Rivio a giudizio per Giuliano Soria
Rinvio a giudizio per Giuliano Soria, il patron del Premio Grinzane finito nei guai per uno scandalo legato al concorso letterario internazionale. Il gip Edmondo ha deciso per il processo dove, il 23 marzo prossimo, compariranno Soria, il fratello Angelo (ex funzionario della Regione) e lo chef Libralon, direttore della scuola di cucina internazionale Icif.
La procura ha dunque respinto un’altra volta il patteggiamento per Soria. Gli avvocati di Soria, Aldo Mirate e Luca Gastini, avevano - alla vigilia del pronunciamento del gip - chiesto di derubricare il reato di peculato in abuso d’ufficio, proponendo contemporaneamente di alzare la proposta di patteggiamento da tre anni e undici mesi a 4 anni anni e tre mesi. Proposta subito respinta dai pm Valerio Longhi, Stefano Demontis e Gabriella Viglione.
15 nov
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Qui gli aggiornamenti della vicenda
Paola Caruso ha deciso di iniziare uno sciopero della fame e della sete per protestare per la sua situazione di precaria a vita al Corriere.
Sciopero della fame e della sete, le prime 24 ore.
Mi sento un po’ debole, ma sto bene. Oggi al telefono ho sentito qualche collega. Nessun altro. Al giornale lo sanno tutti e la direzione tace. Bene.
Spero che la mia protesta rappresenti la battaglia d’inizio di una guerra, la guerra dei precari che non accettano più di essere trattati da reietti.
Non so se riuscirò a far sentire la mia voce. Ci provo.
06 ott
Posted by: admin in: homo sapiens, retroscena, scandali
I conti pesanti vengono a galla
Undici milioni di deficit e 400 creditori. Ecco il conto finale per Giuliano Soria. A un giorno dal ritorno in aula – l’udienza è fissata per domattina, davanti al gup Edmondo Pio – si addensano, puntuali come un orologio, altre fosche nubi sul capo del professor Grinzane. Nuovi guai non solo sul fronte penale, ma anche su quello civile. E’ stato depositato ieri dal commissario liquidatore, il commercialista Enrico Stasi, lo stato passivo dell’Associazione che fu di Soria. Un lungo elenco di nomi, tra banche, ex dipendenti, società varie, che attendono da tempo da Soria soldi mai arrivati. Il sistema funzionava anche così. Compro, poi pagherò.
Ora, però, il conteggio parla chiaro. E mentre il professore destinava i fondi pubblici a fini in molti casi personali (anche con fatture false), dall’altro lato s’ingrossava sempre più la lista dei debiti. Piccoli e grandi. Che quasi sicuramente, visto il loro ammontare, rischiano di non venire soddisfatti. Prima di tutto, ci sono le banche. San Paolo, Crt, e varie altre casse di risparmio della provincia Granda o del Cuneese, che nelle richieste di risarcimento la fanno da padrone. Soria aveva con loro conti aperti con finalità di garanzia. Poi vengono l’Inps e i dipendenti. Quelli che, all’indomani dell’esplosione dello scandalo, hanno intentato nei confronti del professore cause di lavoro. Molti di loro infatti operavano con contratti a progetto.
Una perdita per un evento torinese
La politica deve dare delle indicazioni di massima ma poi lasciare piena autonomia nella progettazione. Per Italia 150 ho curato un progetto con una visione di futuro legata alle indicazioni dell’assessore Bairati, un progetto che ho completato ma che con il cambio di amministrazione regionale è stato ritenuto non sufficiente ad interpretare la loro visione del futuro». Vittorio Bo, editore e direttore del Festival della Scienza di Genova, spiega così la scelta di abbandonare l’organizzazione della mostra Stazione Futuro. Prima dell’estate la giunta Cota decise di affiancargli Riccardo Luna nell’organizzazione dell’evento per i 150 anni dell’Unità d’Italia. E adesso, dopo una serie di colloqui con il direttore di Wired e con i vertici del Comitato, Bo ha scelto di farsi da parte.
La perizia del tribunale sul comunicato dell’agosto 2005
Un comunicato «incongruo e paradossale». Così la perizia ordinata dal Tribunale di Torino definisce il testo con cui, nell´agosto del 2005, gli uffici di Ifi-Ifil smentirono di aver operato in modo anomalo sul titolo Fiat nell´imminenza della scadenza del debito convertendo da tre miliardi di euro contratto con un gruppo di otto banche.
La perizia, richiesta dal presidente della corte, Giuseppe Casalbore, costituisce l´atto finale del processo che vede imputati Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Virgilio Marrone del reato di aggiotaggio informativo per aver nascosto al mercato l´operazione di equity swap che nell´autunno di cinque anni fa consentì agli Agnelli di mantenere la quota di controllo della Fiat.
Una proposta dei suoi avvocati per evitare la prigione
Giuliano Soria esce dal silenzio. A poco più di due settimane dal giorno in cui dovrà presentarsi in Tribunale – l’udienza è stata fissata dal gup Edmondo Pio per il 6 ottobre – l’ex patron del Grinzane si è fatto vivo. Ha mandato, tramite i suoi avvocati, una lettera ufficiale ai legali della Regione Piemonte e a quelli dell’Associazione del Premio. Ha formulato, nero su bianco, la sua proposta di risarcimento: soldi. E parte dei marchi. Il suo obiettivo potrebbe essere quello di accedere in questo modo al patteggiamento e ottenere lo sconto (fino a un terzo) della pena. Evitando, quindi, nuovo carcere.
In cambio, il professore di Costigliole offre, a suo dire, tutto quel che può. Cinquecentomila euro o poco più. Ovvero il ricavato della vendita dell’appartamento parigino, situato nel Quartiere latino, fra il Pantheon e la rive gauche della Senna. Sessantadue metri quadri al sesto piano, senza ascensore, al 29 di Quai de la Huchette, nel prestigioso V Arrondissement, a 300 metri dalla stazione del metrò St. Michel. Un’abitazione che Soria dichiara di aver fatto valutare da un perito, di cui però le sue controparti affermano di non essere a conoscenza.
Nella lettera il patron propone di metterlo a disposizione delle parti civili per il 75%. Il restante 25% resterebbe a lui. Sarebbero inoltre da sottrarre al ricavato della vendita le spese «vive» dell’appartamento. Un ammontare non da poco, visto che si parla di decina di migliaia di euro.
Una nuova inchiesta sulla cultura torinese ?
Visita della Guardia di Finanza in via Santa Teresa, negli uffici della Fondazione che amministra il Salone del Libro di Torino. La verifica, sollecitata dai colleghi di Milano, a seguito di un controllo sulla partecipazione di un docente universitario a un convegno durante l’edizione del 2005, potrebbe avere presto un seguito. I militari sono infatti usciti carichi di documenti e l’ispezione, secondo alcune fonti, non sarebbe affatto conclusa.
È da tempo che sulla gestione della Fiera del Libro, da lunghi anni saldamente nelle mani dell’onorevole Rolando Picchioni, si addensano nubi circa la salute delle casse e la trasparenza dei conti. Per ora nessuna accusa viene rivolta al patron, ma da mesi si vocifera nei corridoi degli uffici regionali e di ribalzo nel quartier generale di Librolandia, di bilanci aggiustati alla bell’e meglio, grazie ad artifici degni del miglior commercialista creativo. E, guarda caso, il consulente in questione risponde al nome di Massimo Feira, neo presidente di FinPiemonte e titolare di uno studio con una vecchia conoscenza di Picchioni, l’ex parlamentare Dc Riccardo Sartoris.
L’udienza è stata aggiornata al sei ottobre
Come previsto, non era in aula ieri mattina Giuliano Soria, l´ex patron del premio Grinzane Cavour, all´apertura del processo contro di lui. Così come non era presente suo fratello Angelo, e nessuno degli altri imputati del clamoroso scandalo scoperto un anno fa dai pm Stefano De Montis, Valerio Longi e Gabriella Viglione. Davanti al giudice per l´udienza preliminare Edmondo Pio è comparso invece il maggiordomo Nitish, il giovane delle Mauritius che, con una denuncia per maltrattamenti e morbose attenzione sessuali ricevute da parte del professor Soria, aveva dato il via alle indagini. Il ragazzo, assistito dall´avvocato Gianluca Vitale, si è costituito parte civile così come altri due ex dipendenti: la segretaria Laura Giudici e Saidmerache, assunto in nero alle dipendenze del professore. Oltre a loro tre, ieri hanno chiesto di entrare nel processo, come parti civili, anche la Regione Piemonte (assistita dall´avvocato Alberto Mittone), il comune di Costigliole dove aveva sede l´associazione (avvocato Marco Venturino). Il Premio Grinzane Cavour (con Fulvio Gianaria) si è riservato di costituirsi in seguito. Tutte le richieste sono state accolte.
Il giudice ha poi aggiornato l’udienza al sei ottobre. Un rinvio così lungo era stato espressamente chiesto dalla difesa di Giuliano Soria (assistito dall´avvocato Luca Gastini) in quanto sono in corso complesse trattative per definire i risarcimenti al Premio Grinzane Cavour e alla Regione Piemonte: a loro andrà gran parte del ricavato della vendita dell´appartamento di Parigi dell´ex patron. Al momento è in corso una valutazione dell´immobile, che si trova in una bella zona ma è penalizzato dal fatto di essere un settimo piano senza ascensore. A suo sfavore giocherebbe anche, secondo i legali, la crisi immobiliare che sta colpendo la Francia.
Lo scandalo del Premio Grinzane Cavour approda in aula: al via la prima udienza preliminare dell’inchiesta che aveva portato all’arresto del patron del premio letterario, Giuliano Soria, e di suo fratello Angelo davanti al giudice Edmondo Pio. Ma il grande protagonista dell’inchiesta non si è presentato: assistito dall’avvocato Luca Gastini, il professore non dovrebbe presentarsi in aula, e non sceglierà di essere giudicato con rito abbreviato. La strada che la difesa ha intenzione di percorrere è infatti quella del patteggiamento, (che comporta comunque uno sconto di pena), ma occorre il consenso e un accordo con la procura – rappresentata in aula dai pm Stefano Demonris, Valerio Longi e Gabriella Viglione – la quale secondo indiscrezioni non vorrebbe scendere sotto i quattro anni di carcere.
Una curiosa scoperta negli atti delle indagini sul caso Grinzane
Tra i rivoli infiniti del caso Soria, concluso con la mesta fine del vecchio Premio Grinzane, ora saldamente nelle mani della Lattes di Monforte d’Alba e di Rolando Picchioni, spunta un altro «giallo» intrigante, e questa volta solo di sapore gastronomico-letterario. L’ex patron incontrastato di quello che è stato definito, con perfidia, un «premificio», avrebbe dovuto essere uno dei protagonisti del romanzo-thriller scritto, fra il 2006 al 2008, dall’ex presidente della Regione, Mercedes Bresso. Titolo, «Il profilo del tartufo». Dopo la pubblicazione, però, la figura del professore è sparita.
A fianco del protagonista, il professor Claude, «studioso del paesaggio» (che potrebbe essere, nella realtà, il marito dell’autrice, geografo), della bella Sandra Lusso, vice-commissario della polizia di Torino, di origine sarda e molto maliziosa, di cui s’invaghisce l’affascinante Claude, avrebbe dovuto aggiungersi, assieme al Guru (Carlin Petrini, l’unico vip piemontese a essere citato con il nome vero) anche il professor Giuliano Soria. Le intercettazioni dei pm della procura di Torino confermano l’indiscrezione. Le tracce risalgono a «prima» dello scandalo (12 febbraio 2009, blitz dei finanzieri) quando Soria avrebbe già avuto a disposizione le bozze del giallo. Il suo ruolo era ben evidente nell’ultimo capitolo: «Cena alla Rocca di Costigliole». Una volta scoperti gli autori degli omicidi, i protagonisti si ritrovano nelle sale del Palazzo Grinzane di Costigliole. Soria, nelle intercettazioni, si dice «commosso» dalle «bellissime parole» a lui dedicate. Invece, nel libro edito da Rizzoli, la sua figura è sparita. Di lui non c’è più traccia. Eliminato. Le bozze sarebbero state – dunque – riviste all’ultimo minuto, forse, per una questione di opportunità, considerato quanto andava emergendo dall’inchiesta.