Posts Tagged ‘creazionismo’

inizia il viaggio

giovedì, febbraio 4th, 2010

Dear divagatrice,
ho letto sul tuo blog che sei preoccupata per me.
Sono in viaggio. D’altronde che cosa posso fare io se non viaggiare? L’altra volta, sul Beagle, ci sono finito quasi per caso. Questa volta no. L’ho deciso l’altra sera guardando Un posto al sole quando Franco Boschi ha detto a Niko che bisogna lottare per le proprie idee. Ecco, tutti quei libri che mi hai fatto leggere, prima gli americani con le loro idee spacciate per nuove ma che erano già vecchie quando c’ero io… pensavo di averle seppellite assieme al reverendo Paley e invece questi ritirano fuori la storia del Progettista Intelligente. Poi quel turco di Harun Yahya, che rabbia! E alla fine il vostro De Mattei… ma siamo matti? Diluvio universale? Adamo ed Eva? Ma nemmeno il vescovo Wilberforce era arrivato a tanto.
E allora mi sono fatto un po’ di volte il giro del tappeto per pensare (certo che potresti comprarti una casa più grande… alla fine mi girava la testa) e ho capito che l’unico modo per combatterli era rinascere, studiare e uscire.


Tranquilla qua sono tutti gentili. Sono andato giù da Horas a mangiare un kebab e uno dei suoi ragazzi mi ha accompagnato al treno. Sai che si sta molto meglio che sul Beagle? Ah, avessimo avuto allora la possibilità di viaggiare così comodi, avrei potuto lavorare anche a bordo.
Ti farò avere mie notizie al più presto. Un ragazzino qua di fianco mi spiegava che dovrei usare Twitter o Facebook. Valuterò e ti farò sapere.

Stai bene, mia cara divagatrice e saluta neurone e globulo. Li penso sempre.

Charles da iPhone

PS: Horas dice “dì a quella calabrese di venire a pagare il conto”. Poi, ho preso qualche libro di biologia molecolare dalla tua libreria per studiare un po’. E… se non trovi più la carta di credito non preoccuparti, ce l’ho io ;-) (interessante l’uso che fate delle faccine per esprimere le emozioni…)

Horas? iPhone? Facebook? Un posto al sole? Se ne stava lì zitto zitto e intando assorbiva tutto… anche la carta di credito, grrr. Se lo vedete ditegli che sto preparando un’accoglienza molto calorosa per il suo ritorno… naturalisti, ts’

continua…


chi l’ha visto? (Il viaggio di Charles Darwin)

mercoledì, febbraio 3rd, 2010

Charles Darwin è sparito. La divagatrice stava scrivendo un post su Avatar e all’improvviso s’è accorta che c’era qualcosa di diverso… mancavano quegli occhietti tristi e rassegnati che le hanno fatto compagnia nell’ultimo anno. L’ha cercato ovunque, nel frigo, nella doccia, nella dispensa, sotto il letto, ma nulla… sparito.

Ho trovato solo una foto.

Dove sta andando? Perché? Ha forse letto il commento di pac e si è reso conto di star gettando via la sua vita costretto a guardare programmi trash alla tv in compagnia di un neurone e di un globulo rosso? E’ andato a cercare Emma? Non ce la faceva più di tutti quei libri creazionisti che la divagatrice gli propinava e ha deciso di andare ad affrontarli di persona? L’hanno rapito? Chi?

La divagatrice è in attesa di notizie. Se lo vedete fermatelo e ditegli che gli compro una Emma non appena la fanno…

continua…

tempi duri per Charles Darwin

venerdì, gennaio 22nd, 2010

Molto tempo fa la divagatrice ha trovato il povero Charles Darwin impalato col baffo della tv. I divagatori, nel corso di una cena etilica, han deciso con quel gesto di rappresentare la versione italiana dell’attacco creazionista alla teoria dell’evoluzione (supportata qua da noi da una campagna mediatica notevole).

Poi è arrivato De Mattei con le sue idee strambe su Adamo ed Eva e sul Grand Canyon come prova evidente del diluvio universale. E, a dimostrazione del fatto che non può essere un caso, la divagatrice qualche sera fa tornando a casa, ha trovato cinque centimetri d’acqua sul pavimento e il povero Charles aggrappato a un cuscino completamente zuppo. Qui lo vediamo mentre gli vengono forniti i primi soccorsi…

E stamattina l’ho trovato lì sul suo tappeto che sfogliava il librone di Harun Yahya di cui abbiamo parlato ieri.

e mentre lo esaminava attentamente

non mi è sembrato felice…

forse continua…

mamma li turchi (in Svizzera). Intervista.

giovedì, gennaio 21st, 2010

Qualche giorno fa a Lugano sono comparsi dei manifesti creazionisti che il prode Attivissimo ha subito fotografato e messo online.
Il sito pubblicizzato sui manifesti è quello di Adnan Oktar, Harun Yahya per gli amici. Qua non ne abbiamo mai parlato, ma la divagatrice, su suggerimento dello stesso Attivissimo, è stata contattata dal quotidiano svizzero laRegione Ticino e ne è uscita questa intervista che vi incollo qua.

QUANDO L’EVOLUZIONISMO FA SPECIE
Sui manifesti anti-Darwin in Ticino parla l’esperta del Cicap: “L’evoluzionismo è provato dai fatti”.
Ci sono forse solo tre teorie che si sono guadagnate lo status di evidenza nel mondo scientifico: quella della Terra rotonda, il Big Bang e l’evoluzionismo. Persino il cattolicesimo e il protestantesimo, a cui la storia e le malelingue attribuiscono le maggiori reticenze e la peggiore arretratezza nell’accettare l’evidenza scientifica, le hanno qualificate come ipotesi da prendere in seria considerazione, dimostrando che non sono affatto in contrasto con la fede in Dio e con la verità biblica.
Eppure c’è chi non ci sta. E allora la Terra torna piatta, l’universo diventa immobile e i fossili vanno in cantina. Poco importano delle immagini satellitari del globo terracqueo, delle riprese dei telescopi e delle scoperte sulla parentela genetica fra le varie specie.

Le teorie alternative dilagano soprattutto su internet. C’è la Flat Earth Society , associazione dedita allo smascheramento della bufala della terra rotonda. Poi c’è chi si oppone con fermezza all’evoluzionismo, la teoria secondo cui tutte le specie animali e vegetali sono state plasmate da un processo di selezione naturale. Teoria proposta per la prima volta dal biologo inglese Charles Darwin nel 1859. Sono i creazionisti, che negli scorsi giorni hanno cominciato a far sentire la loro voce anche in Ticino grazie ad una campagna d’affissioni riconducibili a Harun Yahya – pseudonimo di Adnan Oktar -, personaggio di origine turca (vedi laRegionedi ieri).

«Inrealtà – spiega a ‘laRegione’ la biotecnologa e collaboratrice del Cicap (Centro italiano per le affermazioni sul paranormale) Beatrice Mautino – vi sono tantissimi tipi di creazionismo. Ad andare per la maggiore è quello nato in America: si tratta di un gruppo particolarmente organizzato che sta facendo sentire la sua influenza anche in Italia. C’è poi Adnan Oktar , il probabile autore dei manifesti apparsi da voi. È un creazionista di quelli “vecchio stile”, nel senso che le sue idee non ammettono nessun tipo di evoluzione: tutti gli esseri viventi sono stati creati come li vediamo oggi per intervento divino».

‘Alla turca’

Oktar è un personaggio che più volte ha dimostrato di avere importanti disponibilità finanziarie, facendo tradurre, stampare e inviare le sue opere a decine di migliaia di persone in Europa. Anche per gli esperti risulta però difficile capire chi sponsorizzi queste operazioni. «Ho fatto qualche ricerca, senza riuscire ad arrivare alle fonti – evidenzia Mautino -. Alcuni sostengono che possa essere finanziato da associazioni creazioniste americane, altri sostengono che siano coinvolte organizzazioni musulmane integraliste, che però hanno smentito. Lui sostiene di avere molti amici ricchi che credono nella causa e che gli donano cospicue somme». Tanti soldi per…? «Per tentare di fare da noi quanto hanno fatto in Turchia, dove, secondo un’inchiesta del magazine ‘Science’, meno del 20 per cento dà credito alle teorie darwiniste. Una situazione, quella turca, sicuramente dovuta anche all’incredibile campagna portata avanti da Oktar , il quale è supportato da forze economiche e politiche». Nel paese che si affaccia sul Bosforo la divulgazione creazionista sembrerebbe essere stata affiancata da campagne denigratorie nei confronti dei darwinisti: «Nei blog di alcuni studiosi turchi – rileva la nostra interlocutrice -si denunciano minacce e la messa in circolazione di false foto compromettenti». Nel Vecchio continente, Darwin se la passa ancora bene. Per ora. «In Italia oltre il 60 per cento degli intervistati da ‘Science’ ritiene l’evoluzione una teoria valida, mentre negli altri paesi il tasso è attorno al 70 per cento. In generale a credere al creazionismo non è più del 20 per cento delle persone». Insomma: Oktar vorrebbe far cambiare idea ai due terzi della popolazione europea. Un’impresa titanica. Non è eccessivo? «Secondo me ci credono davvero», replica Mautino.

Altra storia sembra essere il creazionismo Americano. «Negli Stati Uniti questo genere di movimenti è particolarmente forte e organizzato, tanto da cercare di inserirsi nei programmi scolastici. Siccome è proibito insegnare temi religiosi durante le ore di scienze, per aggirare l’ostacolo lo hanno mascherato da scienza, chiamandolo “Intelligent design”, disegno intelligente. Per ora senza troppo successo». Però, a ben guardare, anche il creazionismo è una teoria. Perché, dunque, dovrebbe avere meno valore dell’evoluzionismo? «La teoria scientifica non è un’ipotesi campata per aria, ma è una solida formulazione di un principio che si bassa su un certo numero di fatti. Gli indizi che supportano l’evoluzione sono tantissimi: si va dai primi studi sui fossili, fino alla moderna biologia molecolare. Analizzando il Dna delle varie specie, per esempio, è chiaro che esistono delle parentele fra esseri viventi. Si riesce pure a ricostruire alberi genealogici molto dettagliati e approfonditi. Le teorie creazioniste, invece, non si fondano su dei dati di fatto, si limitano piuttosto a rimarcare delle incongruenze che, secondo loro, esistono nell’evoluzionismo, spostando il discorso dalla realtà dei fatti a un piano dove non è possibile alcuna verifica sperimentale».

È pure vero che alcuni assunti di Darwin sono stati confutati dalla stessa scienza… «Certo. Ma Darwin aveva derivato la sua teoria dai dati che aveva raccolto. Intuizioni sostanzialmente corrette, con però diversi dettagli sbagliati. Dettagli che sono stati corretti nel corso dei decenni, portando così ad avere una teoria scientifica che nessuno scienziato si sente di mettere in dubbio. E non per una sorta di paura reverenziale, ma perché tutte le prove indicano che sta in piedi». Spesso però le ragioni a favore del creazionismo e contro l’evoluzione delle specie si rifanno ai testi sacri e a religioni monoteiste. La teoria di Darwin è davvero inconciliabile con la fede in un essere superiore? «No. Prova ne è il fatto che vi sono molti scienziati cattolici e altrettanti preti evoluzionisti». Uno fra tutti: il teologo gesuita Pierre Teilhard de Chardin, fra i più noti evoluzionisti del XX secolo.

PS: la divagatrice possiede il librone scritto da Yahya, gentilmente donatole da Riccardo Urigu, un professore di liceo che lo aveva ricevuto come migliaia di suoi colleghi. E’ un tomo 50×30 con carta patinata all’interno, fotografie spettacolari ad altissima definizione, scritte dorate in copertina e figurine animate (tipo quelle dei formaggini). Ah, dimenticavo, pesa 7 chili… giusto per dare l’idea dei costi di questa operazione.

e un altro Steve è andato…

mercoledì, gennaio 13th, 2010

Non so se sapete del Progetto Steve. E’ una cosa che gli americani del NCSE si sono inventati per rispondere ai creazionisti che dicevano di avere centinaia centinaia di scienziati dalla loro parte. Il succo del progetto è circa questo: se giochiamo a fare a chi ha la lista più lunga, vediamo un po’ quanti sono gli scienziati che supportano la teoria dell’evoluzione.

Ma visto che vincere così sarebbe stato troppo facile, all’NCSE han deciso di restringere il campo e limitare l’adesione ai soli scienziati che fanno Steve (o simili) di nome, in onore del grande Stephen Jay Gould.

E quindi se uno si chiama Steve, Stefano, Stefania, Etienne, ecc. può andare sul sito, iscriversi e entrare nel magico mondo degli Steve.

Inutile dire che la lista dei soli scienziati Steve supera di molto quella degli scienziati (con tutti i nomi) creazionisti, ma poco importa. Quello che importa davvero è che la divagatrice avrebbe voluto essere una di loro, avere la maglietta, ricevere le mail, essere citata nelle conferenze. Ma niente.  Mannaggia a Dante e alla Divina Commedia che le hanno impedito di realizzare il suo sogno…

Ma poi sono arrivati prima il prof. che un giorno le ha detto “ehi, ma io posso essere uno Steve” e qualche ora dopo era lo Steve #807 e poi il marinaio…

Poco prima di Natale una divagatrice priva del senso del pudore scriveva questa mail a Glenn Branch dell’NCSE:

Dear Glenn,
I’m an italian biologist working in the field of Science Communication. I have a request for you: I couldn’t be a Steve (divagatrice is in general a nice name, but,  unfortunately, not in this case…), but il marinaio could and I wish to make him an unusual gift for Christmas.
He has a PhD, works at the University of Genoa and, obviously, strongly supports evolution.
Is it possible to turn him into a Steve?

Branch deve aver pensato di trovarsi di fronte ad una malata di mente, ma ha risposto:

Dear divagatrice,
Thanks for your e-mail and your interest in Project Steve.
Since being listed as a Steve requires assent to the Steve statement, we can’t really add someone without his or her knowledge and consent.
But please feel free to urge him to get in touch and ask to be added to the list.

stevometro

E quindi il marinaio gli ha scritto (certo, la sorpresa è venuta meno, ma d’altronde è giusto così), ha aderito al progetto ed è lo Steve #1129 (lo vedete qua di fianco cliccando sullo Steveometro).

Chissà se per una sorta di proprietà transitiva dopo aver di fatto creato due Steve posso considerarmi un po’ Steve anche io…

un creazionista al CNR: la favola di Adamo ed Eva

giovedì, dicembre 24th, 2009

La vigilia di Natale della divagatrice è stata parzialmente rovinata da questo articolo pubblicato ieri su Repubblica. Di De Mattei abbiamo già raccontato. Il professore vicepresidente del CNR è un po’ permalosetto e le critiche non gli piacciono. L’altra volta ce l’aveva con l’articolo di Telmo Pievani su Micromega. Questa volta risponde a Odifreddi che lo accusa, sostanzialmente, di essere stato messo lì per continuare il lavoro sporco della Moratti.

Solo che De Mattei dice anche queste cose qui che fanno proprio arrabbiare:

«Trovo incredibilmente incoerente che ci si possa dichiarare cristiani ed evoluzionisti. E mi chiedo come uno scienziato su queste posizioni come Cabibbo possa presiedere la Pontifica accademia delle Scienze». Ma oggi la chiesa non ha più un atteggiamento di condanna verso le teorie darwiniane. Lei vorrebbe dare lezioni di coerenza anche alle gerarchie ecclesiastiche? «Senza dubbio in alcuni ambienti ecclesiastici c’ è un atteggiamento debole, come un senso di inferiorità verso certi ambienti intellettuali. E questo anche in posizioni di vertice. Certo non in Benedetto XVI che ha una posizione critica sulla teoria dell’ evoluzione. Esistono invece vescovi e teologi che la accettano, e sono gli stessi per esempio che sostengono che il libro della Genesi è una metafora e che non va preso alla lettera». Non sarà convinto che il mondo è stato creato in sette giorni? «Non, non dico questo. Credo però che Adamo ed Eva siano personaggi storici e siano i progenitori dell’ umanità. Credo che su evoluzionismo e fede religiosa nel mondo cattolico ci sia una grande confusione, su cui occorrerebbe discutere. Comunque tutto ciò non ha a che fare con i contenuti del libro e del seminario che erano prettamente scientifici.»

Comunque questa cosa mi fa venire in mente il figlio grande del prof. che sta facendo il catechismo ed avendo preso un po’ della pignoleria del padre si fa un sacco di domande. La signora Cuorcontento mi raccontava che qualche giorno fa dopo aver studiato a lungo il problema dei pani e dei pesci (“tutti questi pesci…”) se ne è uscito con un “ma io posso credere in Gesù senza credere ai miracoli?”.

A sette anni dimostra di essere molto più sveglio del vicepresidente del CNR e meno male che il catechismo glielo fa il mitico don Gallo che non ha paura di far parte di quel gruppo di ecclesiastici che sostiene “che il libro della Genesi è una metafora”…

un creazionista al CNR: quando si dice epurazione

lunedì, novembre 30th, 2009

«Piccolo quiz per i nostri lettori.
Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi è il nuovo libro di:

a. Michael Behe, biochimico colonna portante dell’Intelligent Design americano;
b. Roberto de Mattei, vicepresidente del CNR;
c. Joseph Ratzinger, Papa Benedetto XVI.

    Se avete risposto “a” o “c” dando per scontato che nei quiz c’è sempre una risposta palesemente sbagliata e “il vicepresidente del CNR non può essere creazionista” avete sbagliato.»

    Questo è l’incipit di un pezzo che la divagatrice ha scritto per il numero di Scienza&Paranormale in stampa in questi giorni e che racconta la lunga storia dell’approdo di un creazionista al CNR.

    Riassumendo in due righe, a febbraio il CNR ha ospitato un convegno creazionista, organizzato da De Mattei.

    Gli ospiti internazionali erano alquanto imbarazzanti (qui la loro esilarante descrizione) e le tesi di fondo sempre le stesse, già sentite mille volte e sulle quali non si dovrebbe più nemmeno tornare.

    Gli atti di quel convegno sono diventati un libro, curato da De Mattei e uscito in queste settimane. Ne hanno parlato in tanti: l’Oca Sapiens, Spaghetto Volante, Leucophea, Telmo Pievani su Micromega, Marco Cattaneo su Le Scienze e Gravità Zero e in tanti hanno iniziato a protestare.

    De Mattei oggi se ne è accorto è ha scritto un piccato commento sul Giornale nel quale attacca Pievani e tutti i “fanatici dell’evoluzionismo” che oltre ad essere tutti marxisti (si sa che la mamma dei marxisti è sempre in cinta) parlano senza conoscere l’argomento, ripetendo grossomodo le stesse tesi del convegno e del libro.

    E piazza nel finale un appello affinchè lui e quelli come lui non vengano epurati… Ecco, De Mattei sarà anche vittima del complotto degli scienziati atei e materialisti, però intanto il vicepresidente del CNR è lui. Così come Giacobbo è vicedirettore di RaiDue. Così come il convegno creazionista è stato ospitato dal CNR e Voyager ha il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali.

    Ora, non mi sembra che ci sia tutta questa discriminazione nei confronti della fuffa. No?

    rimettendo Darwin al suo posto nel mondo

    giovedì, marzo 26th, 2009

    compagno darwinIeri la divagatrice è stata chiamata dalla Radiotelevisione Svizzera per una consulenza. Si parlava di Darwin, di teoria dell’evoluzione e di avanzata del creazionismo.
    Mentre cercava di trovare il punto da sintetizzare in una frase che fosse sufficientemente radiofonica ha ripensato agli ultimi anni e a Biutiful. Vi ricordate della vicenda del piccolo Jack e della fecondazione eterologa? Ecco, con Darwin probabilmente è lo stesso.
    Quando sono arrivate le prime avvisaglie del creazionismo anche in Italia tutti si sono stupiti. La teoria dell’evoluzione, per quanto nella scienza nulla sia definitivo, è abbastanza come la legge della relatività di Einstein. Un qualcosa di consolidato. Non si capiva il perchè di tanto accanimento improvviso e quindi tutti giù a rispondere agli attacchi. Anche la divagatrice. I creazionisti (dichiarati o no) attaccano e noi rispondiamo, punto per punto. Non gliela daremo vinta! Un po’ come se guardando Biutiful ci si attaccasse a ogni singolo dettaglio sbagliato per rispondere. Battaglia senza fine col risultato di fare la figura dei pirla che se la prendono per niente.

    E quindi? Come fare? Perchè se la prendono con il povero Darwin? Cosa c’è dietro?

    Capita, quando ci si affeziona ad un argomento di perdere la visione d’insieme e di iniziare a diventare sospettosi e pensare ai complotti. Anche la divagatrice per un po’ è stata complottista. Ma poi son successe due cose: ha ripreso in mano i dati di un lavoro che aveva fatto un paio di anni fa sulla distribuzione di articoli che parlassero di Darwin sui quotidiani nazionali e ha letto il libro Compagno Darwin (Sironi, 2009).

    Quei dati dicevano che tra il 1998 (inizio dell’indagine) e il 2004 praticamente nessun giornale parlava di Darwin. Dal 2004 in avanti c’è stata una lenta progressione per arrivare ad un picco nel 2005, subito dopo il referendum sulla fecondazione assistita. E da quel picco, il buon vecchio Charles è stato costantemente fra i protagonisti delle cronache.

    Però, ritrovando una visione d’insieme, quel che ne esce è una sorta di presenza costante degli argomenti scientifici nei vari mezzi di informazione. La scienza sta diventando sempre più presente nella vita di tutti noi. Ci viene chiesto di prendere decisioni, di votare e spesso l’agenda politica la si fa sulla base di argomenti di tipo scientifico (pensiamo ai dibattiti sul clima, sulle energie alternative, sul testametno biologico). Ne parlano esponenti politici, personaggi televisivi, opinion leader, ecc.

    Ieri rileggeva le conclusioni di Compagno Darwin e alla fine la tesi degli autori è un po’ questa. C’è poco da fare. Se la scienza diventa in qualche modo importante per la società è inevitabile che se ne parli e spesso se ne parla male, perdendo di vista il punto, cambiando le carte in gioco, adattandola alle esigenze del momento, tirandola per la giacchetta da una parte e dall’altra. E vale per il testamento biologico come per Darwin.

    Ci si può scontrare e portare avanti una battaglia all’ultima risposta, oppure fare come con Biutiful… prendere atto che è così, che si viene distorti, fraintesi, strumentalizzati e adattati al copione e trovare il modo di sfruttare questa cosa per cercare di creare un minimo di consapevolezza.

    Adesso la domanda è… come fare?

    - alla fine poi non è intervenuta in trasmissione, ma la puntata è stata molto bella (lo stesso…;)). La trovate qui in streaming -

    e forse anche il piccione

    giovedì, febbraio 26th, 2009

    Che cosa accomuna Povia, l’Intelligent Design e il testamento biologico?
    C’è poco da fare. Passo il tempo a cercare cose intelligenti da scrivere qua sul blog. Mi piacerebbe fare come quelli che citano Kuhn e Imre Lakatos con la naturalezza con cui si parla, chessò, di chi ha vinto Sanremo… ma alla fine riesco a trovare interesse solo per le divagazioni nazionalpopolari. Una volta un professore di quelli veri, di fronte alla mia richiesta di soldi e spazi, mi ha detto “forse qualcosa, per quelle cose basse che piacciono a te, è rimasta…”.

    Ecco.
    Ieri sera il Professor Cuorcontento mi ha riportata alle mie cose basse suggerendomi un parallelismo tra i creazionisti (sempre loro, lo so, sono quasi monotematica) e Povia.
    Mentre nelle serate del Festival ascoltavo la canzone incriminata e leggevo i commenti sui vari blog c’era qualcosa di strano che non mi tornava. Perchè tutto ’sto casino se quello è solo il racconto di una storia? Un caso fra tanti, che da un punto di vista statistico non vuol dire nulla. Povia non ha detto “tutti quelli che eran gay adesso stan con lei“. Povia parla di Luca, un Luca qualsiasi tra milioni di Luca nel mondo. Un Luca che ha avuto un’infanzia difficile, un padre alcolizzato e assente e una madre opprimente. Luca trova un uomo che gli fa battere il cuore. Ma Luca non è sereno, la loro diventa una relazione puramente fisica, i due si tradiscono e Luca pensa al padre, pensa alla madre e soffre. Soffre fino a quando ad una festa incontra lei, la sposa, ci fa un figlio, perdona i genitori e trova la serenità. Nessuna malattia, nessuna guarigione. Solo la vita che ti porta a incontrare persone da amare e persone che credi di amare e invece non ami.

    Ma allora perchè quando la sento provo disagio? Perchè Grillini s’è incazzato e Benigni gli ha dedicato il gran finale del suo monologo?

    Poi ho capito.
    L’altra sera a Porta a Porta, stuzzicato da un Vespa come sempre eccitato dalle polemiche, il nostro ha commentato la lettera di Wilde (recitata da Benigni) come bellissima, “anche se si dice che la madre di Oscar Wilde volesse una bambina e lo vestisse da femmina“.

    Tutto chiaro. Per Povia, omosessuali si diventa, soprattutto se ti capita un padre alcolizzato e assente e una madre opprimente. Non si guarisce perchè non è una malattia, ma si può cambiare perchè in fondo quella non è il modo giusto di far le cose. Luca ci è riuscito e adesso è sereno. Anche Povia ci è riuscito e adesso è sereno. Ma Povia non le dice apertamente le cose. Se l’avesse fatto non sarebbe potuto andare a Sanremo (forse). Fa una cosa diversa, che è poi quel che fanno i creazionisti.

    In due parole: strategia del cuneo (ne avevamo parlato qui).
    Sfrutto il pensiero comune, magari non detto, che l’omosessualità sia una roba che ti viene e che i rapporti omosessuali siano un po’ malati e alla fine ti ho detto quello che volevi sentirti dire, ma sono inattaccabile perchè ho fatto solo un esempio. Anzi, se mi attacchi fai tu la figura di quello che se la prende per niente. Non ti dico che tutti i gay sono gay perchè hanno un padre alcolizzato e assente e una madre opprimente, però a Luca è capitato così. Non ti dico che l’omosessualità è una malattia, ci mancherebbe, si può essere felici anche così. Però si può cambiare. Luca ci è riuscito e anche io ci son riuscito. Non ti dico che quelle omosessuali son relazioni di solo sesso, ma a Luca è capitato così, mentre adesso ama lei.
    E via così a botte di frasette, battutine, insinuazioni e alla fine quel che passa è che c’è poco da fare, diventi gay se mamma ti vestiva da femmina e/o se papà di picchiava e alla fine, fa’ quel che vuoi, se vuoi rimanere così rimanici, ma sappi che la serenità è un’altra cosa.

    La strategia del cuneo è uno strumento invincibile e ultimamente va per la maggiore. E se ci pensate gli esempi anche nelle cronache di queste settimane sono moltissimi. I dubbi insinuati sulla reversibilità di certe condizioni patologiche facendo saltare fuori il miracolato di turno (che magari non c’entra, magari non era uno stato vegetativo permanente, ma un qualcosa di diverso, ma non importa); i dubbi insinuati sulla voglia di liberarsi di una persona malata perchè non ce la si fa più “dopo tanti anni è comprensibile“, i dubbi su una volontà espressa molti anni fa e che potrebbe essere cambiata nel frattempo perchè “c’è un caso di una signora in Francia che aveva fatto testamento biologico e adesso l’ha stracciato“… e così via, senza preoccuparsi troppo che le affermazioni abbiano un fondamento. Quel che importa è il dubbio, perchè ogni dubbio è un cuneo e un cuneo alla volta il muro prima scricchiola e poi crolla.

    E funziona.

    tassisti creazionisti

    martedì, febbraio 17th, 2009

    Ebbene sì. Una mia amica mi ha detto che suo marito le ha detto che un amico gli ha detto che ci sarebbe un movimento di tassisti creazionisti. Sarà vero? La premessa effettivamente è quella delle migliori leggende metropolitane, però intanto da quando mi è stato riferito non ci dormo la notte.

    guerra del pesce
    I fatti.

    Uno dei simboli cristiani per eccellenza è il pesce stilizzato. Il motivo a grandi linee (qui su wikipedia una trattazione un po’ più completa) è che la parola “pesce” in greco (ICTYS) è stata utilizzata dai cristiani perseguitati come acronimo della frase “Iesous Christos Theou Yios Soter“, che tradotto viene “Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore“. La leggenda narra che quando due cristiani si incontrassero uno tracciava una linea curva per terra e l’altro completava la figura del pesce con una linea analoga. Poi ovviamente c’è la simbologia dei pani e dei pesci e ci sono un certo numero di altri motivi che non sto qui a raccontarvi.
    Da qualche anno, soprattutto in America, il simbolo del pesce è stato utilizzato dai creazionisti come segno identificativo con conseguente proliferazione di gadget: ciondoli, adesivi da macchina e calamite da frigorifero.

    Il fronte evoluzionista (anche qui, soprattutto americano) ha fatto partire una campagna simile con quello che viene definito il Darwin Fish, un pesciolino, simile a quello cristiano, con le zampette a significare il passaggio evolutivo da pesci a tetrapodi (e del quale abbiam parlato qualche tempo fa qua). E quindi via di ciondoli, adesivi da macchina e calamite da frigorifero del pesce in evoluzione, con quella che qui definiscono una Guerra del Pesce (anche un po’ esagerando).

    Ora, qua in Italia non mi è mai capitato di vedere adesivi simili sulle macchine. Ma la mia amica mi ha appunto detto che suo marito le ha detto che il suo amico gli ha detto di aver avvistato un certo numero di taxi con simbolo del pesce.
    Prima domanda con richiesta di indagine allegata: sarà vero? Aggiratevi con i cellulari alla mano a fotografare gli eventuali taxi creazionisti.
    Seconda domanda (che forse dovrebbe precedere la prima): c’è un motivo che mi sfugge e che lega il simbolo del pesce a qualche altra cosa un po’ meno “biblica”? Chessò, la pubblicità di qualcosa…
    Terza domanda: perchè diavolo un tassista dovrebbe essere creazionista?