Archive for luglio, 2008

the end

martedì, luglio 22nd, 2008

non ce la facciamo piu'..ESOF è finito. Siamo appena stati alla cerimonia del passaggio di consegne tra Barcellona e Torino. È tempo di smantellare gli stand e di rilfettere su quel che è stato e su quel che sarà.

L’Oca Sapiens ci dice che siamo stati critici. È vero, lo siamo stati e lo siamo ancora. Ci viene da cheiderci per chi si faccia questo genere di manifestazioni. Sono una vetrina per università, centri di ricerca e industrie? Sono congressi scientifici multitematici? Sono manifestazioni di divulgazione?

Da lavoratori, l’impressione è che fosse un mescolone di tutto questo, senza però che ci fossero punte di eccellenza. Come dice Bos, il programma scientifico non era tutta ’sta meraviglia e dal punto di vista della divulgazione possiam dire che i venti/trenta bambini al giorno che passavano siam riusciti a conquistarli. E, come noi, tanti colleghi, dagli amici torinesi della caccia al tesoro a quelli del divertisuolo. Ma non è quello che ci si aspetta da una manifestazione del genere.

Sia chiaro, non siamo scontenti di essere venuti qui. Abbiamo fatto il nostro lavoro bene, quei pochi bambini che c’erano si sono divertiti, abbiamo avuto modo di rivedere vecchi amici e colleghi, di conoscere personaggi matti al punto giusto e di metter su nuove collaborazioni. E tutto questo in una città bellissima e con qualche ora al giorno a disposizione per fare i turisti. Ce ne fossero di lavori così… però un po’ di amarezza rimane.

Adesso bisogna organizzare (bene) il prossimo, ma prima qualche giorno di vacanza.

Al ritorno caricheremo tutte le foto e metteremo a posto il blog.

¡Adios!

Hola, tengo una pregunta un poquito rara…

sabato, luglio 19th, 2008

Così è iniziata la nostra avventura a Barcellona, in una rosticceria dalle parti di Montjuic. I mesi di spagnolo sono serviti a qualcosa: sappiamo chiedere al rosticcere se per caso gli avanzano ossa di pollo… un conto è andare dal girarrosto sotto casa che già sa delle tue attività strambe, ma provate voi ad andare in una città che non conoscete e chiedere in una lingua che non conscete una cosa del genere. Riuscirci sono soddisfazioni. Il rosticcere comunque non ha apprezzato più di tanto il gesto e la sua espressione non era poi così diversa dall’espressione dei tanti commercianti che abbiamo incontrato in queste settimane di preparativi, dal venditore di sabbia a quello di scagliola. “Huesos del pollo?!? Tienes razon, es muy raro…” Ecco, tutto il mondo è paese.

Comunque, Barcellona per il momento è bellissima, mentre ESOF, per il momento, non molto. Il congresso scientifico in sè è bello e interessante, ma ESOF dovrebbe essere anche una manifestazione per il pubblico, mentre qui di pubblico (sempre per il momento) non se ne vede. Forse in Italia siamo abituati troppo bene tra Festival e mostre alla Experimenta. Forse i Barcellonesi preferiscono andare al mare piuttosto che venire a estrarre DNA da ossa di pollo (come non capirli…). Forse basta essere un minimo pazienti e aspettare che arrivi il weekend. Per il momento però l’idea è che non abbiano fatto molta pubblicità tra la popolazione e che si siano concentrati di più sulla parte scientifica. Che è un po’ un peccato.

Tra un po’ inizia il nostro primo laboratorio completo. A presto per gli aggiornament e le foto (in quella postata qui ci potete vedere in uno dei nostri soliti attacchi di art attack).

partecipazione

giovedì, luglio 17th, 2008

Una divagazione prima di partire.
L’altra sera il quartiere di San Salvario a Torino è stato chiuso al traffico in occasione dell’inaugurazione di un progetto di architettura partecipata. Cosa c’entri questo con la scienza lo  scoprirete arrivando al fondo di questo post (altrimenti che divagazione sarebbe?).
Fino a qualche anno fa San Salvario era un posto da frequentare il meno possibile. Nonostante fosse a cinque minuti dal centro e dal parco del Valentino, nonostante ci fossero palazzi molto belli e “signorili”, la gente aveva paura a rientrare a casa la sera. Troppa criminalità.
Poi sono iniziati a spuntare i primi locali, poi altri e altri ancora e da qualche tempo il quartiere è più vivo che mai. Un bell’esempio di “riqualificazione”, senza nemmeno il bisogno dell’esercito.
Ora, questa cosa ha le sue controindicazioni, perchè d’estate i locali mettono i dehors e i ragazzi ci si piazzano fino a notte fonda, parlando, ridendo e facendo tutto quello che fanno normalmente i ragazzi nei dehors. Gl abitanti dei palazzi sopra i dehors hanno iniziato a lamentarsi con i commercianti e i commercianti hanno iniziato a lamentarsi delle lamentele. In una situazione normale tutto sarebbe finito a secchiate d’acqua e sgomberi delle forze dell’ordine, ma c’è chi ha pensato che questa situazione potesse diventare un laboratorio di partecipazione. Si sono detti “perchè non proviamo a trovare tutti assieme una soluzione?” In fondo i locali e i ragazzi nei dehors servono al quartiere, un po’ perchè fanno la gioia dei commercianti, un po’ perchè se il quartiere si riqualifica le case acquistano valore e un po’ perchè così si può tornare a casa la sera senza la paura di essere accoltellati.
E allora, un gruppo di giovani architetti è stato chiamato per gestire la cosa. Nel corso dell’ultimo anno si sono svolte diverse assemblee pubbliche al teatro Baretti durante le quali sia gli abitanti dei palazzi, sia i commercianti, sia i ragazzi dei dehors hanno detto la loro. Gli architetti hanno ascoltato e proposto progetti che sono stati valutati, scelti e alla fine realizzati.
L’altra sera al Biberon di San Salvario, sotto casa mia (bea), si è svolta l’inaugurazione del primo dehors dotato di “Lampada Ssst” e “Trappola per suoni”, la strada era chiusa al traffico e ad applaudire e provare queste nuove strutture c’erano tutti i partecipanti al progetto, ragazzi dei dehors, commercianti e abitanti dei palazzi.
Tutti i soggetti coinvolti si sono confrontati, sono scesi a compromessi e alla fine hanno collaborato per realizzare una cosa comune. I ragazzi dei dehors potevano anche solo limitarsi a ribadire il loro diritto al divertimento, gli abitanti dei palazzi potevano limitarsi alle secchiate d’acqua o alle petizioni, i commercianti potevano chiamare degli architetti e commissionare un lavoro e gli architetti potevano fare il lavoro senza accettare suggerimenti. E invece hanno discusso e lavorato assieme per un anno intero e adesso si godono la loro invenzione tutti assieme.
Bene, quando i sociologi parlano di scienza partecipata credo che intendano qualcosa del genere. Non è molto difficile, basta sostituire i commercianti con lo stato, i ragazzi dei dehors con gli scienziati, gli abitanti dei palazzi con i cittadini e gli architetti con i comunicatori della scienza. Si potrà fare?
Al ritorno ci si vede al Biberon per un aperitivo e intanto visitate la pagina del progetto.

prima divagazione

mercoledì, luglio 16th, 2008

logo esofEccoci qui, dopo tre mesi di corso intensivo di spagnolo, serate passate a guardare i film di Almodòvar mangiando tapas e bevendo sangria, pomeriggi passati a guardare El Parque Jurasico (mangiando tapas e bevendo sangria) siam finalmente pronti per partire per Barcellona alla volta dell’ESOF (e delle tapas e della sangria…). Forse lo spagnolo l’abbiamo imparato poco, ma facciamo un’ottimo gazpacho. Abbiamo capito che le “s” al fondo si mettono sempre solo nei plurali, che “olè” non va detto cosi’ spesso come ci immaginavamo e che tra gli aves e gli aviones c’è una bella differenza, soprattuto se si parla di evoluzione. E, ovviamente, noi parleremo (poco) e giocheremo (tanto) con i bambini barcellonesi di evoluzione, usando un approccio molecolare… bella sfida.

L’ESOF è una manifestazione europea arrivata alla sua terza edizione nella quale si parla di scienza, comunicazione della scienza, percezione della scienza, scienza e società, e vedremo cos’altro. La prossima edizione si terrà a Torino nel 2010 e per la gioia di Iberia, la delegazione torinese a Barcellona sarà abbastanza folta, Chiampa in testa.

Per rendervi partecipi delle nostre avventure in terra catalana abbiamo ideato qualche stratagemma ultratecnologico: su Flickr caricheremo le foto e in questo blog  racconteremo di quel che vediamo e sentiamo.

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