Dal blog del Festival della Scienza

Non bisogna sembrare un tuttologo e neanche uno che ripete bene la lezione che ha studiato. Si deve creare una specie di colla invisibile, un feeling di attenzioni ricambiate tra quello che dico io e quello che riescono a capire loro. Pertanto, il registro del mio discorso va valutato e modificato continuamente, si deve rimediare quando l’attenzione comincia a calare e, viceversa, diventare più tecnici quando si riesce a leggere partecipazione nei loro occhi. Intanto si cerca di passare con lo sguardo uno ad uno, senza fissarli troppo, ci si muove, per non essere un palo parlante, si gesticola indicando, se si può, quello che si sta spiegando. Ogni tanto ci si interrompe, lasciando spazio alla loro immaginazione, specialmente dopo un bell’esempio. E gli esempi devono essere sempre concreti, reali, tangibili, ripetibili. In questo modo, si cerca di rendere visibile un concetto o un’idea altrimenti troppo volatili.


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