non posso dire di essere una tua fan, ma vengo a sentire le tue conferenze sempre con piacere. Non ho mai letto i tuoi libri, ma il chimico, quando bazzicava da queste parti, me ne leggeva ampi stralci e trovavo il tutto molto romantico.
Adesso, ogni sera ascolto il tuo “Buon compeanno Darwin” su Radio2. Mi piace il tuo stile, riesci a raccontare le storie e questo è lodevole. E da divagatrice non posso non apprezzare le tue numerose divagazioni che permettono di agganciare Darwin all’attualità. Mi piace anche la collocazione nel palinsesto, inusuale per un programma che parla in qualche modo di scienza e che permette di raggiungere un “bacino d’utenza” nuovo.
Ma ti devo chiedere un grosso favore. Un favore personale, anche se non ci conosciamo direttamente: il plurale di specie è specie e non speci.
Lo so, è una sciocchezza e ci sono cose più importanti delle quali discutere e per le quali fare appelli. So anche che in passato si usava il plurale come lo usi tu (e sei in buona compagnia, Italo Svevo parlava di evoluzione delle speci), ma cerca di capirmi… sono un’appassionata di evoluzione, mi occupo di comunicazione della scienza e ogni volta che sento dire “speci” mi viene una sincope e non credo mi faccia bene.
PGO, fallo per me.
la divagatrice

