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un fumetto ci salverà?

mercoledì, febbraio 24th, 2010

La divagatrice è andata a Genova a cercare Charles. Il piccolo viaggiatore aveva improvvisamente interrotto le comunicazioni e dal losco figuro arrivavano immagini preoccupanti di un Charles senza soldi e decisamente spaesato. Ho ripercorso i suoi passi: Maria la zozzona, Lola il camallo, i carrugi, il porto, l’Acquario, ma di Charles nessuna traccia. Il panico e la disperazione stavano per avere il sopravvento, quando ho visto questa foto:

Il nostro piccolo Charlie ha trovato il suo Snoopy astronauta. Chissà se andranno a Pandora o se se ne staranno sul tetto della cuccia a combattere contro il Barone Rosso e lo stupido gatto dei vicini. Di sicuro per un po’ non li rivedremo, ma staranno bene. E se la chiave di tutto fosse davvero quella che diceva Umberto Eco nella prefazione di Arriva Charlie Brown? Un fumetto ci salverà?

verso l’infinito

lunedì, febbraio 8th, 2010

Dear divagatrice,
ieri sera ho visto un documentario interessantissimo.

Animali con sei zampe, piante gigantesche, esempi di coevoluzione (pensa che c’è un magnifico cavallo dalla lingua lunghissima che si infila perfettamente in un fiore, così come la farfalla che avevo predetto io, ti ricordi?), montagne volanti, ah, le avesse viste Lyell… e poi, non ci crederai, ma sono tutti bioluminescenti.

Qual è il vantaggio evolutivo della bioluminescenza? Quella sorta di gigantismo degli esseri viventi è forse dovuta al forte campo magnetico presente? Come funziona quella specie di organo simbiotico che mette in contatto gli umanoidi con gli altri esseri? Come è strutturata quella rete “nervosa” che unisce tutti gli organismi tra loro? E poi, perchè i Na’vi sono blu e perchè, a differenza di tutti gli altri, non hanno sei arti, ma solo quattro?

Il documentario puntava l’attenzione, giustamente, sui soprusi subiti da questa popolazione, lasciando però totalmente scoperto l’aspetto per me più interessante. Quante domande e così poche risposte!

Divagatrice, devo partire per Pandora.

Sempre tuo,
Charles da iPhone

PS: la ricerca del mezzo adatto per raggiungerla non è così semplice.  Credi che dovrei iniziare a provurarmi un avatar anche io? Ah, prima che me ne dimentichi, c’è un signore molto gentile che da qualche giorno mi segue, mi dice di mettermi in posa e mi fotografa. Credo sia un mio ammiratore.

Ecco, lo sapevo… sarà stato anche geniale, però rimane sempre un ometto (di stoffa) dell’Ottocento. E adesso chi glielo spiega che era tutto finto?

continua…

Charles e il losco figuro

sabato, febbraio 6th, 2010

Il mystero si infittisce. Mentre la divagatrice attende nuove lettere da Charles, un losco figuro s’è messo a seguirlo e sta riportando le sue avventure qui su Facebook.

Dice che finirà tutto nella notte del 13 febbraio… la divagatrice è molto preoccupata. Charles, stai attento!

con quella faccia un po’ così

venerdì, febbraio 5th, 2010

Dear divagatrice,
sto per partire.

Ti ricordi di quando tu eri triste e guardavamo assieme Caro Diario per tirarti su? Ecco, lì ho imparato che, a volte, bisogna prendersi un po’ di tempo e andare per mari. Vogliamo forse togliere a Ulisse il piacere di girovagare un po’ prima di tornare a casa?

Qua a Genova si sta bene. Quanto è importante il clima per godere la vita! Come diversi sono i sentimenti quando si vedono montagne nere avvolte nelle nubi e quando le stesse nubi si vedono, invece, attraverso i tenui vapori azzurrini d’una splendida giornata! Il primo spettacolo, per un po’ di tempo può apparire triste, il secondo è tutta gaiezza e gioia di vivere.

Da Maria ero seduto di fianco a una signora, Lola, che dice che prima era un camallo del porto. Ma prima di cosa? Comunque affascinante… mi ha raccontato di quelle storie che era dai tempi del Beagle che non le sentivo. E mi ha dato un po’ di dritte sugli imbarchi. Sto decidendo. Pare che i brigantini non ci siano quasi più. Probabilmente opterò per un traghetto. Mi dicono che si sta comodi e che non dovrei patire il mal di mare. Lo spero, così portò studiare un po’ e riflettere. Ne ho bisogno.

Stai bene mia divagatrice e saluta neurone e globulo. Continuo a pensarli.

Sempre tuo,
Charles da iPhone

PS: buona la trippa, non l’avevo mai mangiata. Ah, dimenticavo, chi è Franco Mussida? Da Maria mi chiamavano così. Ho cercato di dirgli che non conoscevo quel signore, ma loro continuavano a dire “belin, l’è sputato. Dai, su, facci Bocca di Rosa”. Meno male che la sapevo e l’ho dedicata a Lola, ma non dirlo a Emma… Se vai da Maria dì che ti mando io e assaggia la trippa.

E così Charles è in partenza. Chissà se tornerà. La divagatrice questa sera guarderà Caro Diario, ché Charles ha ragione, tira su.

Ah, Mussida non devo spiegare chi è, vero?

continua?

inizia il viaggio

giovedì, febbraio 4th, 2010

Dear divagatrice,
ho letto sul tuo blog che sei preoccupata per me.
Sono in viaggio. D’altronde che cosa posso fare io se non viaggiare? L’altra volta, sul Beagle, ci sono finito quasi per caso. Questa volta no. L’ho deciso l’altra sera guardando Un posto al sole quando Franco Boschi ha detto a Niko che bisogna lottare per le proprie idee. Ecco, tutti quei libri che mi hai fatto leggere, prima gli americani con le loro idee spacciate per nuove ma che erano già vecchie quando c’ero io… pensavo di averle seppellite assieme al reverendo Paley e invece questi ritirano fuori la storia del Progettista Intelligente. Poi quel turco di Harun Yahya, che rabbia! E alla fine il vostro De Mattei… ma siamo matti? Diluvio universale? Adamo ed Eva? Ma nemmeno il vescovo Wilberforce era arrivato a tanto.
E allora mi sono fatto un po’ di volte il giro del tappeto per pensare (certo che potresti comprarti una casa più grande… alla fine mi girava la testa) e ho capito che l’unico modo per combatterli era rinascere, studiare e uscire.


Tranquilla qua sono tutti gentili. Sono andato giù da Horas a mangiare un kebab e uno dei suoi ragazzi mi ha accompagnato al treno. Sai che si sta molto meglio che sul Beagle? Ah, avessimo avuto allora la possibilità di viaggiare così comodi, avrei potuto lavorare anche a bordo.
Ti farò avere mie notizie al più presto. Un ragazzino qua di fianco mi spiegava che dovrei usare Twitter o Facebook. Valuterò e ti farò sapere.

Stai bene, mia cara divagatrice e saluta neurone e globulo. Li penso sempre.

Charles da iPhone

PS: Horas dice “dì a quella calabrese di venire a pagare il conto”. Poi, ho preso qualche libro di biologia molecolare dalla tua libreria per studiare un po’. E… se non trovi più la carta di credito non preoccuparti, ce l’ho io ;-) (interessante l’uso che fate delle faccine per esprimere le emozioni…)

Horas? iPhone? Facebook? Un posto al sole? Se ne stava lì zitto zitto e intando assorbiva tutto… anche la carta di credito, grrr. Se lo vedete ditegli che sto preparando un’accoglienza molto calorosa per il suo ritorno… naturalisti, ts’

continua…


chi l’ha visto? (Il viaggio di Charles Darwin)

mercoledì, febbraio 3rd, 2010

Charles Darwin è sparito. La divagatrice stava scrivendo un post su Avatar e all’improvviso s’è accorta che c’era qualcosa di diverso… mancavano quegli occhietti tristi e rassegnati che le hanno fatto compagnia nell’ultimo anno. L’ha cercato ovunque, nel frigo, nella doccia, nella dispensa, sotto il letto, ma nulla… sparito.

Ho trovato solo una foto.

Dove sta andando? Perché? Ha forse letto il commento di pac e si è reso conto di star gettando via la sua vita costretto a guardare programmi trash alla tv in compagnia di un neurone e di un globulo rosso? E’ andato a cercare Emma? Non ce la faceva più di tutti quei libri creazionisti che la divagatrice gli propinava e ha deciso di andare ad affrontarli di persona? L’hanno rapito? Chi?

La divagatrice è in attesa di notizie. Se lo vedete fermatelo e ditegli che gli compro una Emma non appena la fanno…

continua…

tempi duri per Charles Darwin

venerdì, gennaio 22nd, 2010

Molto tempo fa la divagatrice ha trovato il povero Charles Darwin impalato col baffo della tv. I divagatori, nel corso di una cena etilica, han deciso con quel gesto di rappresentare la versione italiana dell’attacco creazionista alla teoria dell’evoluzione (supportata qua da noi da una campagna mediatica notevole).

Poi è arrivato De Mattei con le sue idee strambe su Adamo ed Eva e sul Grand Canyon come prova evidente del diluvio universale. E, a dimostrazione del fatto che non può essere un caso, la divagatrice qualche sera fa tornando a casa, ha trovato cinque centimetri d’acqua sul pavimento e il povero Charles aggrappato a un cuscino completamente zuppo. Qui lo vediamo mentre gli vengono forniti i primi soccorsi…

E stamattina l’ho trovato lì sul suo tappeto che sfogliava il librone di Harun Yahya di cui abbiamo parlato ieri.

e mentre lo esaminava attentamente

non mi è sembrato felice…

forse continua…

mamma li turchi (in Svizzera). Intervista.

giovedì, gennaio 21st, 2010

Qualche giorno fa a Lugano sono comparsi dei manifesti creazionisti che il prode Attivissimo ha subito fotografato e messo online.
Il sito pubblicizzato sui manifesti è quello di Adnan Oktar, Harun Yahya per gli amici. Qua non ne abbiamo mai parlato, ma la divagatrice, su suggerimento dello stesso Attivissimo, è stata contattata dal quotidiano svizzero laRegione Ticino e ne è uscita questa intervista che vi incollo qua.

QUANDO L’EVOLUZIONISMO FA SPECIE
Sui manifesti anti-Darwin in Ticino parla l’esperta del Cicap: “L’evoluzionismo è provato dai fatti”.
Ci sono forse solo tre teorie che si sono guadagnate lo status di evidenza nel mondo scientifico: quella della Terra rotonda, il Big Bang e l’evoluzionismo. Persino il cattolicesimo e il protestantesimo, a cui la storia e le malelingue attribuiscono le maggiori reticenze e la peggiore arretratezza nell’accettare l’evidenza scientifica, le hanno qualificate come ipotesi da prendere in seria considerazione, dimostrando che non sono affatto in contrasto con la fede in Dio e con la verità biblica.
Eppure c’è chi non ci sta. E allora la Terra torna piatta, l’universo diventa immobile e i fossili vanno in cantina. Poco importano delle immagini satellitari del globo terracqueo, delle riprese dei telescopi e delle scoperte sulla parentela genetica fra le varie specie.

Le teorie alternative dilagano soprattutto su internet. C’è la Flat Earth Society , associazione dedita allo smascheramento della bufala della terra rotonda. Poi c’è chi si oppone con fermezza all’evoluzionismo, la teoria secondo cui tutte le specie animali e vegetali sono state plasmate da un processo di selezione naturale. Teoria proposta per la prima volta dal biologo inglese Charles Darwin nel 1859. Sono i creazionisti, che negli scorsi giorni hanno cominciato a far sentire la loro voce anche in Ticino grazie ad una campagna d’affissioni riconducibili a Harun Yahya – pseudonimo di Adnan Oktar -, personaggio di origine turca (vedi laRegionedi ieri).

«Inrealtà – spiega a ‘laRegione’ la biotecnologa e collaboratrice del Cicap (Centro italiano per le affermazioni sul paranormale) Beatrice Mautino – vi sono tantissimi tipi di creazionismo. Ad andare per la maggiore è quello nato in America: si tratta di un gruppo particolarmente organizzato che sta facendo sentire la sua influenza anche in Italia. C’è poi Adnan Oktar , il probabile autore dei manifesti apparsi da voi. È un creazionista di quelli “vecchio stile”, nel senso che le sue idee non ammettono nessun tipo di evoluzione: tutti gli esseri viventi sono stati creati come li vediamo oggi per intervento divino».

‘Alla turca’

Oktar è un personaggio che più volte ha dimostrato di avere importanti disponibilità finanziarie, facendo tradurre, stampare e inviare le sue opere a decine di migliaia di persone in Europa. Anche per gli esperti risulta però difficile capire chi sponsorizzi queste operazioni. «Ho fatto qualche ricerca, senza riuscire ad arrivare alle fonti – evidenzia Mautino -. Alcuni sostengono che possa essere finanziato da associazioni creazioniste americane, altri sostengono che siano coinvolte organizzazioni musulmane integraliste, che però hanno smentito. Lui sostiene di avere molti amici ricchi che credono nella causa e che gli donano cospicue somme». Tanti soldi per…? «Per tentare di fare da noi quanto hanno fatto in Turchia, dove, secondo un’inchiesta del magazine ‘Science’, meno del 20 per cento dà credito alle teorie darwiniste. Una situazione, quella turca, sicuramente dovuta anche all’incredibile campagna portata avanti da Oktar , il quale è supportato da forze economiche e politiche». Nel paese che si affaccia sul Bosforo la divulgazione creazionista sembrerebbe essere stata affiancata da campagne denigratorie nei confronti dei darwinisti: «Nei blog di alcuni studiosi turchi – rileva la nostra interlocutrice -si denunciano minacce e la messa in circolazione di false foto compromettenti». Nel Vecchio continente, Darwin se la passa ancora bene. Per ora. «In Italia oltre il 60 per cento degli intervistati da ‘Science’ ritiene l’evoluzione una teoria valida, mentre negli altri paesi il tasso è attorno al 70 per cento. In generale a credere al creazionismo non è più del 20 per cento delle persone». Insomma: Oktar vorrebbe far cambiare idea ai due terzi della popolazione europea. Un’impresa titanica. Non è eccessivo? «Secondo me ci credono davvero», replica Mautino.

Altra storia sembra essere il creazionismo Americano. «Negli Stati Uniti questo genere di movimenti è particolarmente forte e organizzato, tanto da cercare di inserirsi nei programmi scolastici. Siccome è proibito insegnare temi religiosi durante le ore di scienze, per aggirare l’ostacolo lo hanno mascherato da scienza, chiamandolo “Intelligent design”, disegno intelligente. Per ora senza troppo successo». Però, a ben guardare, anche il creazionismo è una teoria. Perché, dunque, dovrebbe avere meno valore dell’evoluzionismo? «La teoria scientifica non è un’ipotesi campata per aria, ma è una solida formulazione di un principio che si bassa su un certo numero di fatti. Gli indizi che supportano l’evoluzione sono tantissimi: si va dai primi studi sui fossili, fino alla moderna biologia molecolare. Analizzando il Dna delle varie specie, per esempio, è chiaro che esistono delle parentele fra esseri viventi. Si riesce pure a ricostruire alberi genealogici molto dettagliati e approfonditi. Le teorie creazioniste, invece, non si fondano su dei dati di fatto, si limitano piuttosto a rimarcare delle incongruenze che, secondo loro, esistono nell’evoluzionismo, spostando il discorso dalla realtà dei fatti a un piano dove non è possibile alcuna verifica sperimentale».

È pure vero che alcuni assunti di Darwin sono stati confutati dalla stessa scienza… «Certo. Ma Darwin aveva derivato la sua teoria dai dati che aveva raccolto. Intuizioni sostanzialmente corrette, con però diversi dettagli sbagliati. Dettagli che sono stati corretti nel corso dei decenni, portando così ad avere una teoria scientifica che nessuno scienziato si sente di mettere in dubbio. E non per una sorta di paura reverenziale, ma perché tutte le prove indicano che sta in piedi». Spesso però le ragioni a favore del creazionismo e contro l’evoluzione delle specie si rifanno ai testi sacri e a religioni monoteiste. La teoria di Darwin è davvero inconciliabile con la fede in un essere superiore? «No. Prova ne è il fatto che vi sono molti scienziati cattolici e altrettanti preti evoluzionisti». Uno fra tutti: il teologo gesuita Pierre Teilhard de Chardin, fra i più noti evoluzionisti del XX secolo.

PS: la divagatrice possiede il librone scritto da Yahya, gentilmente donatole da Riccardo Urigu, un professore di liceo che lo aveva ricevuto come migliaia di suoi colleghi. E’ un tomo 50×30 con carta patinata all’interno, fotografie spettacolari ad altissima definizione, scritte dorate in copertina e figurine animate (tipo quelle dei formaggini). Ah, dimenticavo, pesa 7 chili… giusto per dare l’idea dei costi di questa operazione.

e un altro Steve è andato…

mercoledì, gennaio 13th, 2010

Non so se sapete del Progetto Steve. E’ una cosa che gli americani del NCSE si sono inventati per rispondere ai creazionisti che dicevano di avere centinaia centinaia di scienziati dalla loro parte. Il succo del progetto è circa questo: se giochiamo a fare a chi ha la lista più lunga, vediamo un po’ quanti sono gli scienziati che supportano la teoria dell’evoluzione.

Ma visto che vincere così sarebbe stato troppo facile, all’NCSE han deciso di restringere il campo e limitare l’adesione ai soli scienziati che fanno Steve (o simili) di nome, in onore del grande Stephen Jay Gould.

E quindi se uno si chiama Steve, Stefano, Stefania, Etienne, ecc. può andare sul sito, iscriversi e entrare nel magico mondo degli Steve.

Inutile dire che la lista dei soli scienziati Steve supera di molto quella degli scienziati (con tutti i nomi) creazionisti, ma poco importa. Quello che importa davvero è che la divagatrice avrebbe voluto essere una di loro, avere la maglietta, ricevere le mail, essere citata nelle conferenze. Ma niente.  Mannaggia a Dante e alla Divina Commedia che le hanno impedito di realizzare il suo sogno…

Ma poi sono arrivati prima il prof. che un giorno le ha detto “ehi, ma io posso essere uno Steve” e qualche ora dopo era lo Steve #807 e poi il marinaio…

Poco prima di Natale una divagatrice priva del senso del pudore scriveva questa mail a Glenn Branch dell’NCSE:

Dear Glenn,
I’m an italian biologist working in the field of Science Communication. I have a request for you: I couldn’t be a Steve (divagatrice is in general a nice name, but,  unfortunately, not in this case…), but il marinaio could and I wish to make him an unusual gift for Christmas.
He has a PhD, works at the University of Genoa and, obviously, strongly supports evolution.
Is it possible to turn him into a Steve?

Branch deve aver pensato di trovarsi di fronte ad una malata di mente, ma ha risposto:

Dear divagatrice,
Thanks for your e-mail and your interest in Project Steve.
Since being listed as a Steve requires assent to the Steve statement, we can’t really add someone without his or her knowledge and consent.
But please feel free to urge him to get in touch and ask to be added to the list.

stevometro

E quindi il marinaio gli ha scritto (certo, la sorpresa è venuta meno, ma d’altronde è giusto così), ha aderito al progetto ed è lo Steve #1129 (lo vedete qua di fianco cliccando sullo Steveometro).

Chissà se per una sorta di proprietà transitiva dopo aver di fatto creato due Steve posso considerarmi un po’ Steve anche io…

un creazionista al CNR: la favola di Adamo ed Eva

giovedì, dicembre 24th, 2009

La vigilia di Natale della divagatrice è stata parzialmente rovinata da questo articolo pubblicato ieri su Repubblica. Di De Mattei abbiamo già raccontato. Il professore vicepresidente del CNR è un po’ permalosetto e le critiche non gli piacciono. L’altra volta ce l’aveva con l’articolo di Telmo Pievani su Micromega. Questa volta risponde a Odifreddi che lo accusa, sostanzialmente, di essere stato messo lì per continuare il lavoro sporco della Moratti.

Solo che De Mattei dice anche queste cose qui che fanno proprio arrabbiare:

«Trovo incredibilmente incoerente che ci si possa dichiarare cristiani ed evoluzionisti. E mi chiedo come uno scienziato su queste posizioni come Cabibbo possa presiedere la Pontifica accademia delle Scienze». Ma oggi la chiesa non ha più un atteggiamento di condanna verso le teorie darwiniane. Lei vorrebbe dare lezioni di coerenza anche alle gerarchie ecclesiastiche? «Senza dubbio in alcuni ambienti ecclesiastici c’ è un atteggiamento debole, come un senso di inferiorità verso certi ambienti intellettuali. E questo anche in posizioni di vertice. Certo non in Benedetto XVI che ha una posizione critica sulla teoria dell’ evoluzione. Esistono invece vescovi e teologi che la accettano, e sono gli stessi per esempio che sostengono che il libro della Genesi è una metafora e che non va preso alla lettera». Non sarà convinto che il mondo è stato creato in sette giorni? «Non, non dico questo. Credo però che Adamo ed Eva siano personaggi storici e siano i progenitori dell’ umanità. Credo che su evoluzionismo e fede religiosa nel mondo cattolico ci sia una grande confusione, su cui occorrerebbe discutere. Comunque tutto ciò non ha a che fare con i contenuti del libro e del seminario che erano prettamente scientifici.»

Comunque questa cosa mi fa venire in mente il figlio grande del prof. che sta facendo il catechismo ed avendo preso un po’ della pignoleria del padre si fa un sacco di domande. La signora Cuorcontento mi raccontava che qualche giorno fa dopo aver studiato a lungo il problema dei pani e dei pesci (“tutti questi pesci…”) se ne è uscito con un “ma io posso credere in Gesù senza credere ai miracoli?”.

A sette anni dimostra di essere molto più sveglio del vicepresidente del CNR e meno male che il catechismo glielo fa il mitico don Gallo che non ha paura di far parte di quel gruppo di ecclesiastici che sostiene “che il libro della Genesi è una metafora”…