ESOF è finito. Siamo appena stati alla cerimonia del passaggio di consegne tra Barcellona e Torino. È tempo di smantellare gli stand e di rilfettere su quel che è stato e su quel che sarà.
L’Oca Sapiens ci dice che siamo stati critici. È vero, lo siamo stati e lo siamo ancora. Ci viene da cheiderci per chi si faccia questo genere di manifestazioni. Sono una vetrina per università, centri di ricerca e industrie? Sono congressi scientifici multitematici? Sono manifestazioni di divulgazione?
Da lavoratori, l’impressione è che fosse un mescolone di tutto questo, senza però che ci fossero punte di eccellenza. Come dice Bos, il programma scientifico non era tutta ’sta meraviglia e dal punto di vista della divulgazione possiam dire che i venti/trenta bambini al giorno che passavano siam riusciti a conquistarli. E, come noi, tanti colleghi, dagli amici torinesi della caccia al tesoro a quelli del divertisuolo. Ma non è quello che ci si aspetta da una manifestazione del genere.
Sia chiaro, non siamo scontenti di essere venuti qui. Abbiamo fatto il nostro lavoro bene, quei pochi bambini che c’erano si sono divertiti, abbiamo avuto modo di rivedere vecchi amici e colleghi, di conoscere personaggi matti al punto giusto e di metter su nuove collaborazioni. E tutto questo in una città bellissima e con qualche ora al giorno a disposizione per fare i turisti. Ce ne fossero di lavori così… però un po’ di amarezza rimane.
Adesso bisogna organizzare (bene) il prossimo, ma prima qualche giorno di vacanza.
Al ritorno caricheremo tutte le foto e metteremo a posto il blog.
¡Adios!

Eccoci qui, dopo tre mesi di corso intensivo di spagnolo, serate passate a guardare i film di Almodòvar mangiando tapas e bevendo sangria, pomeriggi passati a guardare El Parque Jurasico (mangiando tapas e bevendo sangria) siam finalmente pronti per partire per Barcellona alla volta dell’