda, a forte vocazione enogastronomica, terra di Barolo, «re dei vini e vino dei re», dal cui omonimo paese Novello dista solo 7 chilometri… Ma qui ci si deve fermare, perché durante il weekend del 2/3 maggio Novello ha scoperto, improvvisamente, una sua seconda vocazione, la vocazione culturale e, soprattutto, ha ricevuto una seconda ubicazione geografica: da ora in avanti questo borgo di mille abitanti si situerà con precisione millimetrica a 10 chilometri esatti dal più celebre paese di Grinzane. Dieci chilometri e un anno luce. Sì, perché nello scorso weekend, a Novello, con quattro lire, un guizzo d’intelligenza e un imperioso atto di volontà, un gruppo di giovani è riuscito, nello spazio dei pochi metri compresi tra la Torre medievale del 1200 e la Rocca del Castello in finto gotico pre-disneyano, a programmare incontri con scrittori, artisti e musicisti, autori nostrani e guru internazionali, affiancando dibattiti pensosi e momenti di divulgazione colta, performance artistiche e gioie bacchiche della domenica di festa, idoli pop e intellettuali accademici, pubblici di ragazzotti del sabato sera e di contadini con ancora addosso forti sentori di vigna.
Il tutto dosato con sapienza di uvaggi da ottimo vino. Gli organizzatori di «Collisioni» (questo il nome del festival) adesso si schermiscono e assicurano che la loro iniziativa non è nata in contrapposizione ai lussi arabi a partecipazione pubblica del Grinzane Cavour. Ma un certo senso di sana ripulsa non può esser stato estraneo al movente dell’iniziativa. Una certa stella degli antipodi deve pur aver indicato la rotta. Proviamo a verificare.
Il Grinzane ragionava sempre in termini di esclusività. Più le cose erano esclusive più erano buone. Cene squisite per pochi intimi, dibattiti che richiedevano un invito anche solo per assistervi, viaggi aerei transoceanici per recapitare a domicilio assegni in denaro a celebri scrittori newyorchesi. Qui a Novello, invece, solo cene e pranzi aperti al pubblico, cucinati dai volontari del paese, al prezzo di dieci euro, compreso dolce e vino. In più, un lungo lavoro preliminare sulle strutture alberghiere dei paesi limitrofi per ottenere prezzi popolari. Il principio d’inclusività è stato poi applicato anche in chiave culturale. Nonostante l’apparente radicamento territoriale del Grinzane, la gente di queste parti non è mai stata davvero invitata a partecipare alla cultura. La si usava come pretesto per ottenere i finanziamenti, una sorta di fondale di cartapesta vivente, sul modello del pubblico in sala dei programmi tv che fa da simulacro del pubblico a casa. Il Grinzane usava il denaro pubblico per prelevare gli studenti dalle scuole, cammellarli controvoglia a riempire sale conferenze, per poi usare i numeri al fine di ottenere altro denaro pubblico. Una macchina celibe, un sistema di sterile autoreferenzialità. Durante il lavoro preparatorio al festival, gli organizzatori di «Collisioni» si sono chiesti quale traccia avessero lasciato tutti i soldi spesi nel Grinzane. Questi i risultati: a Novello nessun giovane sotto i vent’anni aveva mai letto un libro di sua spontanea volontà, nessuno aveva mai sentito nominare nemmeno Alessandro Baricco, la gloria locale della letteratura nazionale. Jovanotti era l’unico ospite che conoscevano tutti. Ad Alba la situazione era leggermente migliore: conoscevano Jovanotti e Alessandro Baricco ma uno scrittore di media fama – mettiamo un Antonio Scurati qualunque – non lo conoscevano neppure le insegnanti e gli alunni di lettere e filosofia. Allora «i volontari di Novello» hanno avviato «Aspettando Collisioni», un’iniziativa gratuita e non finanziata. Si trovavamo nei pub di Alba e, a turno, tra l’esibizione di una rock band di adolescenti metallari e una media rossa, raccontavano ai ragazzi il libro di uno degli scrittori ospiti. Così si è formato il gruppo. Tutti distribuivano volantini, facevano telefonate, contattavano su Facebook gli altri ragazzi e li invitavano a «Collisioni». Tutti hanno lavorato gratuitamente. I driver senza rimborso benzina, gli ideatori senza rimborso viaggi o telefono. L’assessore alla cultura, di professione muratore, ha montato i tendoni con il trattore e il cingolo. Quando sabato sono arrivati in paese i primi scrittori, non è venuto a presentarsi perché era in tuta da lavoro e aveva paura di offenderci.
Ora, non si tratta di fare del realismo sovietico. Purtroppo, non sono più tempi di ladri di biciclette (si ruba ben altro). Il lavoro va pagato. L’entusiasmo va sostenuto. Sono, però, di nuovo tempi di «ricostruzione». E la ricostruzione può partire da qui, da Novello, dal desiderio impellente di una «collisione» provato dai «volontari di Novello».
Si chiedano gli amministratori pubblici come sia stato possibile che il Grinzane e le sue imitazioni minori, pur con tutta quella profusione di denaro, vini e cibi sopraffini, ancor prima della deriva penale, avesse creato una cappa, una sorta d’infelicità diffusa, in cui più nessuno partecipava, per il troppo cinismo, per la convinzione che tutto in fondo era merda e che non valeva la pena di sporcarsi le mani. Si chiedano come sia stato possibile che nel posto in cui operava una vera e propria industria dell’organizzazione culturale, ancor prima di scoprirne gli aspetti penali, tutta questa gente di Alba abbia sentito un gran bisogno di organizzare un festival. E, soprattutto, vadano a documentarsi su come lo hanno fatto. Scopriranno una piccola, preziosa lezione da tenere a mente per l’avvenire.
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