Agora Torino Valley

I blog di Scienza e Tecnologia

Le Settimane della Scienza scendono in piazza dal 9 al 31 maggio, nei centri ricerca e nei caffè, nei teatri, nelle scuole e università per svelare la scienza e la tecnologia di Torino e del suo territorio, per fare festa insieme.Alle mostre, visite guidate, performance, laboratori, caffé scientifici, piece teatrali, iniziative nelle scuole, porte aperte nei centri di ricerca pubblici e privati impegnati nell’innovazione che andranno avanti fino a fine maggio, si aggiunge la musica e il teatro di strada, animazioni scientifiche e giocoleria antigravitazionale, che in Piazza Carlo Alberto dal 9 all’11 maggio sotto la tenda, faranno da cornice a forum, conferenze, dimostrazioni e altre attività in formato street learning, l’apprendimento informale da strada, per recuperare street credibility alla scienza.

Dalla fisica alla chimica, dalla biologia all’astronomia, dall’ingegneria meccanica ai test sull’intelligenza, il pubblico di tutte le età avrà la possibilità di essere scienziato partecipando a forum e conferenze, esperimenti ed eventi, utilizzando strumenti di ricerca e compiendo analisi per gustare l’intima eleganza, le potenzialità, la magia e la bellezza della scienza e della tecnologia.

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«Torino per Esof» (TopEsof) - l’associazione che è riuscita ad aggiudicarsi l’edizione che si terrà nel luglio 2010 - vuole offrire ai ragazzi più intraprendenti l’opportunità di assaggiare con due anni di anticipo l’atmosfera dell’Euroscience Open Forum, portandone 40 a Barcellona per tre giorni, tra il 18 e il 22 luglio, quando la città ospiterà la kermesse. Viaggio in pullman, pernottamenti in albergo, ingressi alle manifestazioni più importanti. Tutto gratis, a patto di saperla lunga.

Per partecipare alla trasferta scientifica occorre superare le prove del concorso organizzato da TopEsof in collaborazione con «La Stampa». Un questionario con 16 domande in varie discipline scientifiche (astronomia, fisica, biologia, matematica) e una composizione scritta, di una cartella (30 righe, ciascuna di 60 battute), sulle motivazioni che spingono a partecipare al concorso: interessi culturali, curiosità personali e tutto quello che vi ha convinti a mettervi alla prova, oltre alla voglia di farsi una bella gita a Barcellona.

Il concorso è rivolto agli studenti iscritti ai primi due anni di una qualsiasi facoltà in un ateneo piemontese. Moduli e regolamento dettagliato si trovano sul sito de «La Stampa» www.lastampa.it/topesof, linkato a quello di TopEsof, www.esof2010.org. I lavori dovranno essere inviati, sempre via Internet, entro il 21 maggio alla giuria - composta dal presidente e da due consiglieri di TopEsof insieme con alcuni giornalisti de «La Stampa» - che li esaminerà entro il 26 maggio. I vincitori saranno contattati il 2 giugno.


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Via Galileo

Il mondo è in piena crisi alimentare. Il forte aumento dei prezzi di grano, riso, soia, mais ha spinto alcuni paesi, come Vietnam, India, Cina, Cambogia, a chiudere totalmente o in parte le frontiere all’esportazione del riso per evitare di restare senza scorte. Altri, tra cui Argentina, Russia, Kazhakistan hanno ridotto le esportazioni di grano mentre Mozambico, Costa d’Avorio Haiti, Senegal e Guinea sono sull’orlo della guerra civile a causa dell’assalto al cibo nei campi e nei magazzini. E la situazione non accenna a migliorare, anzi. Secondo l’annuncio fatto dal presidente della Banca mondiale Robert Zoellick al termine di un vertice sull’emergenza cibo tra i massimi responsabili di 27 organizzazioni, agenzie e programmi dell’Onu, i prezzi del grano e del riso potrebbero restare alti, gettando nell’emergenza umanitaria milioni di persone nei paesi in via di sviluppo che spendono la maggior parte del loro reddito per il cibo. Come fare in modo che lo sviluppo agricolo riduca la fame e la povertà e sia insieme sostenibile? È quanto si chiede un gruppo di esperti in un articolo su “Science”. Se è vero, infatti, che la produzione è aumentata, ciò non si è tradotto in un maggior accesso al cibo. Al contrario, grandi sono stati i costi ambientali delle produzione, con eutrofizzazione dei terreni, contaminazione da pesticidi e perdita di colture locali. Per questo, come riporta anche l’ultimo rapporto dell’International Assessment of Agricultural Science and Technology for Development (Iaastd), serve un cambiamento di rotta radicale.

“Per aumentare la produttività in maniera ecosostenibile e a beneficio de


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Sabato 24 maggio presso l’aula magna della Facoltà di economia dell’Università “Amedeo Avogadro” di via Perrone 8 a Novara si terrà la settima edizione dell’assegnazione del Premio Piazzano di giornalismo scientifico, collegato ad un Convegno, dedicato alla cultura in genere e alla riscoperta del libro in particolare. Il tema sarà: Il piacere della lettura. Leggere, conoscere, sapere.

All’epoca di Internet e delle televisioni dilaganti, che trasmettono una cultura approssimativa e “leggera”, ci si chiede se non sia il momento di riscoprire il libro come fenomeno di trasmissione di un pensiero derivante da una riflessione più profonda.

Dopo il convegno il presidente nazionale dell’ordine dei giornalisti, Lorenzo del Boca, consegnerà il Premio Piero Piazzano di giornalismo scientifico.


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I quattro atenei pubblici della Puglia, i maggiori laboratori, centri di ricerca, imprese hi-tech ed altri attori della regione si sono riuniti per promuovere la nascita del DISTRETTO dell’INFORMAZIONE a servizio del sistema SCIENTIFICO, TECNOLOGICO e dell’INNOVAZIONE.

Con questa inziativa il sistema scientifico della Puglia ha deciso di uscire dalle nebbie e contribuire, per sua parte, a fare chiarezza, offrendo ai media, alla società e alla politica uno strumento di informazione e di orientamento: uno strumento non di autovalutazione ma di conoscenza, che partirà direttamente da chi produce risultati di ricerca e ha interesse a renderli noti in modo il più possibile completo e corretto, seppur rispettoso del copyright.

Tra i compiti del DISTI, anche quello di informare e sollecitare attenzione da parte di chi governa: a maggior ragione, dopo una campagna elettorale che al tema della ricerca ha riservato scarsa attenzione. Eppure è ben noto come, per un paese come il nostro, che già soffre di gravi ritardi, la ricerca abbia un valore strategico ed anzi un vero carattere d’urgenza: la nostra salute, il nostro ambiente, la nostra energia, la nostra economia dipendono e sempre più dipenderanno dalla capacità o incapacità di fare buona ricerca.


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Via Punto Informatico

La rete viene utilizzata come fosse un blocco degli appunti globale, riporta Scientific American: gli strumenti collaborativi del Web 2.0 stanno attraendo i ricercatori che credono che la condivisione dei risultati sia un punto di partenza per tagliare nuovi traguardi in maniera più efficiente, per edificare una comunità scientifica più attiva e aperta al confronto. Non sono solo i giovani ricercatori ad impugnare gli strumenti della rete: iniziano a farsi spazio online anche i luminari con una lunga esperienza alle spalle, fiduciosi nel fatto che la rete possa contribuire ad una fruttuosa circolazione di idee e a stimolare dibattiti che possano sospingere la ricerca.

“Il web 2.0 calza perfettamente su misura al funzionamento della scienza” spiega Christopher Surridge, direttore di PlosONE, una pubblicazione open access, fondata sulla collaborazione di esperti della comunità scientifica per offrire al pubblico contributi il più possibile accurati e di valore. La rete consente ai ricercatori di confrontarsi e di scambiarsi critiche e consigli, di ingaggiare dinamiche di coopetition, di sfidarsi in un fruttuoso e sinergico confronto.


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Libri, riviste, tv, radio, blog. Conferenze, mostre, dibattiti. Incontri con ospiti importanti dall’Italia e dall’estero. Laboratori didattici e spettacoli. FEST, la Fiera Internazionale dell’Editoria Scientifica per cinque giorni, dal 16 al 20 aprile 2008, trasformerà Trieste in un melting pot scientifico, dando voce a scrittori, scienziati, artisti, giornalisti, creando ponti tra culture diverse, coinvolgendo e incuriosendo pubblici di tutte le età.

Con oltre 160 eventi in programma, più di 5.000 titoli consultabili e in vendita nella grande libreria multimediale, 50 mostre e laboratori didattici a cui si sono iscritti già 5.100 studenti e 40 presentazioni di libri e altri prodotti multimediali, FEST è l’unica fiera dedicata al libro e a tutti i media che si occupano di scienza. Dalla salute ai cambiamenti climatici, dalla scienza nei Paesi in via di sviluppo alla sfida del web 2.0, dai nuovi traguardi delle ricerche sul cervello all’interazione uomo-macchina: la Fiera internazionale dell’editoria scientifica propone un ricco carnet di appuntamenti. Nel suggestivo scenario del Molo IV, proiettato nel golfo di Trieste, sarà gratuitamente aperta al pubblico la grande libreria multimediale suddivisa in aree tematiche, con gli stand riservati agli editori, la mostra di libri stranieri, lo spazio espositivo per bambini e ragazzi, le tavole rotonde, le presentazioni dei libri e gli incontri con scienziati e scrittori.


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Galileo ha chiesto ai principali schieramenti di esprimersi sui temi caldi della ricerca scientifica.

 In Italia la scienza non è tema da campagna elettorale. Il silenzio che gli aspiranti leader hanno posto su alcune questioni cruciali per la ricerca è infatti davvero inquietante. Sarà che troppo spinose sono le questioni legate ai temi etici, e troppo diverse, all’interno degli schieramenti, le prese di posizione su temi come le cellule staminali embrionali o gli organismi geneticamente modificati per rischiare di apparire confusi e divisi di fronte agli elettori. L’impressione generale, però, è che nel panorama politico italiano parlare di certi argomenti appaia inopportuno, se non controproducente. E che a farlo con cognizione di causa siano in pochi.

Quello della ricerca, nelle sue diverse implicazioni, è invece a nostro parere un tema di natura squisitamente politica. Per questo, abbiamo chiesto ai responsabili scientifici dei cinque principali schieramenti di illustrare ai lettori la loro proposte politiche rispetto ad alcune questioni cruciali: l’energia nucleare, gli organismi geneticamente modificati in agricoltura, l’agenzia di valutazione voluta dal ministro Fabio Mussi, i finanziamenti alla ricerca e le cellule staminali embrionali. A tutti abbiamo rivolto le stesse domande per consentire ai lettori di confrontare le diverse posizioni.


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L’EMBO (European Molecular Biology Organization) indice, ogni anno dal 2002, un premio allo scienziato che meglio ha lavorato per comunicare al grande pubblico le scienze della vita, l’EMBO Award for Communication in the Life Sciences.
Il premio vuole stimolare maggiore attenzione, da parte dei ricercatori, verso la necessità di far conoscere la ricerca scientifica, e di aprire un dialogo con i non-esperti.
I vincitori del premio EMBO sono poi automaticamente nominati anche per il premio Cartesio della Commissione Europea, che seleziona tra i premiati di diversi concorsi europei il personaggio che si è maggiormente distinto nell’opera di mediazione tra scienza e società

Il premio consiste in 5000 euro e una medaglia d’oro. Si accettano candidature fino al 1 maggio prossimi. Possono partecipare scienziati coinvolti attivamente nella ricerca, che abbiano contribuito alla comunicazione della scienza con qualsiasi genere di prodotto o attività. Se si tratta di pubblicazioni, queste devono essere state pubblicate nel periodo 1005-1007.
Non possono partecipare scienziati che già operano attivamente come comunicatori della scienza, ma scienziati che hanno appena cominciato ad aprirsi al mondo… fuori dei laboratori.


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Questa è Scienza!

estFondazione Cariplo organizza nell’ambito del Progetto Est l’11 Aprile 2008 al Centro Congressi Fondazione Cariplo di via Romagnosi la Conferenza Internazionale “Questa è Scienza! - Educare alla Scienza e alla Tecnologia. Per un nuovo rapporto tra scuola e museo.”, per riaffermare il valore dell’innovazione nella didattica delle scienze.

Giovani, passione, scienza. Il legame fra questi tre elementi è fondamentale per promuovere capitale umano in grado di contribuire allo sviluppo sostenibile del paese e per formare cittadini consapevoli capaci di trovare soluzioni e fare scelte efficaci nel mondo globale. Sotto questo profilo in Italia le cose non vanno bene, come risulta dai dati e dalle ricerche. Certo un apprendimento frontale, libresco, nozionistico non aiuta. Occorre dunque innovare la didattica e formare gli insegnanti.

Il programma dell’evento


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