Me la sono cavata. Sono sopravvissuta al convegno del CICAP, senza wow a profusione, né incidenti o episodi troppo imbarazzanti e ho anche vinto il premio al relatore meglio vestito (in foto e… no, non è Che Guevara. E’ uno scimmione e c’è scritto “viva la evolucion”) (è sparito il link. La foto la trovate nel blog di Paolo).
Certo che il Piero è proprio un mito vivente. Non ce n’è. Mentre era lì seduto di fianco a me che raccontava aneddoti, che ci diceva dell’importanza dell’attività di controllo che il CICAP svolge da ormai vent’anni, che invitava i presenti ad associarsi e a collaborare attivamente, la gente lo guardava adorante e anche se non ho i dati alla mano son sicura che quell’appello è stato raccolto da molti.
Che cos’è che rende Piero Angela “Piero Angela”? Che cos’è che ci fa dire wow quando lo vediamo?
Non è semplice notorietà e non è nemmeno una questione di essere dello stesso giro o di vederlo come un punto di riferimento. Io ero in adorazione, ma lo erano anche altri relatori ben più scafati della sottoscritta, o il pizzaiolo o la gente che incontravamo in giro.
In un periodo di sfiducia nella scienza e di sfiducia nei giornalisti, lui giornalista scientifico riesce a trasmettere fiducia. Le persone gli chiedono consigli e lo associano immediatamente alla correttezza. Ed è confortante. Ok, nessuno di noi potrà mai nemmeno provare ad eguagliarlo, la comunicazione della scienza è cambiata moltissimo negli ultimi anni e gli esperti ci dicono che il modello Piero Angela è superato, ma sapere che un po’ di fiducia c’è ancora aiuta a trovare le forze per continuare a lavorare. Figo.
Per il resto il convegno è stato molto piacevole ed interessante. Il CICAP sta cambiando parecchio e si sta sforzando di entrare in questo mondo fatto di social networking, di pseudoscienze che soppiantano le credenze classiche, di bufale elettroniche e di complottismi.
E, per la gioia della sottoscritta, fanatica di partecipazione, in primavera qua a Torino si terrano gli stati generali del CICAP, una specie di BarCamp nel quale tutti i soci avranno lo stesso peso (dal semplice abbonato alla rivista al mitico Piero) e potranno dire la loro su quel che piace e non piace del comitato. E si cercheranno di gettare le basi per quello che sarà il cicap del futuro. La risposta migliore alle accuse di dogmatismo e chiusura mentale.
Ne parleremo diffusamente qui non appena avremo stabilito date e luoghi.
Nel frattempo, i primi post sul convegno da Massimo e Paolo e qui l’appello del Piero.
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