Dopo una serie di eventi al Festival della Scienza di Genova e dopo gli interventi nel blog dei Maestrini per caso e dello stesso Festival si sta discutendo sui rapporti fra scienziati, rete e blog e soprattutto sulla condivisione. Vale la pena di fissare qualche pensiero
Gli scienziati fanno un uso massiccio e indispensabile di Internet per procurarsi e offrire informazioni, per aggiornarsi e confrontarsi tra pari. Non necessariamente si tratta dell’internet dei “comuni mortali” ma di una internet “di nicchia” una internet-intranet fatta di siti e banche dati non necessariamente pubblici dedicati all’uso degli addetti ai lavori. La condivisione delle informazioni in questi contesti è sostanziale per il lavoro degli scienziati.
Ovviamente anche gli scienziati usano i soliti strumenti di comunicazione in rete tipo mail, chat, voip che permettono di far vivere la comunicazione in tempo reale fra scienziati, centri di ricerca e laboratori sparpagliati nel mondo superando di fatto i problemi legati alla distanza.
A partire da questi presupposti non è casuale che il web sia nato al Cern per permettere ai ricercatori del centro di ricerca di condividere i loro lavori. Poi sapete quanto l’invenzione di Tim Berners Lee e Robert Calliau ne abbia fatta di strada.
Il mondo scientifico è un mondo ragionevolmente chiuso all’esterno ma non potrebbe essere diverso dato che si occupa di studi e di contenuti spesso esoterici per i non addetti ai lavori e che spesso per varie ragioni sono sottoposti a riservatezza e segretezza non comuni.
La ricerca scientifica è sottoposta a un processo di validazione e verifica che porta al pubblico di addetti ai lavori e di non addetti ai lavori in sequenza temporale diversa i risultati delle ricerche e le eventuali implementazioni “pratiche” delle stesse. Dopo le comunicazioni “fra pari” le scoperte in tempi sempre più stretti vengono divulgate al grande pubblico attraverso quelli che si chiamano appunto divulgatori scientifici che non necessariamente sono degli scienziati.
Certo che se lo scienziato sa fare anche il divulgatore ne guadagna in immagine perché ha la caratteristica non comune di “metterci la faccia” e raccontare in prima persona le sue scoperte diventando protagonista. Ci sono molti scienziati con non comuni doti di comunicatori che sono molto apprezzati dall’opinione pubblica, mentre per la comunità scientifica contano poco poco, e viceversa.
Perché questa introduzione saputella ? Per dimostrare che la scienza ha un suo modo d’essere diverso da quello che è il resto del mondo, secondo modalità che ne garantiscono il metodo e la serietà. Quello che impressiona è che il mondo della scienza agisce in maniera molto simile in tutto il mondo, compatibilmente con le risorse economiche disponibili. Questo avviene anche in Italia, nonostante le difficoltà della scienza di questo paese.
Ora chiedere a questo mondo della scienza di ibridarsi con il mondo dei blogger, con una condivisione aperta a tutti, al limite di una scienza wiki condivisa, con blogger scienziati che colloquiano delle loro cose attraverso lo rete, è essere al di fuori dal mondo della scienza.
Piuttosto si può pensare a scienziati che aprono dei blog personali come tanti altri, senza necessariamente discutere del loro ricercare, oppure di scienziati che creano blog di divulgazione in cui narrano i frutti dei loro lavori con il grande pubblico della rete. Ma non esageriamo, la scienza ha bisogno della sua intranet-internet per far maturare le ricerche.
E’ un auspicio perché anche in Italia questo avvenga a breve. Agora ospita proprio un interessante blog che si intitola proprio Scienza 2.0 e che esplora gli utilizzi del web 2.0 nel mondo scientifico.
Se son rose fioriranno.
2 Responses
scienza2punto0
07|Nov|2007 1grazie per l’”interessante”, molto gentile eheh
Vittorio Pasteris » Scienziati - blogger: non necessariamente
07|Nov|2007 2[...] Homo Sapiens Dopo una serie di eventi al Festival della Scienza di Genova e dopo gli interventi nel blog dei [...]
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