La lettera - pesata parola per parola, sofferta – è pronta. Giuliano Soria ha messo nero su bianco la decisione di dimettersi dalla presidenza e dal consiglio di amministrazione dell´Associazione Premio Grinzane Cavour. Stamattina, scortato a palazzo di giustizia dalla polizia penitenziaria, affiancato dall´avvocato Roberto Piacentino, consegnerà la missiva al giudice delle indagini preliminari, Silvia Salvadori, chiamata ad interrogarlo e a decidere del suo prossimo futuro. Il faccia faccia comincerà alle 9.30. L´intenzione dell´indagato eccellente, provato dall´esperienza del carcere, è quella di rispondere alle domande che gli saranno rivolte dal gip, precisare, spiegare. Le dimissioni dalle cariche, è la tesi difensiva, dovrebbero servire a dimostrare che verrebbe a cessare il rischio di reiterazione dei reati, uno dei due pilastri che reggono l´applicazione della custodia cautelare in cella, motivata anche dai tentativi di condizionare i testimoni. In contemporanea, nella caserma nel nucleo di polizia tributare delle Fiamme gialle e negli uffici della polizia giudiziaria della procura, riprenderanno le audizioni delle persone informate sui fatti e si inizierà l´esame della montagna di carte e di file acquisiti con il giro di perquisizioni a casa Soria e in Regione, materiale cui andrà ad aggiungersi il contenuto della cassaforte domestica dell´ex re del Grinzane, sempre che oggi si riesca finalmente ad aprire. L´inchiesta continua a puntare i riflettori in più direzioni. Sotto la lente d´ingrandimento degli investigatori, coordinati dai pm Valerio Longi e Stefano Demontis, con la supervisione dell´aggiunto Pietro Forno, sono finiti anche i verbali sottoscritti e approvati dagli altri due consiglieri di amministrazione, l´avvocato Giuseppina Pippione e il notaio Carlo Boggio. Uno, in particolare, sembra interessante, indicativo. È il numero 28 del 26 settembre 2006, vidimato dal notaio Giuseppe Gianelli. Quel giorno, con una seduta iniziata alle 17 e finita alle 19, i due membri del Cda diedero il
via libera all´acquisto dei piani dello stabile di via Montebello 21 riservati al Grinzane e già occupati in affitto. «Il presidente informa» i colleghi della doppia operazione immobiliare e illustra il quantum, 1milione e 318 mila euro per unità immobiliari al primo e quinti piano e 2milioni 494 mila per altri vani, un laboratorio, un negozio. «Il Cda all´unanimità autorizza», dando mandato al presidente di firmare i due rogiti che diventeranno architrave delle accuse formulate dalla procura per dimostrare la malversazione di soldi pubblici. Giuliano Soria, per sé, comprò un loft e tre appartamenti del terzo piano. E lo fece, secondo le accuse, pattuendo con i venditori una cifra inferiore di 472mila euro ai prezzi di mercato, compensata illegalmente con la maggiorazione caricata sulla parte di palazzo acquistata dall´associazione e pagata con fondi statali e regionali.
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