Archive for settembre, 2008

l’invasione dei microbi giganti… di peluche

martedì, settembre 30th, 2008

neurone di peloucheStanchi dei soliti peluche? Non ne potete più di ricevere cuori con le braccia, coniglietti e  paperotti con occhi sognanti? Provate con i microbi!

Da qualche giorno sono la orgogliosa proprietaria di un neurone (in foto) e di un globulo rosso di peluche, in onore del mio passato da (neuro)biologa. C’è questa ditta, la Giant Microbes, che produce solo ed esclusivamente peluche di esseri microscopici, dalle cellule del nostro corpo fino ad arrivare all’ebola.

E son fatti bene, fedeli alle immagini al microscopio elettronico, ricchi di particolari (il neurone ha anche i nodi di Ranvier! Li vedete?) e ovviamente, essendo dei peluche, hanno qualche  particolare che li rende “carini”, tipo gli occhietti o il fiocchetto rosso appuntato sul capside (il virus dell’HIV) o un pellicciotto muccato (il prione della mucca pazza…).

Sembra una roba da geek e effettivamente lo è… ho fatto l’errore di parlarne con qualche collega e adesso Federico vuol comprarne una batteria completa da mettere nella culla dell’erede in arrivo, Stefano vuole assolutamente una salmonella da appendere, forse, come amuleto in cucina e mia sorella, scrittrice un po’ dark, non vede l’ora di poter abbracciare peste e ebola.

Sono in mezzo a noi…

in cosa credono gli scienziati?

martedì, settembre 30th, 2008

torino spiritualitàSopravvissuta alla Notte del Ricercatore, nonostante nessuno sia venuto in soccorso con mojiti o brodini caldi (me ne ricorderò…), domenica sono andata in giro per libri e conferenze e, in una bellissima piazza Carignano al tramonto, ho sentito un paio d’ore di discussione sull’ultimo libro di Chiaberge, La variabile di Dio – In cosa credono gli Scienziati? (Longanesi, appena uscito, 21 euri)

Gli scienziati possono essere credenti?

Nel libro ne discutono padre Coyne, il gesuita astronomo già direttore della Specola Vaticana messo in pensione nel 2006 in seguito alle sue critiche aspre nei confronti delle dichiarazioni creazioniste del cardinale Schonborn e Arno Penzias, Nobel per la Fisica, ebreo non praticante. Mentre a parlarne in piazza c’erano Odifreddi, il matematico impertinente che ormai gira con frotte di fan accaniti che lo seguono come ai concerti dei Nomadi, Alberto Melloni, storico delle religioni molto critico nei confronti di Odifreddi e Ugo Volli, semiologo, che se ne stava un po’ sopra le parti.

Discussione interessante che Odifreddi, che ne aveva già parlato sulla Stampa quella mattina, ha poi deviato sulla critica alle ingerenze del Vaticano (da Darwin alla fecondazione assistita). E quindi mi è rimasta la curiosità di sapere come va a finire… sarà  possibile conciliare fede e scienza? Come si fa? Si separano i mondi?

Se qualcuno l’ha letto e ne vuol parlare qui è il benvenuto. Io lo leggerò presto.

la notte dei ricercatori e gli incubatori

lunedì, settembre 22nd, 2008

Il tempo passa, i lavori si accumulano e non si riesce a star dietro a tutto… tra Notti in arrivo, vecchi laboratori che si ripropongono, convegni che incombono, libri da finire e nuovi master da preparare, non si ha più il tempo di scrivere qua. Mannaggia.

Comunque, andiamo con ordine e partiamo dall’evento più vicino.

notte ricercatori

Chi volesse incontrare fisicamente i divagatori (o anche solo vedere da vicino uno scienziato, o anche solo passare il tempo in maniera diversa dal solito tra un bianco al Caffè Elena e un mojito alla Drogheria) può recarsi venerdì 26 settembre in piazza Vittorio a Torino, dove si svolge la gloriosa Notte dei ricercatori (il programma torinese qui).

Noi saremo là nello stand degli Incubatori di Università e Politecnico a cercare di dare l’idea di cosa si fa in un incubatore, anzi, in due incubatori, che preparano al mondo più di cento aziende (una decina all’Università e una novantina al Poli). E questa cosa degli incubatori è potenzialmente una figata. Pensate di essere un giovane scienziato che durante la tesi o il dottorato capisce che non vuole far ricerca in università, ma non vuole nemmeno finire a fare il dipendente in una qualche industria, vuole mantenere la sua libertà senza avere un cappello, un’affiliazione, un’imbragatura troppo stretta… insomma, vuol mettere su un’impresa. Ecco, capita a molti, scienziati che vogliono aprire una startup, letterati (come la sorella della divagatrice) che vogliono mettere su un’impresa di produzione, scienziati che vogliono fare impresa di divagazione, ecc.

Per tutti questi (o per parte di questi) c’è l’incubatore che ti dà uno spazio per un tot di anni, che ti fa la consulenza economica e commerciale, che ti aiuta a pianificare le tue mosse e a evitare che tu fallisca ancora prima di aprire. Nel periodo di incubazione, tu, aspirante imprenditore, devi solo pensare a sviluppare le tue idee e nel frattempo imparare a camminare con le tue gambe.

Bellissimo.

Ovviamente i problemi ci sono. Delle cento imprese, quelle che davvero sono pensate in questo senso, sono poche. Molte sono le classiche coperture che tutti conosciamo per spillare soldi alla comunità europea, le classiche vie di fuga per post-doc da piazzare, ecc. Però qualcuna vera che prova a farsi strada da sola c’è e di quelle cercheremo di parlare noi.

Se vi interessa venite a trovarci e… portateci un mojito.

In diretta dal CERN

mercoledì, settembre 10th, 2008

L’evento di questi giorni al CERN è da manuale. Grosso esperimento carico di aspettative, quantità inimmaginabili di soldi spesi, rivalità tra centri di ricerca, catastrofismi e un ufficio stampa che sta lavorando alla grande.

L’altra sera in birreria ci chiedevamo come sia possibile che la gente creda davvero che degli scienziati possano pensare ad un esperimento che potrebbe far sparire il mondo. E, se anche questi scienziati fossero davvero matti completi, come è possibile che ottengano i soldi per metterlo in pratica? Dovrebbero essere matti gli scienziati, matte le istituzioni, matti noi che eleggiamo le istituzioni, ecc…

A noi, con qualche birra in corpo, sembrava che questa dimotrazione alla buona potesse allontanare ogni paura da fine del mondo, ma se la gente davvero ha pensato, anche solo per un attimo, che le uscite dei catastrofisti potessero essere vere, allora bisogna farsi qualche domanda in più sulla percezione pubblica di scienza e scienziati.

Se ne parlerà a lungo e cercheremo di parlarne anche qui.

Per il momento, seguite la diretta di quel che succede sul blog di Marco, che al CERN ci lavora (per la precisione ad Atlas) e che una sera di qualche anno fa mi aveva spiegato come funzionano LHC, Atlas, Alice e compagnia bella usando metafore degne del miglior comunicatore scientifico.

bufale: Attivissimo a Torino

giovedì, settembre 4th, 2008

Via CICAP Piemonte

Voci, bufale e leggende metropolitane – Paolo Attivissimo
6 settembre 2008, ore 21 Mausoleo della Bela Rosin
Strada Castello di Mirafiori 0 – Torino

Chi di noi non ha mai ricevuto qualche mail che proponeva metodi infallibili per far scendere il prezzo dei carburanti, denunciava l’allevamento di gattini bonsai o la presenza di micidiali composti chimici all’interno dello shampoo? Quante volte abbiamo sentito parlare di complotti governativi mirati a nascondere lo sbarco degli UFO sulla Terra, il fatto che nessun astronauta sia mai stato sulla
Luna, e così via?

Nell’ambito del ciclo di conferenze “Mysteri al Mausoleo”, il gruppo CICAP Piemonte propone la conferenza “Voci, bufale e leggende metropolitane”, a cura di Paolo Attivissimo, giornalista e divulgatore informatico, che presenterà agli intervenuti i risultati di alcune delle sue molte e interessanti ricerche.

Attivissimo è giornalista informatico e “cacciatore di bufale”. Esperto di leggende metropolitane, frodi informatiche e teorie del complotto (11 settembre e sbarco sulla Luna).

Ci si vede là.

creazionismo fai da te

mercoledì, settembre 3rd, 2008

A proposito della vice di McCain…

Via Mauro Biani (grazie Mariano)

vignetta mauro biani

di elettroencefalogrammi e cunei

mercoledì, settembre 3rd, 2008

Al brucio, di ritorno dalle vacanze.

Sull’Osservatore Romano di questi giorni un fondo ha fatto e farà parlare. Se ne scrive su Repubblica, Corriere, Stampa e Unità (e qui anche i video di Radio Capital).
La storia è circa questa. Lucetta Scaraffia, storica, vicepresidente dell’Associazione Scienza e Vita e membro del Comitato Nazionale di Bioetica, chiede che vengano riviste le modalità di accertamento della morte. Sono passati 40 anni esatti dal Rapporto di Harvard con il quale è stato introdotto il criterio di morte cerebrale (prima la morte veniva accertata solo in seguito ad arresto cardiocircolatorio) ed è ora, secondo Scaraffia, di rivedere la questione. Perché? Be’, perché la scienza ha fatto passi avanti, ha dimostrato che “la morte cerebrale non è la morte dell’essere umano” e forse forse aveva ragione chi pensava che quella definizione di morte lì “più che da un reale avanzamento scientifico, fosse stata motivata dall’interesse, cioè dalla necessità di organi da trapiantare“.

Affermazioni pesanti, che insinuano (neanche tanto velatametne) il dubbio che la gente venga fatta morire, riprendendo, tra l’altro, un’uscita infelice di qualche anno fa dell’attuale Pontefice secondo il quale: “Più tardi, quelli che la malattia o un incidente faranno cadere in un coma “irreversibile”, saranno spesso messi a morte per rispondere alle domande di trapianti d’organo o serviranno, anch’essi, alla sperimentazione medica (“cadaveri caldi”)“.
Il Vaticano corre ai ripari e rilascia una dichiarazione nella quale prende le distanze: “Il testo dell’Osservatore Romano è un interessante e autorevole articolo firmato dalla signora Lucetta Scaraffia, ma non può essere considerato una posizione del magistero della Chiesa“.

I commenti sono tanti, da quelli preoccupati di medici e responsabili dei centri trapianti che sanno che affermaizoni del genere provocheranno un calo di donazioni a quelli più pungenti dei bioeticisti, come Maurizio Mori, che vedono nell’uscita dell’Osservatore un tentativo di “bloccare il caso Englaro e fissare barriere alla legge sul testamento biologico che sarà tanto restrittiva da essere inutilizzabile“.

Ieri, tra amici, se ne parlava ed è uscito che tutto questo ricorda molto la strategia del cuneo (qui, in inglese) adottata dai neocreazionisti americani. Questa strategia consiste nel trovare prove (cunei) da infilare nelle crepe della teoria dell’evoluzione per farla crollare agli occhi della gente. Appena vedono una qualche debolezza (che può essere concreta o apparente, tipo una discussione tra due scienziati) ci si infilano e allargano. Ovviamente dal punto di vista scientifico non hanno seguito, ma quel che importa loro è far credere che quella scienza lì vacilla e allora tanto vale insegnare anche altri “punti di vista” (teach both, insegnamoli entrambi, come dice la neo-vice di McCain).
Nel caso in questione, la strategia è simile, anche se un po’ più spregiudicata.
Visto che la scienza non può oggettivamente stabilire il preciso momento in cui inizia una vita, né quello in cui finisce, ci si infila proprio in quei punti lì con cunei, anche qui, abbastanza privi di valore scientifico e si insinuano dubbi. Non importa quali dubbi, basta che ci siano, dall’idea che i “cadaveri caldi” vengano usati per la ricerca o come fabbriche di organi, all’idea che dei genitori vogliano “liberarsi” di un figlio venuto male o troppo malato.

Funzionerà? Nell’attesa di scoprirlo, fatevi un giro sul sito dell’AIDO.