Posts Tagged ‘evoluzione’

creazionismi russi su divagation channel

giovedì, giugno 17th, 2010

Questo, è il primo pezzo che scrivo (firmandolo…) per QueryOnline. Se non sapete cos’è QueryOnline, be’… sapetelo!

I creazionisti americani hanno dei nuovi alleati. Dopo i turchi, arrivano i russi.

L’Arcivescovo Hilarion, responsabile delle relazioni esterne della Chiesa Ortodossa Russa, ha chiesto, nel corso di una conferenza pubblica, di porre fine al monopolio del darwinismo nell’insegnamento delle scienze.

Secondo le parole di Hilarion riportate dalla Reuters:

“La teoria di Darwin rimane una teoria. E questo signifia che deve essere insegnata ai bambini assieme alle altre teorie [sulla comparsa dell'uomo sulla Terra, ndr]. I bambini devono conoscere anche la versione religiosa, la creazione del mondo, che è comune a tutte le religioni monoteiste”

Michael Zimmerman, fondatore del Clergy Letter Project, l’iniziativa che, sull’onda del Progetto Steve, raccoglie la lista dei sacerdoti che si oppongono a ogni forma di creazionismo, ha ripreso sull’Huffington Post le parole di Hilarion leggendole alla luce di quanto sta succedendo negli Stati Uniti.

Ha messo in chiaro che questo attacco alla evoluzione fa parte di un progetto più ampio, sostenendo che l’obiettivo è quello “della lotta al ‘laicismo fanatico’ dei liberali ostili alla religione”.

E questo è dolorosamente simile alla retorica della destra religiosa negli Stati Uniti. Il “laicismo fanatico” dell’arcivescovo Hilarion suona proprio come la battaglia per il “rovesciamento del materialismo e la sua eredità culturale” portata avanti dal Discovery Institute”.

E, aggiungiamo noi, alle dichiarazioni di Ratisbona di Papa Ratzinger.

Zimmerman conclude chiedendosi:

I creazionisti credono che ripetere un messaggio abbastanza spesso e sufficientemente ad alta voce porti le persone inizieranno ad accettarlo, indipendentemente dalla realtà dei fatti. L’Arcivescovo Hilarion ha adottato questa strategia di diffusione e disinformazione volutamente, oppure è stato in qualche modo ingannato? In ogni caso il mondo è più povero a causa delle sue azioni.

un fumetto ci salverà?

mercoledì, febbraio 24th, 2010

La divagatrice è andata a Genova a cercare Charles. Il piccolo viaggiatore aveva improvvisamente interrotto le comunicazioni e dal losco figuro arrivavano immagini preoccupanti di un Charles senza soldi e decisamente spaesato. Ho ripercorso i suoi passi: Maria la zozzona, Lola il camallo, i carrugi, il porto, l’Acquario, ma di Charles nessuna traccia. Il panico e la disperazione stavano per avere il sopravvento, quando ho visto questa foto:

Il nostro piccolo Charlie ha trovato il suo Snoopy astronauta. Chissà se andranno a Pandora o se se ne staranno sul tetto della cuccia a combattere contro il Barone Rosso e lo stupido gatto dei vicini. Di sicuro per un po’ non li rivedremo, ma staranno bene. E se la chiave di tutto fosse davvero quella che diceva Umberto Eco nella prefazione di Arriva Charlie Brown? Un fumetto ci salverà?

verso l’infinito

lunedì, febbraio 8th, 2010

Dear divagatrice,
ieri sera ho visto un documentario interessantissimo.

Animali con sei zampe, piante gigantesche, esempi di coevoluzione (pensa che c’è un magnifico cavallo dalla lingua lunghissima che si infila perfettamente in un fiore, così come la farfalla che avevo predetto io, ti ricordi?), montagne volanti, ah, le avesse viste Lyell… e poi, non ci crederai, ma sono tutti bioluminescenti.

Qual è il vantaggio evolutivo della bioluminescenza? Quella sorta di gigantismo degli esseri viventi è forse dovuta al forte campo magnetico presente? Come funziona quella specie di organo simbiotico che mette in contatto gli umanoidi con gli altri esseri? Come è strutturata quella rete “nervosa” che unisce tutti gli organismi tra loro? E poi, perchè i Na’vi sono blu e perchè, a differenza di tutti gli altri, non hanno sei arti, ma solo quattro?

Il documentario puntava l’attenzione, giustamente, sui soprusi subiti da questa popolazione, lasciando però totalmente scoperto l’aspetto per me più interessante. Quante domande e così poche risposte!

Divagatrice, devo partire per Pandora.

Sempre tuo,
Charles da iPhone

PS: la ricerca del mezzo adatto per raggiungerla non è così semplice.  Credi che dovrei iniziare a provurarmi un avatar anche io? Ah, prima che me ne dimentichi, c’è un signore molto gentile che da qualche giorno mi segue, mi dice di mettermi in posa e mi fotografa. Credo sia un mio ammiratore.

Ecco, lo sapevo… sarà stato anche geniale, però rimane sempre un ometto (di stoffa) dell’Ottocento. E adesso chi glielo spiega che era tutto finto?

continua…

il mondo è pieno

sabato, febbraio 6th, 2010

di libri che non ti aspetti.

Tra questi ci sono i due che il marinaio ha portato alla divagatrice dall’America e che potrebbero tornare utili al piccolo Charles in viaggio per il mondo. Sì, perchè c’entrano sia con le cose di Charles sia con i viaggi.

La tendenza alla divagazione compulsiva anche nella vita aveva fatto approdare la divagatrice alle pagine delle Rough Guide. In realtà era in cerca di ispirazione per un viaggio natalizio: San Pietroburgo? No, troppo freddo. Istanbul? No, troppo caro l’aereo. Praga? Mah, scontato. Evolution? Scusa, hai detto Evolution? E che c’entra l’evoluzione con le Rough Guide?

Eh, c’entra. Un po’ perchè l’evoluzione c’entra sempre e un po’ perchè da qualche anno l’editore delle Rough ha deciso di mettersi a pubblicare guide a cose che c’entrano con la scienza. E quindi l’evoluzione, ma anche DNA e clonazione (che è qui di fianco a me mentre scrivo), cambiamenti climatici, cervello, ecc.

La struttura è quella di una guida Rough: suddivisione per temi, approfondimenti su specifici argomenti e un sacco di informazioni interessanti e utili di contorno. Ovvio, non si parla di ostelli e pizzerie, ma potete trovare una lista pressoché completa di dischi, romanzi, film, locali e itinerari legati al tema trattato. Saprete quali mp3 avrebbe caricato Darwin nell’iPod (se ce l’avesse avuto) e potrete girare per Londra ripercorrendo i suoi passi.

Nel caso Rough sull’evoluzione, Mark Pallen, l’autore ha fatto l’esperimento di livebloggare in diretta le varie fasi di realizzazione e ne è uscito un blog molto bello che mescola scienza e canzonette (non siamo i soli a divagare…).

con quella faccia un po’ così

venerdì, febbraio 5th, 2010

Dear divagatrice,
sto per partire.

Ti ricordi di quando tu eri triste e guardavamo assieme Caro Diario per tirarti su? Ecco, lì ho imparato che, a volte, bisogna prendersi un po’ di tempo e andare per mari. Vogliamo forse togliere a Ulisse il piacere di girovagare un po’ prima di tornare a casa?

Qua a Genova si sta bene. Quanto è importante il clima per godere la vita! Come diversi sono i sentimenti quando si vedono montagne nere avvolte nelle nubi e quando le stesse nubi si vedono, invece, attraverso i tenui vapori azzurrini d’una splendida giornata! Il primo spettacolo, per un po’ di tempo può apparire triste, il secondo è tutta gaiezza e gioia di vivere.

Da Maria ero seduto di fianco a una signora, Lola, che dice che prima era un camallo del porto. Ma prima di cosa? Comunque affascinante… mi ha raccontato di quelle storie che era dai tempi del Beagle che non le sentivo. E mi ha dato un po’ di dritte sugli imbarchi. Sto decidendo. Pare che i brigantini non ci siano quasi più. Probabilmente opterò per un traghetto. Mi dicono che si sta comodi e che non dovrei patire il mal di mare. Lo spero, così portò studiare un po’ e riflettere. Ne ho bisogno.

Stai bene mia divagatrice e saluta neurone e globulo. Continuo a pensarli.

Sempre tuo,
Charles da iPhone

PS: buona la trippa, non l’avevo mai mangiata. Ah, dimenticavo, chi è Franco Mussida? Da Maria mi chiamavano così. Ho cercato di dirgli che non conoscevo quel signore, ma loro continuavano a dire “belin, l’è sputato. Dai, su, facci Bocca di Rosa”. Meno male che la sapevo e l’ho dedicata a Lola, ma non dirlo a Emma… Se vai da Maria dì che ti mando io e assaggia la trippa.

E così Charles è in partenza. Chissà se tornerà. La divagatrice questa sera guarderà Caro Diario, ché Charles ha ragione, tira su.

Ah, Mussida non devo spiegare chi è, vero?

continua?

inizia il viaggio

giovedì, febbraio 4th, 2010

Dear divagatrice,
ho letto sul tuo blog che sei preoccupata per me.
Sono in viaggio. D’altronde che cosa posso fare io se non viaggiare? L’altra volta, sul Beagle, ci sono finito quasi per caso. Questa volta no. L’ho deciso l’altra sera guardando Un posto al sole quando Franco Boschi ha detto a Niko che bisogna lottare per le proprie idee. Ecco, tutti quei libri che mi hai fatto leggere, prima gli americani con le loro idee spacciate per nuove ma che erano già vecchie quando c’ero io… pensavo di averle seppellite assieme al reverendo Paley e invece questi ritirano fuori la storia del Progettista Intelligente. Poi quel turco di Harun Yahya, che rabbia! E alla fine il vostro De Mattei… ma siamo matti? Diluvio universale? Adamo ed Eva? Ma nemmeno il vescovo Wilberforce era arrivato a tanto.
E allora mi sono fatto un po’ di volte il giro del tappeto per pensare (certo che potresti comprarti una casa più grande… alla fine mi girava la testa) e ho capito che l’unico modo per combatterli era rinascere, studiare e uscire.


Tranquilla qua sono tutti gentili. Sono andato giù da Horas a mangiare un kebab e uno dei suoi ragazzi mi ha accompagnato al treno. Sai che si sta molto meglio che sul Beagle? Ah, avessimo avuto allora la possibilità di viaggiare così comodi, avrei potuto lavorare anche a bordo.
Ti farò avere mie notizie al più presto. Un ragazzino qua di fianco mi spiegava che dovrei usare Twitter o Facebook. Valuterò e ti farò sapere.

Stai bene, mia cara divagatrice e saluta neurone e globulo. Li penso sempre.

Charles da iPhone

PS: Horas dice “dì a quella calabrese di venire a pagare il conto”. Poi, ho preso qualche libro di biologia molecolare dalla tua libreria per studiare un po’. E… se non trovi più la carta di credito non preoccuparti, ce l’ho io ;-) (interessante l’uso che fate delle faccine per esprimere le emozioni…)

Horas? iPhone? Facebook? Un posto al sole? Se ne stava lì zitto zitto e intando assorbiva tutto… anche la carta di credito, grrr. Se lo vedete ditegli che sto preparando un’accoglienza molto calorosa per il suo ritorno… naturalisti, ts’

continua…


chi l’ha visto? (Il viaggio di Charles Darwin)

mercoledì, febbraio 3rd, 2010

Charles Darwin è sparito. La divagatrice stava scrivendo un post su Avatar e all’improvviso s’è accorta che c’era qualcosa di diverso… mancavano quegli occhietti tristi e rassegnati che le hanno fatto compagnia nell’ultimo anno. L’ha cercato ovunque, nel frigo, nella doccia, nella dispensa, sotto il letto, ma nulla… sparito.

Ho trovato solo una foto.

Dove sta andando? Perché? Ha forse letto il commento di pac e si è reso conto di star gettando via la sua vita costretto a guardare programmi trash alla tv in compagnia di un neurone e di un globulo rosso? E’ andato a cercare Emma? Non ce la faceva più di tutti quei libri creazionisti che la divagatrice gli propinava e ha deciso di andare ad affrontarli di persona? L’hanno rapito? Chi?

La divagatrice è in attesa di notizie. Se lo vedete fermatelo e ditegli che gli compro una Emma non appena la fanno…

continua…

e un altro Steve è andato…

mercoledì, gennaio 13th, 2010

Non so se sapete del Progetto Steve. E’ una cosa che gli americani del NCSE si sono inventati per rispondere ai creazionisti che dicevano di avere centinaia centinaia di scienziati dalla loro parte. Il succo del progetto è circa questo: se giochiamo a fare a chi ha la lista più lunga, vediamo un po’ quanti sono gli scienziati che supportano la teoria dell’evoluzione.

Ma visto che vincere così sarebbe stato troppo facile, all’NCSE han deciso di restringere il campo e limitare l’adesione ai soli scienziati che fanno Steve (o simili) di nome, in onore del grande Stephen Jay Gould.

E quindi se uno si chiama Steve, Stefano, Stefania, Etienne, ecc. può andare sul sito, iscriversi e entrare nel magico mondo degli Steve.

Inutile dire che la lista dei soli scienziati Steve supera di molto quella degli scienziati (con tutti i nomi) creazionisti, ma poco importa. Quello che importa davvero è che la divagatrice avrebbe voluto essere una di loro, avere la maglietta, ricevere le mail, essere citata nelle conferenze. Ma niente.  Mannaggia a Dante e alla Divina Commedia che le hanno impedito di realizzare il suo sogno…

Ma poi sono arrivati prima il prof. che un giorno le ha detto “ehi, ma io posso essere uno Steve” e qualche ora dopo era lo Steve #807 e poi il marinaio…

Poco prima di Natale una divagatrice priva del senso del pudore scriveva questa mail a Glenn Branch dell’NCSE:

Dear Glenn,
I’m an italian biologist working in the field of Science Communication. I have a request for you: I couldn’t be a Steve (divagatrice is in general a nice name, but,  unfortunately, not in this case…), but il marinaio could and I wish to make him an unusual gift for Christmas.
He has a PhD, works at the University of Genoa and, obviously, strongly supports evolution.
Is it possible to turn him into a Steve?

Branch deve aver pensato di trovarsi di fronte ad una malata di mente, ma ha risposto:

Dear divagatrice,
Thanks for your e-mail and your interest in Project Steve.
Since being listed as a Steve requires assent to the Steve statement, we can’t really add someone without his or her knowledge and consent.
But please feel free to urge him to get in touch and ask to be added to the list.

stevometro

E quindi il marinaio gli ha scritto (certo, la sorpresa è venuta meno, ma d’altronde è giusto così), ha aderito al progetto ed è lo Steve #1129 (lo vedete qua di fianco cliccando sullo Steveometro).

Chissà se per una sorta di proprietà transitiva dopo aver di fatto creato due Steve posso considerarmi un po’ Steve anche io…

un creazionista al CNR: quando si dice epurazione

lunedì, novembre 30th, 2009

«Piccolo quiz per i nostri lettori.
Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi è il nuovo libro di:

a. Michael Behe, biochimico colonna portante dell’Intelligent Design americano;
b. Roberto de Mattei, vicepresidente del CNR;
c. Joseph Ratzinger, Papa Benedetto XVI.

    Se avete risposto “a” o “c” dando per scontato che nei quiz c’è sempre una risposta palesemente sbagliata e “il vicepresidente del CNR non può essere creazionista” avete sbagliato.»

    Questo è l’incipit di un pezzo che la divagatrice ha scritto per il numero di Scienza&Paranormale in stampa in questi giorni e che racconta la lunga storia dell’approdo di un creazionista al CNR.

    Riassumendo in due righe, a febbraio il CNR ha ospitato un convegno creazionista, organizzato da De Mattei.

    Gli ospiti internazionali erano alquanto imbarazzanti (qui la loro esilarante descrizione) e le tesi di fondo sempre le stesse, già sentite mille volte e sulle quali non si dovrebbe più nemmeno tornare.

    Gli atti di quel convegno sono diventati un libro, curato da De Mattei e uscito in queste settimane. Ne hanno parlato in tanti: l’Oca Sapiens, Spaghetto Volante, Leucophea, Telmo Pievani su Micromega, Marco Cattaneo su Le Scienze e Gravità Zero e in tanti hanno iniziato a protestare.

    De Mattei oggi se ne è accorto è ha scritto un piccato commento sul Giornale nel quale attacca Pievani e tutti i “fanatici dell’evoluzionismo” che oltre ad essere tutti marxisti (si sa che la mamma dei marxisti è sempre in cinta) parlano senza conoscere l’argomento, ripetendo grossomodo le stesse tesi del convegno e del libro.

    E piazza nel finale un appello affinchè lui e quelli come lui non vengano epurati… Ecco, De Mattei sarà anche vittima del complotto degli scienziati atei e materialisti, però intanto il vicepresidente del CNR è lui. Così come Giacobbo è vicedirettore di RaiDue. Così come il convegno creazionista è stato ospitato dal CNR e Voyager ha il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali.

    Ora, non mi sembra che ci sia tutta questa discriminazione nei confronti della fuffa. No?

    una specie di appello

    venerdì, giugno 12th, 2009

    nullcaro PGO,

    non posso dire di essere una tua fan, ma vengo a sentire le tue conferenze sempre con piacere. Non ho mai letto i tuoi libri, ma il chimico, quando bazzicava da queste parti, me ne leggeva ampi stralci e trovavo il tutto molto romantico.
    Adesso, ogni sera ascolto il tuo “Buon compeanno Darwin” su Radio2. Mi piace il tuo stile, riesci a raccontare le storie e questo è lodevole. E da divagatrice non posso non apprezzare le tue numerose divagazioni che permettono di agganciare Darwin all’attualità. Mi piace anche la collocazione nel palinsesto, inusuale per un programma che parla in qualche modo di scienza e che permette di raggiungere un “bacino d’utenza” nuovo.

    Ma ti devo chiedere un grosso favore. Un favore personale, anche se non ci conosciamo direttamente: il plurale di specie è specie e non speci.

    Lo so, è una sciocchezza e ci sono cose più importanti delle quali discutere e per le quali fare appelli. So anche che in passato si usava il plurale come lo usi tu (e sei in buona compagnia, Italo Svevo parlava di evoluzione delle speci), ma cerca di capirmi… sono un’appassionata di evoluzione, mi occupo di comunicazione della scienza e ogni volta che sento dire “speci” mi viene una sincope e non credo mi faccia bene.

    PGO, fallo per me.

    la divagatrice