Via Lastampa.it

Quanti hanno mangiato alla tavola imbandita dal professor Giuliano Soria? Tangenti. Questo è il sospetto degli investigatori, l’obiettivo dichiarato della seconda fase delle indagini. Mazzette per pagarsi l’impunità, eludere controlli, ottenere tutti i permessi necessari per continuare ad edificare un impero. Il suo. Certo: cene, viaggi, favori, regali costosi, inviti, gettoni di presenza. Ma anche denaro, forse. Fuori dal controllo. Per ungere, tenere nascosto. Sembrava l’indagine su un premio letterario malato di gigantismo, sta diventando la scoperta di un’impresa edile con ramificazioni internazionali. Immobiliare Soria. Intestati, solo a suo nome, diciotto fabbricati, sette a Torino, nove nell’astigiano, più sette terreni: vigne, boschi, prati. Non male per il professore universitario, figlio della panettiera e del fabbro del paese: 204.082 euro di reddito imponibile dichiarato nel 2006, di cui 66.669 euro da lavoratore dipendente.

Ma quello che adesso sta catalizzando l’attenzione degli agenti del nucleo di polizia tributaria della Finanza è la misteriosa rete di società correlate al Premio. Da anni gestiscono ristrutturazioni faraoniche e progetti senza fondo. Il Castello di Costigliole d’Asti: 7 milioni di euro già versati dal Ministero dei Beni culturali, più un altro lotto da 5 milioni e 200 mila euro per la realizzazione del Museo nazionale del Sud Piemonte (sale espositive, book shop, laboratori, centro multimediale, «luogo di location per il cinema», suite, camere per personalità e artisti). La costruzione del «Relais Grinzane», nel borgo Antico di Costigliole, previsione di spesa di un 1 milione e 141 mila euro. Un iter burocratico lampo, gestito dal manager Carmelo Pezzino, indagato per concorso in malversazione ed amministratore della società le «Terre del Fré» (le terre del fabbro, in onore del padre di Soria). E ancora: il restauro e il recupero della Chiesa della Confraternita della Misericordia, un altro milione. Poi, entro il 2015, un progetto da 4 milioni per i giardini del Castello. Totale: 18 milioni e 341 euro catalizzati e ridistribuiti dal Premio Grinzane Cavour. Questo l’impegno, almeno sulla carta, dal 2004 a oggi.

In un contesto anomalo: Giuliano Soria si è sempre mosso con una libertà assoluta. Solo lui aveva le chiavi del Castello. Solo lui rispondeva della gestione dei fondi e dello stato di avanzamento dei lavori. Ma Soria era blindato da un contratto di comodato siglato il 27 novembre 1995, che adesso imbarazza gli ex amministratori locali: «Durata di anni 50, affinché l’associazione Grinzane Cavour usi la porzione facente parte del castello sita in piazza Emanuele II, in via esclusiva». Unica clausola a tutela del Comune: «L’associazione si impegna altresì a ricercare i finanziamenti che siano erogati dalla Regione Piemonte, o da altre persone fisiche o da enti pubblici e privati, e utilizzarli per la ristrutturazione del castello e la gestione del parco culturale. In conformità al progetto di massima di riqualificazione architettonica». Fino al 1995 Giuliano Soria era un “produttore di cultura”. Dal comodato d’uso in avanti sembra trasformarsi in un imprenditore.

L’enorme flusso di denaro, che arriva sui conti intestati al Grinzane Cavour fuori da ogni controllo, sembra fargli nascere una febbre immobiliare. Iniziano acquisti a titoli personali, ristrutturazioni incrociate ed episodi di malversazioni. Agli investigatori sembra poco plausibile che tutto questo sia accaduto senza indurre alcun sospetto. Per la verità, un consigliere di minoranza del Comune di Costigliole d’Asti, Giovanni Borriero si era battuto per istituire una commissione di vigilanza. Ebbe vita breve. «Dopo tre sopralluoghi al castello – spiega – la Giunta decise di sopprimerla. Da quel momento in poi non ho più potuto verificare lo stato dei lavori». Lenti. Costosi. Le stesse imprese impegnate per anni. Un macchina spremi soldi. Eppure il sottosegretario ai Beni Culturali, Francesco Giro, in visita lo scorso settembre, sembrava soddisfatto. Lo racconta il sindaco di Costigliole, Luigi Solaro: «Telefonò in diretta al ministro per rassicurarlo sull’ottimo impiego dei fondi». Ma proprio su questi fondi gli investigatori della finanza adesso vogliono vederci chiaro. I controlli si spostano sulle imprese che hanno eseguito i lavori su più fronti: pubblici e privati. Sui mancati controlli di tutta la catena. Sul ruolo del fratello Angelo Soria, dirigente della Regione indagato per peculato. Ieri mattina i finanzieri sono tornati a Costigliole d’Asti per una perquisizione. Dopo averlo sorpreso, domenica notte, in un’altra casa di famiglia. Torino, piazza Castello 109. Sopra abita Angelo, sotto c’è l’Antenna Culturale. Presidente ancora lui, il fratello Giuliano.