Il marinaio è salpato per le Americhe qualche settimana fa e la divagatrice che è maledettamente affascinata dalle americanate lo tempesta di richieste. Vi ricordate i suggerimenti per i regali di Natale geek? Ecco, là hanno cose che noi italiani non possiamo nemmeno immaginare.
No, niente navi da combattimento al largo dei bastioni di Orione, né raggi B vicino alle porte di Tannhäuser, ma meraviglie di ogni genere, soprattutto culinario. Da qui a Natale daremo di nuovo un po’ di consigli per gli acquisti, ma essendo oggi il Thanksgiving iniziamo con il tacchino.
Tutti abbiamo l’immagine delle famiglie da telefilm, chessò i Bradford o i Robinson, con sedici figli nonni, bisnonni e amici soli o bisognosi, che si riuniscono tutti attorno al tacchino preparato dalla mamma e dalle nonne.
Ora, pare che quell’immagine lì non sia poi così reale e diffusa. Wired pubblica oggi un articolo sulla lavorazione dei cibi tipici del Ringraziamento e il marinaio sarà felice di sapere che oggi mangerà tacchino al paraflu e essenza di patate al forno.
Sì, perchè il tacchino fresco è praticamente introvabile nelle città. Lo si trova congelato e poi, al limite, scongelato e il processo di congelamento è molto simmile a quello che la divagatrice usava in laboratorio con le cellule o i tessuti: raffreddamento lento in un “freezer per tacchini” in presenza di un anticongelante… sì, tipo quello che si mette nelle automobili d’inverno. L’anticongelante ha il ruolo di evitare che si formino cristalli di ghiaccio che danneggerebbero le cellule una volta scongelate o, nel caso del tacchino, andrebbero ad alterarne le proprietà organolettiche.
L’altra meraviglia è quella delle patate. Tutti conosciamo, direttamente o indirettamente, il purè di patate in busta. Nell’articolo potete leggere come si ottengono i fiocchi disidratati che poi in soli 5 minuti formano un purè “praticamente identico” a quello fatto in casa. Ma la cosa che ha lasciato la divagatrice a bocca aperta è il processo di produzione delle baked potatos, quelle cotte al forno con la buccia.
Normalmente uno cosa fa? Prende una patata, la lava e poi la mette in forno per un tempo che dipende dalle dimensioni della patata. Si possono apportare modifiche personali al processo (ad esempio la divagatrice le avvolge nell’alluminio e le fa al cartoccio), ma appunto il procedimento di base è lo stesso.
Ma le baked potatoes che sono vendute precotte non sono fatte così. Si prende una patata, la si smonta, i vari pezzi vengono processati singolarmente e dopo la si rimonta. Ad esempio, la buccia, viene cotta da sola nel forno, e poi i vari pezzi vengono mescolati assieme a acqua, fecola e pasta di patate per creare una sorta di buccia-pellicola che verrà usata per avvolgere l’interno. E l’interno non è una patata sbucciata, ma un agglomerato di fiocchi disidratati e reidratati.
Insomma, sa di patata al forno, sembra a tutti gli effetti una patata al forno, ma non è una patata al forno, anche se poi di fatto lo è… l’essenza stessa della patata al forno. Meraviglia.
Happy Thanksgiving e alla prossima, prima che quei momenti vengano perduti nel tempo… come lacrime nella pioggia.
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